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Avvelena il figlio con i farmaci per evitare assistenti sociali in Inghilterra: la 36enne Emma Barnett a processo

Emma Barnett, 36enne residente nel sud-est dell’Inghilterra, sta affrontando un processo per la morte del figlioletto di 14 mesi. La donna lo ha avvelenato con un mix letale di farmaci per evitare che venisse affidato ai servizi sociali.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Emma Barnett, 36 anni, ha avvelenato il figlio di poco più di un anno con un cocktail letale di farmaci per evitare che il bimbo venisse affidato ai servizi sociali. Solo dopo, la donna ha tentato il suicidio, ma è stata salvata dalle autorità e posta in arresto. Al momento, la 36enne è a processo per la morte del figlioletto Oakley.

Emma Barnett, che vive nel sud-est dell'Inghilterra, dopo aver saputo che il figlio sarebbe stato affidato alle autorità, ha orchestrato un piano per depistare le forze dell'ordine, sottolineando di alcuni messaggi di voler portare con sé il figlio nel bosco per poi invece assassinarlo nella soffitta di casa. Quando le autorità hanno rintracciato mamma e figlio, lei ha somministrato al bimbo una miscela letale di farmaci, facendogliela bere. 

Barnett è mamma di 6 figli e come il piccolo Oakley, anche gli altri le erano stati sottratti dalle autorità. Nell'estremo tentativo di evitare che il figlio minore venisse affidato ai servizi sociali, ha somministrato al piccolo un cocktail letale di farmaci che ne ha causato la morte in ospedale diverse settimane dopo il fatto. Barnett, invece, ha tentato di impiccarsi ma è stata salvata e trasportata in pronto soccorso. Dopo aver ricevuto le cure del caso, è stata arrestata e accusata di omicidio.

Davanti alle autorità, la donna ha affermato di aver progettato fino all'ultimo di bere la miscela letale di farmaci, risparmiando il bambino. L'omicidio sarebbe stato il "frutto di un incidente": la 36enne ha infatti dichiarato di aver confuso la bottiglia di latte con quella contenente il farmaco. Subito dopo, la donna ha cercato di togliersi la vita senza riuscirci. Per le autorità però, le sue azioni sono state deliberate e mirate: l'intenzione era quella di nascondersi dalle forze dell'ordine per poi uccidere il piccolo e contestualmente suicidarsi.

La donna era seguita dagli assistenti sociali dal settembre del 2022 e il bimbo di 14 mesi era stato inserito nel loro programma di protezione a causa di alcuni problemi di salute mentale della madre. Nel luglio del 2024, quattro dei figli di Barnett erano stati affidati ai servizi sociali mentre il quinto era andato a vivere con il padre. Sull'onda dei provvedimenti già presi, il piccolo è stato affidato alle autorità.

Da allora, la 36enne ha cercato in tutti i modi di evitare le udienze e gli incontri con gli assistenti sociali. Dopo una serie di ultimatum, la donna ha orchestrato l'omicidio-suicidio. Le forze dell'ordine sono state informate delle sue intenzioni soltanto quando Barnett aveva già acquistato l'occorrente per il delitto e quando sono intervenute sul posto, per il bimbo era purtroppo troppo tardi.

Il piccolo è stato trasportato in ospedale ed è deceduto dopo diverse settimane presso il Royal London Hospital. Nonostante la tesi dell'errore presentata dalla donna anche davanti al giudice dopo l'arresto, è stato dimostrato che la 36enne aveva trasferito dei soldi sui conti dei suoi figli, con la causale "ti amerò per sempre", ma che non aveva messo nulla da parte per il figlio più piccolo. Un addio, secondo il magistrato, sapendo che il bimbo avrebbe perso la vita con lei.

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