X Factor 2026

X Factor 2026, le pagelle del terzo Live: Patrizia (8) è viscerale, l’amaro addio di Lenanie (5,5)

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Patrizia e Lenanie, X Factor 2026
È andato in onda il terzo Live Show di X Factor 2026 con ospite Fulminacci. Patrizia Napolano incanta sul palco, Manu delude. Eliminato Lenanie. Qui le pagelle.

Giovedì 5 novembre 2026 è andato in onda il terzo Live Show di X Factor 2026, una serata impreziosita dalla presenza di Fulminacci in veste di superospite. Francesco Gabbani trova un'ancora di salvezza sul tavolo dei giudici grazie a Giacomo Calò, mentre Patrizia Napolano incanta con la dimensione viscerale di "Tu si' ‘na cosa grande" di Domenico Modugno. Manu è invece finora vittima dell'incapacità di ritagliarsi un proprio spazio, un momento positivo sul palco. Lenanie è l'eliminato della puntata, portandosi via il rammarico di non aver potuto presentare il suo inedito al mercato discografico. Qui le pagelle.

camilla, voto 6

La sua dimensione vocale continua a tenerla lì, al riparo su un piedistallo. Con "Be My Baby" delle Ronettes, l'impressione è quella di un'artista che appare a tratti un po' spaesata dalle enormi dinamiche del palcoscenico televisivo. Pur nella sua timidezza scenica, riesce a muoversi con estrema cura all'interno della melodia.

Lenanie, voto 5,5

Sceglie "Ma il cielo è sempre più blu" di Rino Gaetano e la sua urgenza di demonizzare la paura invade totalmente l'esibizione. Cerca in tutti i modi di scappare via dalla tristezza intrinseca della traccia spingendo sull'acceleratore, ma il risultato gli sfugge di mano, finendo per forzare alcune note alte. C'è stata tanta irruenza emotiva e la sua eliminazione appare come un'occasione mancata per chi, fin dall'inizio, aveva mostrato le prospettive di un buon inedito.

Giacomo Calò, voto 7

Si scontra con l'imponenza di "All By Myself" di Eric Carmen. Resta imbrigliato nei primissimi momenti del brano, quasi frenato dalla paura di strafare e dalla difficoltà oggettiva dell'arrangiamento. Ma quando la melodia si apre, emerge un incredibile equilibrio vocale e un'estensione invidiabile. C'è mestiere e si sente tutto.

ALÌA, voto 5,5

Affronta "Mamma Mia" degli ABBA stravolgendola in una chiave black. La resa effettiva risulta un po' sporcata da qualche imprecisione nell'inglese e dall'assenza degli in-ear, che la porta fuori tempo. Un incidente di percorso.

Teo Bok, voto 6

Non c'è una minima crepa nella pelle levigata del suo personaggio, nemmeno un'ombra nel suo volto mentre affronta "Have You Ever Seen the Rain?" dei Creedence Clearwater Revival. Riesce a non perdere la propria dimensione vocale nemmeno sotto la pioggia finta che lo inonda dall'alto. Dietro questa patina così convinta da risultare convincente, si intravede un performer molto più complesso di quanto appaia.

Le Distanze, voto 6,5

Portano "Another Brick in the Wall (Part II)" dei Pink Floyd e il basso, un biglietto da visita, è cupo, magnetico, quasi prolungato all'inverosimile per dare peso specifico alla traccia. Una band camaleontica in cui l'immagine, per alcuni aspetti, supera l'onda sonora. Si confermano meno legati al confine rigido di un singolo genere musicale e molto più concentrati sull'impatto frontale.

Gli Scraffs, voto 6

La loro versione di "God Save the Queen" dei Sex Pistols vive su un'ottima intuizione di base: la distorsione vocale del cantante è senza dubbio la ciliegina sulla torta dell'arrangiamento, l'elemento che dona credibilità al brano. L'esibizione in sé, però, viene parzialmente adombrata e penalizzata dalle dinamiche sull'utilizzo delle sequenze, che tolgono un po' di respiro alla proposta musicale.

Manu, voto 5

Con "Mi ritorni in mente" di Lucio Battisti porta a casa un'esibizione che accoglie più elementi recitativi che vocali: manca, ancora una volta, un'aderenza emotiva alla traccia. Timido e un po' impacciato invece in "Devastante" di Olly. Potrebbe garantire la sua permanenza solo un inedito d'impatto.

Alex Fontana, voto 7,5

Negli incisi di "Nights In White Satin" dei The Moody Blues si svela con una voce semplicemente ipnotica, a cui abbina un'inaspettata eleganza da passerella. La straordinaria bontà delle sue cover sta forse diluendo l'attesa per il suo inedito, alzando in maniera inesorabile le aspettative.

I Mad-Dog, voto 5

La loro "Rebel Rebel" di David Bowie suona purtroppo come un'evidente forzatura. Manca molta naturalezza nell'approccio al brano, che si produce in maniera rigida. Questo X Factor si sta trasformando sempre di più in un viaggio, a tratti confuso, alla ricerca delle proprie radici musicali e della propria vera dimensione.

Patrizia Napolano, voto 8

Affronta "Tu si' ‘na cosa grande" partendo con un emozionante segmento a cappella. Sull'inciso "Vurria sapè ‘na cosa da te" diventa struggente, aprendo una finestra enorme sulla tristezza. La visceralità del suo canto rapisce e non è la prima volta che accade.

Francesco Gabbani, voto 6,5

Trova la sua vera ancora di salvezza in Giacomo Calò, un porto sicuro che gli permette di poter lavorare con meno pressione sugli altri concorrenti. Questa volta concede poi un consiglio decisivo agli Scraffs, dimostrando che, oltre la sterile polemica sull'utilizzo delle sequenze della scorsa settimana, c'è una visione musicale da portare avanti.

Irama, voto 6

Non ci sono tante canzoni più adatte di "Tu si' ‘na cosa grande" di Domenico Modugno per incorniciare la voce di Patrizia, un merito che al tavolo appare quasi scontato ma che all'atto pratico risulta palpabile e vincente. Sconta, però una gestione fin troppo passiva di Lenanie.

Jake La Furia, voto 6,5

Il lavoro di fino per inquadrare il potenziale di Alex Fontana e la gestione di ALÌA rappresentano una forbice interessante di lavoro, la più futuribile del programma.

Paola Iezzi, voto 6

Si trova a fare da scudo alle evidenti difficoltà d'identità dei Mad-Dog e alla freddezza interpretativa di Manu. A risollevarle il morale ci pensa camilla.

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