X Factor 2026, le pagelle del secondo Live: la luce di camilla (7,5), Gabbani (5,5) in crisi e l’addio di Veronica (5,5)
Giovedì 29 ottobre 2026 è andato in onda il secondo Live Show di X Factor 2026, una serata impreziosita dalla presenza della cantautrice inglese MEEK in veste di superospite. Il clima si fa nettamente più competitivo tra polemiche sull'uso delle sequenze nei brani rock e frecciatine per le cover riscritte di Lenanie e Teo Bok. Francesco Gabbani cede alla frustrazione e al nervosismo sul tavolo dei giudici, mentre Camilla incanta con la dimensione soul pop di "As the World Caves In" di Matt Maltese. I Mad-Dog sono vittime di un imprevisto tecnico in diretta, un "ChipmunkGate" che trasforma la voce del frontman in Alvin. Veronica Bruganelli è l'eliminata della puntata, portandosi via il rammarico di non aver potuto presentare il suo inedito al mercato discografico. Qui le pagelle.
Alex Fontana, voto 7
"Non so come si dice filone qui". Basterebbe questa disarmante leggerezza, un momento di estrema realtà, per inquadrare la sua attitudine. Su "Street Spirit (Fade Out)" dei Radiohead dimostra di essere uno dei progetti vocalmente più interessanti degli ultimi anni, con credenziali valide anche per un respiro internazionale. Ha la capacità di risultare struggente senza mai apparire retorico.
ALÌA, voto 6
Alle prese con "Hola (I Say)" di Marco Mengoni e Tom Walker, risulta molto più a suo agio e centrata nel falsetto del cantautore britannico. Il limite dell'esibizione resta un'impostazione vocale fin troppo educata: quando deve cercare volume, finisce per strappare un po' troppo sulle note più alte, perdendo fluidità.
Veronica Bruganelli, voto 5,5
Si scontra con "Total Eclipse of the Heart" di Bonnie Tyler, portando a casa un ritornello che era oggettivamente tra i passaggi più difficili della serata. È l'elemento più importante e solido della sua esibizione, ma non basta a salvarla. L'eliminazione a fine puntata chiude definitivamente il suo percorso: il vero, grande rimpianto è che non riusciremo ad ascoltare i suoi inediti, l'unico vero banco di prova dove probabilmente avrebbe fatto intravedere una reale collocazione discografica.
camilla, voto 7,5
Con "As the World Caves In" di Matt Maltese entra in una dimensione marcatamente pop-soul, mettendo in luce un registro vocale molto specifico. L'esecuzione c'è, ma la vera sfida di quest'anno sarà proprio riuscire a rendere credibile e discograficamente accettabile questa sua natura vocale al di fuori della bolla del programma.
I Mad-Dog, voto 5,5
La loro esibizione viene segnata da un problema tecnico in regia. Il "Chipmunk-Gate" fa capolino in diretta, restituendo la voce del frontman con un effetto in stile Alvin per alcuni secondi. Un imprevisto che penalizza inevitabilmente la percezione del pezzo. Ciò che li salva è un impatto sonoro riconoscibile sul lungo termine.
Manu, voto 5
Con "I romantici" di Tommaso Paradiso emerge una chiara difficoltà ad aderire al brano. Il problema principale è che riesce a essere troppo impersonale con le tracce altrui, portando a casa un'esecuzione corretta ma priva di identità. Arrivati a questo punto, stiamo aspettando l'inedito ballad per capire la direzione autoriale.
Lenanie, voto 5
L'assegnazione di "C'è tempo" di Ivano Fossati solleva più di qualche dubbio sulla sua gestione della dimensione cover. Sceglie di reinventare completamente il testo originale, ma il risultato finale è un racconto dal tono troppo complesso, che fatica ad arrivare in maniera chiara e diretta al pubblico.
Patrizia Napolano, voto 7,5
Su "Unethical" di Faouzia si dimostra ancora una volta molto intensa, confermando una padronanza notevole e un controllo eccellente soprattutto sulle note più basse e le melodie più emotivamente marcate.
Le Distanze, voto 6,5
Portano sul palco "Theme from New York, New York" di Liza Minnelli e Frank Sinatra e sorprendono. L'esibizione si arricchisce di nuove sfumature, trasformandosi in una vera e propria recita con un finale in crescendo molto centrato. Una proposta che risulta finalmente coerente e adatta agli abiti del frontman, l'ago della bilancia di questa band.
Giacomo Calò, voto 6,5
Si cimenta in un impegnativo medley di Zucchero ("Diavolo in me / X colpa di chi?"). La sua voce è ormai fin troppo codificata e abituata al mondo delle ballad, rendendo l'approccio al funk quasi estraniante. Nonostante un evidente scollamento tra il suo timbro naturale e le necessità del genere, riesce comunque a tenere il palco e a creare intrattenimento con la coreografia.
Gli Scraffs, voto 5
La loro versione di "Charlie fa surf" dei Baustelle suona fin troppo monotona. Manca chiaramente qualcosa nell'arrangiamento, che risulta eccessivamente minimale e rischia di svuotare il brano. A far discutere, alla fine, è più la polemica innescata dal loro giudice Francesco Gabbani, che li difende giustamente, elogiando la scelta di suonare dal vivo senza l'ausilio delle sequenze, che l'esibizione in sé.
Teo Bok, voto 5,5
Con "I Wish" di Steve Wonder porta sul palco tutto il suo campionario da performer, spingendo su un gimmick visivo in pieno stile Bruno Mars. Tra l'aneddoto surreale raccontato su Stewie Wonder e una discutibile riscrittura del pezzo, inciampa clamorosamente proprio sulla strofa rap inserita nell'arrangiamento. Un'aggiunta per nulla incisiva, che non convince.
Jake La Furia, voto 6,5
È molto bravo a mantenere Alex Fontana esattamente nel suo territorio naturale, senza snaturarlo o forzarlo in esperimenti inutili. Si rivela altrettanto efficace quando c'è da marcare il territorio sul rap nei commenti a Teo Bok.
Paola Iezzi, voto 6
Si lancia nella "questione sequenze" con Francesco Gabbani, alzando di fatto uno scudo preventivo per proteggere le scelte musicali dei suoi Mad-Dog, palesi ma mai citati esplicitamente da nessuno dei due giudici. Polemiche a parte, la sua vera, grande sfida di quest'anno è un'altra: riuscire a rendere discograficamente credibile e spendibile la complessa natura vocale di camilla.
Irama, voto 5,5
Incassa mazzate pesanti al tavolo per la scelta di far riscrivere la strofa di un intoccabile come Ivano Fossati ("C'è tempo") al suo Lenanie. Chiaramente non si aspettava che gli umori e i toni dei colleghi cambiassero in modo così drastico ai Live Show, ritrovandosi in un clima molto più teso e competitivo.
Francesco Gabbani, voto 5,5
Al tavolo è apparso nervoso, a tratti molto frustrato. La polemica innescata sull'uso delle sequenze per difendere gli Scraffs lo ha visto arroccarsi sulla difensiva. Il sottile confine su cui si muove per non cadere in una palese contraddizione tra la riscrittura di Lenanie e quella di Teo Bok, per adesso, lo salva.