X Factor 2026, le pagelle della prima puntata dei BootCamp: Patrizia fa tremare i giudici, occasione sprecata per Myriam
Giovedì 1° ottobre 2026 è andata in onda la quarta puntata di X Factor 2026, inaugurando la fase dei Bootcamp. Al tavolo, la giuria composta da Francesco Gabbani, Paola Iezzi, Jake La Furia e Irama ha dovuto compiere i primi tagli con Gabbani diventa il primo giudice ad assegnare il suo X Pass a Giacomo Calò. Una puntata che si illumina nelle battute finali con la sorprendente Patrizia Napolano, sempre più candidata a essere una delle protagoniste della stagione. Ma anche dall'impatto sonoro rock dei Mad Dog. Scivolano le Hey Darling nella titanica impresa di "The Real Slim Shady" di Eminem in una chiave rock. Qui le pagelle.
Francesco Gabbani, voto 6,5
Tra gli highlights della serata la scelta, molto consapevole del suo X Pass, e la riflessione su un progetto funk all'interno di quest'edizione di X Factor con Davide. Purtroppo non viene seguito sul carro da nessuno degli altri giudici.
Jake La Furia, voto 6
Tra Alain Delon di San Giovanni a Tediuccio e il commento sincero e pragmatico su Vito Damiano, la sfera d'azione di Jake La Furia appare abbastanza chiara. Rimane qualche perplessità sulla sua scelta di non puntare l'X Pass su Patrizia Napolano.
Paola Iezzi, voto 5,5
Ci sono pochi momenti in cui il suo sguardo sembra rapito, anche nelle esibizioni più impattanti della serata. Appare scoraggiata e ancora alla ricerca di una pepita su cui scommettere, mentre si veste perfettamente nei panni di Madre, la protagonista di Sensualità a Corte (ideata da Marcello Cesena).
Irama, voto 5,5
Non è ancora chiara la strada, la cifra stilistica, che Irama vorrà percorrere in quest'edizione. Difficile pensare che in questo momento ci sia qualcosa che lo soddisfi a pieno, e lo si legge nella scelta controcorrente di Myriam Belfiore che non porta fino in fondo.
Chiara Giannella, voto 5,5
La promessa di far piangere Irama e tutta la commissione dei giudici si infrange su un'esibizione meno convincente delle aspettative con "Million Reasons" di Lady Gaga. E se sulle possibilità canore si intravedono le potenzialità del percorso, i colori sfumano in un'interpretazione dal vivo piuttosto fredda.
Davide, voto 5,5
"Sarà la storia a giudicare la mia musica" è il messaggio più forte che potesse mandare per un progetto che avrebbe potuto avere spazio e visibilità a X Factor. Emergono anche dei lati meno positivi, soprattutto sulla gestione nelle note più alte.
Neyja, voto 6
Con "Gimme All Your Love (Alabama Shakes)" aprono il compasso delle soluzioni musicali da percorrere. Vispi, soprattutto nella scelta melodica del brano, nel lasciare molta più aria alla cantante.
Angelo Caianiello, voto 6
"Ma nun vir?" appartiene a un segmento di mercato impossibile da non prendere in considerazione. E il ritornello non lascia spazio a dubbi. In maniera modesta invece arriva l'emotività del brano, che svanisce nella rincorsa alla produzione up-tempo.
Heresiana, voto 5,5
Progetto musicale che sembra camminare distintamente in una scena alternative, meno sul palco di X Factor. L'inedito "Sono Io" arriva in crescendo.
Lorena Luca, voto 5
Per arrivare alla fase live di X Factor 2026 ci sarà bisogno di qualcosa in più rispetto alla sola interpretazione rabbiosa nella seconda parte del brano. Continua a nascondersi dopo "I Follow Rivers" nella prima puntata delle Audizioni.
Maria Sara Costanzo, voto 5,5
L'atmosfera sommersa che cerca di ricreare con "Cosa mi manchi a fare" di Calcutta sembra adagiarsi perfettamente al suo timbro. Un arrangiamento fin troppo vuoto, che devia la traiettoria struggente della canzone.
Vito Damiano, voto 6
La direzione pop a cui si riferisce Jake La Furia, chiaramente legata alla sfera musicale di Ultimo, può allargare il consenso nei suoi confronti. "Pensami" rispetta tutti i crismi, anche la scrittura immediata, di un genere che abbraccia centinaia di migliaia di persone negli stadi italiani. Paga un po' la mancanza di originalità nei versi e nello staging.
Stefano Camuffo, voto 5,5
Bisognerebbe incorniciare la sua tenuta vocale in un brano come "Cambiare" di Alex Baroni. Un'esibizione in totale controllo che pecca nella sua densità emotiva, in cui risulta un po' troppo acerba.
