30 Agosto 2022
13:18

L’onda coreana invade anche il mondo della letteratura: tre libri per comprenderne la società

Tre libri appena usciti raccontano con stili e generi diversi la società coreana contemporanea, tra luci e ombre.
A cura di Redazione Cultura

In principio fu La vegetariana di Han Kang, che Adelphi portò in Italia dopo essere diventato un caso internazionale, riuscendo a ritagliarsi un posto importante anche nel nostro Paese, un longseller che aprì le porte o comunque gettò una luce maggiore sulla letteratura coreana che nel frattempo aveva visto pubblicare scrittrici come Kyung-Sook Shin, autrice di "Prenditi cura di lei" o Lee Min Jin, autrice di "Pachinko. La moglie coreana" senza contare gli altri libri di Kang come "Atti umani" e "Convalescenza" pubblicati sempre da Adelphi. L'hallyu coreana, ovvero l'onda culturale che dalla Corea del Sud invade il mondo, è quanto mai attuale, soprattutto grazie al K-Pop che negli ultimi anni si è preso spazio e potere, grazie, per esempio, a gruppi come BTS e Blackpink che hanno conquistato un mercato complesso come quello statunitense, e delle serie tv, facendo da testa d'ariete per un mondo culturale ampio, variegato e sempre più pop.

Nei mesi scorsi sono usciti alcuni libri di artisti coreani che danno idea della varietà di espressioni di questa wave, in grado di raccontare con stili e generi diversi la società coreana. Elliott ha pubblicato "Un'altra donna", ultimo libro di Kang Hwa-gil, classe 1986, tradotto da Mary Lou Emberti Gialloreti e Hee Sun Moon. Quello di Hwa-gil è un libro che affronta la violenza di genere declinando anche temi d'attualità come quello del Me Too e della cancel cultura. La protagonista del romanzo, infatti, vive una relazione segnata dagli abusi con un superiore e dovrà affrontare le conseguenze della sua denuncia ovunque, sia nella vita reale che quella virtuale dei social; a quel punto comincia a rileggere il passato cercando di unire i frammenti della memoria, scoprendo un tessuto sempre più ampio di violenza e sopruso, ritraendo i lati più oscuri della società coreana contemporanea

Un altro libro che racconta la società coreana, ma usando la fantascienza, è "La Torre" di Bae Myung-hoon, uno degli scrittori più noti del paese. Il libro, pubblicato da Add Editore (e tradotto da Lia Iovenitti), usa un topos, quello del condominio ballardiano, per esempio, per raccontare il Capitalismo come strumento di potere. La torre è un grattacielo di 674 piani che è uno Stato a sé in conflitto con i paesi limitrofi, gli abitanti sono in perenne conflitto tra la verticalità e l'orizzontalità, possono raggiungere l'esterno solo dopo aver superato dei controlli strettissimi e se non soffrono di suolofobia, ovvero la paura di toccare il suolo. Sei racconti interconnessi raccontano questo sistema di potere, prendendo in prestito ogni volta un punto di vista diverso con l'idea, però, ben precisa di critica alla società capitalistica coreana e mondiale.

Sellerio, invece, ha pubblicato il nuovo libro di Jung-myung Lee, "Buio in sala", tradotto dal coreano Benedetta Merlini. L'attualità è protagonista anche inq uest'opera che parte dalle rivolte studentesche contro la dittatura militare per dipanarsi nel racconto delle speranze di una generazione che spera che il cambiamento possa portare con sé una situazione migliore di quella nella quale vivono. Anche qui si parla di Potere analizzato con la lente del conflitto ideologico che vede la nuova generazione cercare respiro nell'arte e in particolar modo nel teatro classico da Euripide a Shakespeare, con lo Stato alla ricerca continua della persona che è la mente degli scontri: tra scontri, agenti segreti spie, il libro diventa "il ritratto emotivo di una nazione, dei suoi lati oscuri e della sua capacità di rigenerarsi".

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