"È una finzione quella del candidato premier. Non siamo usciti da un partito personale per entrare in un partitino personale". Pensa piuttosto a un capolista della nuova forza di sinistra Massimo D'Alema, ospite alla festa nazionale di Sinistra italiana a Reggio Emilia, in un confronto con Fabio Mussi (Si), suo ex collega alla Normale. Dal palco ha annunciato stasera che la nuova formazione politica avrà un nome e un simbolo entro novembre. Poi partirà il confronto elettorale con il Pd. Giuliano Pisapia è stato incoronato "leader" nel primo coordinamento tra Mdp e Campo Progressista la scorsa settimana, ma per D'Alema la soluzione migliore è che ci sia un "primus inter pares", e annuncia prossimamente un incontro tra Speranza, Fratoianni, Civati, per decidere su come andare avanti.

D'Alema, rispetto all'ex sindaco, ha tagliato i ponti molto più nettamente con il Pd. E lo dimostra proprio la sua presenza alla festa di Sinistra italiana. "Oggi non ci sono le condizioni per una alleanza con il Pd", sottolinea D'Alema. Sulla legge di Bilancio l'ex premier ha posizioni di chiusura: "E' arrivato il momento di una stretta nei rapporti con il governo: sinora abbiamo fatto di necessità virtù per evitare il disastro. Ma ora diciamo al governo con fermezza di fare alcune cose in legge di Bilancio" – ha detto D'Alema – "Chiederemo a Gentiloni – aggiunge – di intervenire per salvare il servizio sanitario nazionale che sta cedendo, è seriamente in discussione il diritto alla salute, quindi misure su lavoro giovanile e sul Sud".  In caso contrario minaccia che voterà contro la manovra.

Sulla bozza della nuova legge elettorale, il "Rosatellum bis", D'Alema ha espresso parole dure: "È una legge mostruosa, un pasticcio, una porcheria, un obbrobrio che consegna il Paese alla destra. Una follia". Se passasse Mdp toglierebbe la fiducia al Governo.