
La crisi interna al governo Meloni dopo l'inizio del summit del G7 a Evian, in Francia, si intreccia con il delicato equilibrio tra impegni internazionali, riforme parlamentari e le nuove manovre delle opposizioni. A margine del vertice, la presidente del Consiglio ha avuto un colloquio bilaterale con Donald Trump. Fonti di Palazzo Chigi hanno riferito che il confronto è servito a un chiarimento reciproco, ponendo l'accento sull'importanza dell'unità strategica nell'attuale scenario geopolitico, senza alcuna richiesta di sostegno mediatico da parte italiana. Durante la conferenza stampa di chiusura del G7, la premier, interrogata dai cronisti, ha chiuso all'ipotesi di un'alleanza con il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale. "Io non mi sto ponendo il problema adesso, penso che il modo migliore per vincere le prossime le elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie e io non mi occupo di alchimie, mi occupo di cercare di fare al meglio il mio lavoro", ha detto Meloni.
Contemporaneamente a Roma, l'avvio del voto sulla legge elettorale ha registrato un immediato rallentamento: la maggioranza ha infatti accantonato i nodi più complessi (come preferenze e voto estero), scatenando le proteste delle opposizioni che accusano il centrodestra di voler prendere tempo. Sulla riforma pesa ormai l'ombra del "fattore Vannacci": la crescita nei sondaggi di Futuro Nazionale sta alimentando forti dubbi interni alla coalizione di governo sulla reale convenienza del testo, spingendo la Lega a ipotizzare uno stop al cambio di legge.
Sul fronte delle opposizioni, i leader del centrosinistra hanno cercato di dare un segnale di compattezza programmatica. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno condiviso sui social una foto di gruppo per lanciare due eventi pubblici l'8 e il 15 luglio, tappe destinate alla definizione dell'agenda di coalizione tra Nord e Sud Italia. Se lo scatto ha innescato la reazione ironica di Carlo Calenda ("Renzi era sotto il tavolo?"), a delineare i confini dell'alleanza è stato lo stesso presidente del M5S che ha escluso un ingresso automatico di Italia Viva nel polo progressista, invocando garanzie precise ed evitando formule eterogenee: "Sicuramente c'è un problema di affidabilità dei compagni di viaggio. Non dobbiamo creare un'accozzaglia, perché altrimenti si vincono le elezioni e poi ci si scioglie come neve al sole". Secondo il leader del Movimento, il nucleo a quattro visibile nella fotografia rappresenta l'unica base di partenza reale, mentre ogni futuro allargamento dovrà rispettare paletti rigidi volti a preservare la stabilità e la durata nel tempo di un eventuale esecutivo.
Meloni: "Io Trump caratteri forti, il nostro rapporto immutato"
"Ho trovato il rapporto con Trump immutato, nel senso che non c'è stato tra noi neanche bisogno di parlare, non è che ci sono state tra noi recriminazioni o che abbiamo parlato di quello che è successo nelle ultime settimane", ha detto Giorgia Meloni nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian.
"Io e Donald Trump siamo due persone che hanno un loro carattere abbastanza forte, siamo due persone che difendono con determinazione il loro interesse nazionale, non c'è bisogno che ci chiariamo quando non siamo d'accordo su qualcosa, poi alla fine, perché ognuno capisce ovviamente quale può essere il punto di vista dell'altro e quindi siamo ripartiti direttamente parlando di ciò che va fatto con la stessa naturalezza con cui lo facevamo fino all'ultima volta che ci siamo incontrati prima di questa occasione".
Crosetto: "Pace non è solo assenza di guerra ma percorso più complesso"
"La pace non è solo l'assenza di guerra, ma un percorso più complesso, oggi sempre più difficile da costruire e preservare" a dirlo il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Nessuno di noi ha come obiettivo la guerra. L'obiettivo è la pace e la stabilità per tutti, qualunque siano le nostre idee politiche", ha affermato Crosetto. Secondo il ministro, "il percorso per raggiungerla, o per preservarla, in questi tempi è molto più difficile perché il mondo sta cambiando e le minacce alla stabilità assumono forme sempre nuove".
