Scuola, i genitori decorano le aule: “Così i nostri figli crescono meglio”

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Succede alla “Eleonora Duse” di Bari, dove quasi metà delle classi sono state decorate dai genitori degli studenti che si sono autotassati per realizzare diverse decorazioni: paesaggi marini, primaverili e scene romantiche per aiutare i figli a crescere meglio.

I genitori degli studenti della "Eleonora Duse" di Bari hanno imbracciato pennelli e colori per dipingere le pareti della scuola frequentata dai loro figli. Così, al posto della solita incuria, adesso le classi hanno un volto completamente diverso. Non solo più ordinate e pulite, ma anche più "artistiche" e rilassanti, visto che su una ventina di classi in tutto di questa scuola nel quartiere San Girolamo di Bari campeggiano stupendi affreschi con paesaggi marini e scene romantiche che hanno lo scopo di rendere la dimensione didattica dei bambini più gioiosa e, quindi, inevitabilmente fruttuosa.

I genitori dipingono le pareti di scuola: una nuova forma di welfare?

È quanto succede a Bari, grazie alla fantasia di genitori, alunni, professori e dirigenti scolastici. Prima l'autotassazione, poi la realizzazione di un'associazione di genitori, infine tanto impegno e fatica per dipingere le pareti e, soprattutto, abbellirle. Naturalmente il tutto per la gioia del dirigente scolastico di turno, che come gran parte dei presidi del nostro Paese è a corto di fondi e non riceve dalle Istituzioni il necessario per costruire attorno agli allievi un ambiente decoroso. E così, in mancanza di finanziamenti che ormai non arrivano più, ecco spuntare una forma di welfare alternativo, in cui a pensare all'ambiente scolastico ci pensano direttamente i genitori.

Paesaggi marini e primaverili per migliorare la didattica

Paesaggi marini dall'aspetto realistico, prospettive primaverili e scene d'amore hanno l'obiettivo di rendere migliori le condizioni di studio dei giovani allievi, anche in considerazione del fatto che i ragazzi delle scuole elementari trascorrono tante ore al giorno in ambienti spesso trascurati, grigi, tristi. Siccome pare ormai una chimera che a pensare a queste situazioni ci siano le Istituzioni, vista la cronica mancanza di fondi (basti pensare a quanto le nostre scuole pubbliche siano difatti inagibili ma continuano ad operare), tocca ormai a piccole forme di comunità, come quelle dei genitori, rimboccarsi le maniche, afferrare pennello, colori e provare a dare ai propri figli condizioni di vita più dignitose, non solo nel chiuso delle mura domestiche.

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