10 Marzo 2013
18:15

Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa firmano il nuovo Campus Bocconi

Lo Studio SANAA progetta 35mila metri quadri a Milano per il più grande city campus italiano: sei edifici e un parco aperto a tutti nell’area dell’ex Centrale del Latte.
A cura di Clara Salzano
Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa dello studio SANAA
Kazuyo Sejima + Ryue Nishizawa dello studio SANAA

Milano cambia volto e colleziona progetti di architettura contemporanea ad opera di studi di fama internazionale. Dopo il monolitico edificio delle irlandesi Grafton Architects, magistralmente inserito nel tessuto urbano milanese, l’ Università Bocconi si allarga e guarda al futuro con un progetto dello Studio SANAA (gli architetti giapponesi Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, già premio Pritzker 2010) che trasformerà un simbolo di Milano, l'ex-Centrale del Latte, nel primo city campus italiano entro il 2018. SANAA ha vinto un concorso internazionale a inviti che vedeva in gara professionisti di assoluta rilevanza: Rem Koolhaas (Olanda) Premio Pritzker 2000; David Chipperfield (Regno Unito); Thom Mayne (USA), Premio Pritzker 2005; Massimiliano e Dorina Fuksas (Italia); Mario Cucinella (Italia); Cino Zucchi (Italia); Mathias Sauerbruch, Louisa Hutton (Germania); Benedetta Tagliabue – EMBT (Spagna); Odile Decq (Francia).

Modello del nuovo Campus Bocconi, SANAA (foto Paolo Tonato)

Grazie a 130 milioni di euro di investimento, nello stesso quartiere dove è già oggi la Bocconi, sorgeranno: quattro nuovi edifici per la School of Management, una torre-residenza per studenti, un centro sportivo di 2000 metri quadri, con palestra modulare per pallavolo e pallacanestro, un anello per il running e la prima piscina olimpica coperta della città. Le nuove strutture sportive saranno tutte accessibili anche ai cittadini milanesi. E ancora: un parcheggio sotterraneo e 21500 metri quadri di parco pubblico e spazi verdi. «Si tratta di un campus milanese perché studiato per il contesto e nella scala della città», hanno spiegato i progettisti giapponesi, autori di opere significative come il New Museum of Contemporary Art a New York e l'allestimento temporaneo progettato a Londra per la Serpentine Gallery.

Modello planivolumetrico del nuovo Campus Bocconi, SANAA (foto Paolo Tonato)
Modello planivolumetrico del nuovo Campus Bocconi, SANAA (foto Paolo Tonato)

Si è partiti dall'analisi delle aree urbane limitrofe, molto diversificate: a sud, il trafficato viale Toscana; a ovest, una serie di edifici residenziali di media grandezza che si estendono fino a via Castelbarco; a est, il Parco Ravizza e a nord alcuni edifici residenziali e universitari che si collegano all'esistente Campus Bocconi. Per affrontare una tale eterogeneità, è stato definito un programma di corpi edilizi separati, che sono stati collocati all'interno del sito con l'obiettivo degli architetti giapponesi di garantire al progetto la giusta scala urbana.

Render Campus Bocconi, SANAA
Render Campus Bocconi, SANAA

Ogni nucleo è impostato su un corpo di fabbrica ridotto, garantendo agli edifici interni l'esposizione alla luce e offrendo ampie aperture sulle corti del parco: così si ottimizza la ventilazione naturale riducendo in modo significativo l'impiego dell'illuminazione e dell'aereazione artificiale. Le pareti esterne sono al 50% opache e al 50% trasparenti, sia per provvedere a un isolamento ottimale, sia per ridurre le spese. Opportune strategie energetiche impiegheranno l'utilizzo di sorgenti idriche sotterranee o sistemi di riciclo dell'acqua piovana. Pannelli solari saranno inoltre installati sul tetto del Centro ricreativo.

