Dopo le numerose polemiche sugli scatti di Chiara Ferragni alla Galleria degli Uffizi, Fanpage.it ha contattato il direttore del museo Eike Schmidt, durante la sua diretta quotidiana su YouTube. Il direttore, davanti alla ‘Nascita di Venere' di Sandro Botticelli, descrive proprio il quadro con cui la influencer e imprenditrice ha posato alcuni giorni fa. "Abbiamo avuto anche una solida risposta positiva, ma ci sono stati anche più di 2mila commenti critici. Noi speravamo anche di aprire a un dibattito, accostando il mito della Venere di Botticelli a quello mediatico di Chiara Ferragni", commenta poi Eike Schmidt, parlando di un fenomeno sociologico. Il direttore difende poi il post scritto dal social media manager della Galleria, sostenendo che sia stato scritto perfettamente: "Volevamo provocare una discussione: che cosa è rimasto uguale e cosa è invece diverso?", chiede.

La pittura del Quattrocento non è paragonabile ai social media di oggi, anche se ci sono degli aspetti in comune, afferma Eike Schmidt, sottolineando come intorno al tema si sia sviluppato un dibattito costruttivo. "Quello che non ci aspettavamo sono questi commenti a sfondo classista, scritti contro una donna imprenditrice che viene accusata per i propri soldi. Ma è totalmente assurdo", prosegue. Ma c'è anche una questione sessista: "Abbiamo avuto tanti uomini famosi che hanno visitato il museo e sono stati fotografati davanti a capolavori, come Richard Gere o Russell Crowe, e mai si era scatenata una simile polemica", chiarisce Eike Schmidt. E racconta che solo poche ore prima è stato in visita l'ambasciatore giapponese, che si è fatto fotografare con il direttore davanti alla ‘Primavera' di Botticelli: "Ma non c'è stata questa reazione di pancia. Direi che i commenti ragionati con cervello sono i benvenuti e hanno contribuito alla discussione interessante, che speriamo di continuare anche in futuro con altri post, proseguendo che questo accostamento tra antico e moderno", afferma il direttore.

Ma bufera di polemiche ha avuto anche conseguenze positive, come un boom di biglietti venduti: "Non solo siamo schizzati alle stelle sui nostri canali social, ma per giunta quest'ultimo fine settimana abbiamo registrato fino al 27% di giovani, sotto ai 25 anni, in più al museo. Questa è una conseguenza tangibile", spiega il direttore. Non solo giovani: le vendite sono aumentate anche tra gli adulti, facendo registrare alla Galleria un primo weekend in crescita dalla riapertura. Tra sabato e domenica ci sono stati circa 3 mila visitatori al giorno, aggiunge Eike Schmidt. "Questa grande spinta ci consentirà di far rientrare alcune persone che ora sono in cassa integrazione. Questo consentirà che molte altre persone a Firenze tornino dalla cassa integrazione, perché quando i visitatori vengono al museo poi si fermano anche a mangiare qualcosa". Tante persone potranno tornare al lavoro grazie a questa crescita, ribadisce il direttore: "Quindi benvenuta, ne valeva assolutamente la pena. Ora dobbiamo inventarci un altro post così".