Angela Cotterle, voto 5,5
Sembra pagare la furbizia del suo personaggio, e le due immagini, quella ingenua e quella più consapevole dei propri mezzi, questa volta non si fondono. "Hotel California" degli Eagles rimane una buona interpretazione vocale, forse fin troppo spensierata.
Veronica Bruganelli, voto 6,5
Ruba davvero lo spettacolo, come il titolo del brano di Sienna Spiro, e lo fa arrampicandosi vocalmente dappertutto. Bisognerà forse costruirle attorno un'impalcatura, dallo staging alla mimica sul palco, che in alcuni aspetti collidono con la grande interpretazione canora.
Klem e Napoli Sotterranea, voto 5,5
Così imprevedibili e fuori dal registro delle solite esibizioni che risulta impossibile non restare affascinati da ciò che fanno sul palco. La scelta errata dei brani nel mash-up preclude però tutta la parte canora, fin troppo sacrificata rispetto alla parte coreografica.
Teo Bok, voto 5,5
Tranne Klem e Napoli Sotterranea, l'unico a riempire la propria esibizione con movimenti sul palco. Ci sono alcune sbavature, soprattutto legate al fiato su "Moves Like Jagger" dei Maroon 5, ma tutto il resto coincide perfettamente con le aspettative. C'è qualche patina da rimuovere per capire chi è Teo Bok.
Nicola Trois, voto 5
Qui emerge il divario più ampio tra pulizia del timbro e ricercatezza personale in "Wicked Game". E se la prima convince tutti, l'assenza di qualsivoglia tocco personale all'interno dell'interpretazione potrebbe respingere l'ascolto se prolungato nel tempo.
Alice Fregoso, voto 5,5
Le aspettative alte, legate anche al lascito di "Disfruto" e al suo successo, con il ritorno nelle prime 10 posizioni della Top 50 Italia di Spotify, l'hanno forse un po' toccata. "La leva calcistica della classe '68" viene recitata, perdendo la natura più intima e struggente del brano. Non perde colpi invece la sua voce, che questa volta fa da ombra a una scelta sbagliata.
Mad Dog, voto 7
Cercavamo complessità solo qualche settimana fa con "Brianstorm" degli Arctic Monkeys, e invece questa volta arrivano con un impatto sonoro straordinario. "Take Me Out" è una celebrazione rock che fa alzare il pubblico, trascinato dalle percussioni di una batteria suonata in maniera splendida.
Benedetta Stigi, voto 5
Si infrange contro quel muro di magnifica malinconia de "I pomeriggi" di Giorgio Poi, che avrebbe bisogno di respiri più ampi, di un timbro più intenso. E non ritorna nemmeno quell'alone di nostalgia del suo inedito "Filippo", arrendendosi negli ultimi momenti della canzone.
Giacomo Calò, voto 6,5
X Pass più annunciato della storia, ma c'è poco da recriminare. Come nella scorsa edizione, Francesco Gabbani si lancia sul talento vocale più strutturato, e l'intensità di "Almeno tu nell'universo" di Mia Martini si piega anche di fronte alla grande performance lirica.
Giorgia Cappelletti, voto 6,5
Non si può nascondere il suo grande impatto sul palco, men che meno le capacità canore sulle note di "Iron Sky" di Paolo Nutini. La costante promozione della propria ingenuità, quando poi si scontra con tutta questa consapevolezza vocale, anche su brani molto complicati, potrebbe stridere. Per adesso è il suo punto di forza.
Rawstrings, voto 5
Pagano la loro giovane età e un'alchimia che sembra ancora lontana, anche se la scelta di "Kiwi" sembrava averli facilitati. L'impatto, come per "Maniac" durante le audizioni, rimane molto debole.
Myriam Belfiore, voto 5
Si potrebbe riflettere sulle parole di Irama in merito all'assenza di brani in cui svetta l'eleganza musicale in questo momento storico. Un termine quasi in disuso, almeno nelle classifiche odierne. Un arrangiamento che si avvicina, forse in troppi punti, a un'esibizione da pianobar, senza catturare particolari sfumature del brano.
Hey Darling, voto 4,5
Difficile appropriarsi di qualcosa di positivo in quest'esibizione, che sfoggia il coraggio e la sventatezza delle 3 musiciste. "The Real Slim Shady" di Eminem, nella complessità delle sue rime e dei suoi incastri, può esser considerato tra i brani rap meno "riproducibili" e purtroppo le Hey Darling cadono in questa trappola.
Patrizia Napolano, voto 7,5
Per adesso, abbiamo chiaro chi possa avere l'X Factor questa stagione. E non solo per l'incredibile determinazione con cui sfugge alla possibilità di non riuscire, di non arrendersi all'ansia di fallire che potrebbe divorarla su "Golden Slumbers". Difficile credere che qualcuno non abbia creduto in lei per l'X Pass.