Immagini render del nuovo Campus Bocconi, SANAA
Immagini render del nuovo Campus Bocconi, SANAA

L'idea di SANAA è quella di realizzare un campus trasparente: l'apertura dell'Università alla città è simboleggiata dai portici su cui poggiano tutti gli edifici. Da qualsiasi punto si osserverà il campus sarà chiara la sequenza di colonne, spazi trasparenti e alberi. Reduci dalle recenti esperienze del Rolex Learning Center di Losanna e del progetto per il Louvre Lens a nord di Parigi, i due architetti giapponesi continuano a progettare un'architettura fatta di elementi non disposti in maniera gerarchica con il paesaggio ma in continuo dialogo con esso (o almeno questa è la volontà dei progettisti), un paesaggio che è sicuramente più umano che edilizio. I camminamenti dei chiostri della Cattolica, della Statale e dell'Accademia di Brera sembra abbiano ispirato il team dello studio SANAA che ricrea delle location, dei cortili verdi delimitati dagli edifici e da pensiline coperte, che diventano grandi "meeting point inside the architecture", un tema molto caro all'architetto Sejima che ne fece il fulcro della Biennale di Architettura del 2010 da lei stessa curata (People meet in architecture).

Il progetto rivisita in chiave moderna i portici e i chiostri che caratterizzano tanta architettura cittadina, creando una serie di cortili verdi interni in comunicazione tra di loro, circoscritti talora dagli edifici, talora da una pensilina coperta. Queste celle si toccano tra loro, per consentire un agevole passaggio tra gli edifici e attraverso il parco. La torre del pensionato, sulla falsariga di altre torri residenziali milanesi, fa risparmiare superficie, che potrà così essere destinata a verde. (Sejima e Nishizawa)

La sede Bocconi firmata Grafton Architect
La sede Bocconi firmata Grafton Architect

Il nuovo complesso rientra in una lunga tradizione di alto livello architettonico, che l'ateneo ha sempre riservato ai suoi edifici di assoluta eccellenza: a cominciare dalla prima sede costruita da Giuseppe Pagano e Gian Giacomo Predaval nel 1941, tra i maggiori protagonisti dell’architettura italiana del Novecento; la residenza in via Bocconi di Giovanni e Lorenzo Muzio (1956), che hanno progettato anche l'ampliamento in via Gobbi (1966); a questi vanno aggiunti poi l'edificio ad aule di Ignazio Gardella (2001) e, nel 2008, il palazzo di via Roentgen firmato dalla McNamara assieme a Yvonne Farrell dello Studio Grafton. Una scelta coraggiosa e lungimirante che ha fatto sì che quella parte di città tra i Navigli e porta Romana trovasse una presenza animatrice, tanto più preziosa  oggi  dopo le dismissioni industriali e il  cambiamento radicale della topografia sociale. «Un'università deve coinvolgere sia i saperi, sia le persone. La nuova realizzazione firmata SANAA andrà a completare quello che, con gli adiacenti edifici di via Sarfatti, via Roentgen, via Gobbi, piazza Sraffa e via Bocconi, costituisce un vero e proprio campus urbano» ha dichiarato Andrea Sironi, Rettore dell’ Università Bocconi.

Planimetria Campus Bocconi, SANAA
Planimetria Campus Bocconi, SANAA

Tuttavia, il progetto degli architetti giapponesi ha generato non poche riserve da parte di studiosi e critici dell'Architettura come Cesare De Seta e Giancarlo Consonni. «Il progetto di SANAA, con la sua morfologia biomorfa e ameboica, è estranea all’architettura dell’Università e di Milano» ha dichiarato Cesare De Seta. Ad uno sguardo più attento della planimetria generale del progetto di Sejima e Nishizawa, si potrebbe infatti notare la poca relazione con la struttura urbana di Milano e con la generale tipologia urbanistica ed edilizia dell’area in cui sorge, consolidata in molti decenni. Le forme circolari, ovoidali e a otto del progetto non pare, in effetti, abbiano molto legame con l’edificio di Pagano, né con quello recentissimo degli architetti Grafton, e soprattutto con il radicato impianto di una forma urbis, quale è quella dell’antica Mediolanum. Ma attendiamo, per un giudizio definitivo, che il progetto venga ultimato.

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