Elisabetta Sgarbi è ormai ufficialmente "ex" direttore editoriale della Bompiani: dopo settimane di indiscrezioni, è giunto poco fa l'annuncio ufficiale. Elisabetta Sgarbi e gli editori Mario Andreose ed Eugenio Lio si sono dimessi oggi, lunedì 23 novembre, da Bompiani (Rcs Libri), per partecipare alla creazione di una nuova casa editrice. La Sgarbi lascia la direzione del noto marchio editoriale dopo l'acquisizione di Rcs Libri da parte di Mondadori, e inizia una nuova avventura editoriale: "La nave di Teseo", che inizierà le pubblicazioni nel maggio 2016. La Sgarbi sarà direttore generale ed editoriale della nuova realtà che avrà sede a Milano, in via Stefano Jacini 6.

Fra i soci fondatori autori del calibro di Umberto Eco, Sandro Veronesi e Furio Colombo, con il supporto degli editori Mario Andreose, Eugenio Lio e Anna Maria Lorusso, oltre che di un gruppo di imprenditori, rappresentanti della società civile (fra cui Guido Maria Brera) e degli editori Jean Claude e Nicky Fasquelle. Jean Claude Fasquelle è lo storico direttore generale delle Éditions Grasset & Fasquelle, che ha pubblicato in Francia i romanzi di Umberto Eco.

il nuovo gruppo della casa editrice "La nave di Teseo" (@illibraio su Twitter)
in foto: il nuovo gruppo della casa editrice "La nave di Teseo" (@illibraio su Twitter)

Umberto Eco era stato il primo autore a ribellarsi alla fusione tra Mondadori e Rizzoli, tanto da mettere in dubbio la sua continuità in Bompiani. Nel febbraio del 2015 Eco ha pubblicato un appello sul Corriere della Sera, raccogliendo le firme di 47 autori (molti proprio della Bompiani), tra cui Sandro Veronesi e Susanna Tamaro, gli stessi che fra gli altri hanno aderito alla nuova iniziativa della Sgarbi. "Pur rispettando l'attività editoriale della casa acquirente ci rendiamo conto che questa fusione darebbe vita a un colosso editoriale che non avrebbe pari in tutta Europa perché dominerebbe il mercato del libro in Italia per il 40 per cento", avevano scritto gli autori sul quotidiano del gruppo Rcs, "un colosso del genere avrebbe enorme potere contrattuale nei confronti degli autori, dominerebbe le librerie, ucciderebbe a poco a poco le piccole case editrici e (risultato marginale ma non del tutto trascurabile) renderebbe ridicolmente prevedibili quelle competizioni che si chiamano premi letterari".

Nascerà una casa editrice di narrativa, saggistica e poesia, italiane e straniere, attenta alle nuovi voci così come ai classici: hanno aderito in questo momento all'iniziativa Tahar Ben Jelloun, Pietrangelo Buttafuoco, Mauro Covacich, Michael Cunningham, Viola di Grado, Hanif Kureishi, Nuccio Ordine, Carmen Pellegrino, Lidia Ravera, Vittorio Sgarbi e Susanna Tamaro.

Elisabetta Sgarbi non ha mai nascosto il suo dissenso nei confronti dell'operazione "Mondazzoli", per la quale si era detta fin dall'inizio molto preoccupata, e già da tempo indiscrezioni parlavano di nuovi progetti e idee, motivati ancor di più dall'avvenuta fusione fra i due gruppi editoriali. Aveva addirittura provato a rilevare Bompiani in prima persona, senza però riuscirci.