Studentessa siberiana canta Bella Ciao a X Factor, Jake La Furia stregato: “Dì la verità, ti hanno espulsa?”
Giovedì 24 settembre è andata in onda la terza e ultima puntata delle Auditions di X Factor 2026. Tra i talenti in gara e i giudici chiamati a chiudere i roster per i Bootcamp, uno dei momenti salienti porta la firma di Ekaterina Dobrynina, in arte Provokatia. Ventisette anni, studentessa di politica siberiana d'origine, si è esibita con "Bella ciao" con un manifesto dichiarato fin dalla presentazione: "Mi piace provocare, mi piace provare e mi piace essere provocata".
L'esibizione di Provokatia e la reazione dei giudici
Sbarcata in Italia per studiare e con l'ambizione di imporsi come artista "universale", la concorrente si è presentata sul palco del talent show di Sky brandendo un pezzo da novanta della cultura popolare globale: Bella Ciao, proposta in un arrangiamento travolgente e festaiolo. Un'esecuzione sopra le righe, teatrale e fortemente divisiva, che ha immediatamente conquistato il tavolo dei giudici. Da un lato l'entusiasmo travolgente di Jake La Furia, letteralmente conquistato dal personaggio al punto da sbilanciarsi in un ironico: "Sono innamorato. Se non ha spaccato lei, chi è che ha spaccato? Dì la verità, ti hanno espulso dalla Siberia?". Dall'altro la freddezza di Paola Iezzi, che pur riconoscendo il valore universale e popolare del pezzo, ha chiuso la porta con un secco no per il percorso a X Factor. Il bilancio finale parla di due sì e due no: un verdetto che non le ha permesso di strappare i tre voti necessari per accedere ai Bootcamp.
Il peso politico e culturale di "Bella Ciao": da Delia al palco di X Factor
Ma al di là dell'esito della performance, la scelta di portare Bella Ciao in prima serata riapre inevitabilmente una riflessione più ampia sul brano. Non è la prima volta che l'inno partigiano diventa un terreno minato: basti pensare al caso scoppiato la scorsa primavera con Delia – finalista della passata edizione di X Factor – che al Concerto del Primo Maggio aveva modificato il testo ("essere umano" al posto di "partigiano") per alleggerirlo dalla patina ideologica, sollevando reazioni opposte.
Oggi, veder cantare il pezzo da una studentessa siberiana con l'accento dell'Est Europa conferma la sua natura profondamente divisiva. Sui social e tra i commenti la spaccatura è stata immediata: da una parte chi continua a difendere il brano come una bandiera identitaria intoccabile, dall'altra chi – proprio come Provokatia – lo usa come un inno universale alla libertà. La politica ridotta a show, insomma, dove la filosofia finisce per interfacciarsi con il contesto del talent show.