"Tentare di soffocare la vita degli Istituti di Storia Contemporanea non può essere letto se non come il disprezzo del valore fondativo della Storia". Sono dure le parole di Maria Paola Alviti, presidente dell'Istituto Regionale di Storia Contemporanea di Ascoli Piceno, nelle Marche. Come risulta dal bilancio approvato dalla Giunta Regionale guidata da Francesco Acquaroli, è stato cancellato con un colpo di matita il finanziamento di settanta mila euro dal bilancio regionale per il 2021 all'Isml e quindi per gli Istituti Provinciali ad esso collegati, come quello ascolano. Un taglio che mette a serio rischio l'esistenza dell'ente.

"Davanti ad un atto del genere, viene spontaneo chiedersi se chi governa la nostra Regione abbia o meno, tra i suoi obiettivi fondamentali, la crescita della vita democratica e della conoscenza della nostra società – continua la nota del presidente Alviti – Chi ha a cuore lo sviluppo della democrazia è impegnato a moltiplicare le occasioni di confronto e di dibattito, consentendo a tutti di esprimere le proprie idee e di approfondire la propria conoscenza attraverso un rigoroso processo di ricerca storica con la maggiore obiettività e completezza possibile."

"Ci chiediamo e la domanda non può che essere retorica, se un provvedimento del genere vada in questo senso o se invece denunci un interesse a soffocare una voce dissonante e forse scomoda".

Le parole del presidente dell'Isml di Ascoli Piceno fanno rumore, perché la sforbiciata all'ente che si occupa di ricerca storiografica sin dal secondo dopoguerra arriva nel pieno di una presidenza, quella di Francesco Acquaroli, balzato alle cronache nel 2019 quando, dopo essere stato scelto dal leader politico di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, fu riconosciuto come uno dei partecipanti alla cena commemorativa della Marcia su Roma in un luogo simbolo degli eccidi nazisti nel nostro Paese.

"I nostri Istituti di Storia Contemporanea svolgono una qualificata attività di divulgazione della Storia Contemporanea, di formazione dei personale docente e dei cittadini interessati a questi temi, di conservazione del patrimonio storico, nel rispetto dei valori fondanti della Costituzione Repubblicana – recita la nota di Maria Paola Alviti – Riteniamo pertanto di essere una voce libera che ha sempre mantenuto una propria autonomia e distanza dai condizionamenti partitici, in grado di dare linfa al dibattito democratico. Dibattito democratico a cui sembra, invece, volersi sottrarre chi, con banali e meschine motivazioni, tenta di mettere in discussione la vita stessa degli Istituti. È sin troppo facile associare tali pratiche a quelle di un passato oscuro quando si chiudevano i giornali, si mettevano fuori legge partiti ed associazioni democratiche, ricorrendo anche alla violenza fisica."