Meloni ai giornalisti: "Ho smesso di fumare, avete bucato la notizia"
"Vabbè ragazzi però qui abbiamo fatto notizia per il fatto che abbiamo smesso di fumare, per il fatto che indossavamo una cravatta, per il fatto che a un certo punto ho messo una mano su un fianco così… sì ho anche smesso di fumare diverso tempo fa, non ve ne siete accorti in tempo e quindi avete bucato la notizia, come si dice alle mie parti", lo ha detto ai giornalisti Giorgia Meloni nel corso della conferenza stampa al termine del G7 a proposito delle battute tra leader carpite dalle immagini del circuito internazionale del vertice G7. "Detto questo a proposito del ‘deal' sull'Iran: i punti del ‘deal' abbracciano tutto quello che era necessario abbracciare in un memorandum di questo tipo. Naturalmente sappiamo che in una regione del genere la pace è sempre una cosa fragile, che va costruita, difesa e accompagnata ogni giorno ed è quello che faremo in queste settimane".
Treni, Schlein: "Sono gli italiani a essere irritati con Salvini"
"Leggo che Salvini fa filtrare la sua irritazione per l'ennesima giornata d'inferno per chi viaggia in Italia. Ma è ora che capisca che sono gli italiani ad essere irritati con un ministro che anziché fare il suo mestiere pensa solo a litigare con Meloni per cambiare ministero e sostituire Piantedosi. Un ministro che si occupa di tutto fuorché prendersi le sue responsabilità di fronte agli italiani che viaggiano ogni giorno con ore di ritardo e molti disagi", lo dichiara la segretaria del Pd Elly Schlein.
Il ministro dei Trasporti Salvini irritato con i vertici di Trenitalia per i ritardi dei treni
Matteo Salvini viene descritto come "irritato" con i vertici di Trenitalia per i disservizi che si sono registrati in giornata. Il ministro, secondo quanto riferiscono fonti del Mit, ha chiesto relazione approfondita sull'accaduto e tempi certi per il ripristino delle criticità. Inoltre, Salvini, viene precisato, ha chiesto aggiornamenti continui e verifiche su efficienza e puntualità nel periodo estivo. Nel pomeriggio, il ministro ha siglato al Mit un accordo ferroviario con l'Arabia saudita ed è stata l'occasione, a quanto si apprende, per esprimere ai vertici di Ferrovie dello Stato, presenti alla firma, la propria contrarietà su quanto accaduto sulla rete ferroviaria oggi.
Legge elettorale, parte la campagna di +Europa contro la "nuova legge fascista Acerbo"

+Europa dà il via a una campagna nelle piazza e online per "impedire che questa legge legge elettorale, che equivale a una nuova legge fascista Acerbo, la legge Melonellum, venga approvata". Per il partito guidato da Riccardo Magi la proposta di riforma del centrodestra ha "lo stesso valore di una riforma costituzionale di stampo autoritario, plebiscitario, fascista", il cui rischio è che "i cittadini non avrebbero più potere di voto: ci si ridurrebbe ad eleggere il capo o la capa, in questo caso, e i suoi". Le criticità individuate dal partito sono: "Non ci sono preferenze, non ci sono collegi, non c'è ballottaggio, c'è la sola possibilità per i cittadini di ratificare eletti che sono già precompilati". "Di fronte a questo – spiega Magi – deve esserci una rivolta popolare, deve esserci un'indignazione che blocchi questo scempio". "Nella seduta di oggi in Commissione sono stati bocciati due emendamenti a mia prima firma che volevano reintrodurre il Mattarellum", ha dichiarato il segretario del partito nel corso del flashmob davanti a Montecitorio.
Per la vicesegretaria di +Europa, Antonella Soldo, "parlano tanto di stabilità, ma la legge elettorale non deve garantire stabilità di governo a chi raggiunge il 42% dei voti dandogli un grande premio di maggioranza che è un doping vero e proprio e che dà pieni poteri a una minoranza". "Non è una questione tecnica ma è una questione democratica", ha concluso Soldo.
Ok dalla Camera al dl Carburanti ter, ora il testo sul taglio delle accise passa al Senato
Con 149 voti favorevoli e 95 voti contrari, l'aula della Camera ha approvato il terzo decreto carburanti, che contiene la proroga del taglio delle accise. Il provvedimento torna al Senato per il via libera definitivo, dopo che a Montecitorio la maggioranza ha modificato il testo stralciando quattro norme, tra cui quella sul tele-marketing selvaggio. Il decreto va convertito in legge entro il 29 giugno.
Ziello (Futuro Nazionale): "Meloni smetta di oscurarci nelle trasmissioni Rai e Mediaset"
"Il centrodestra e la premier Meloni dovrebbero smettere di oscurarci, sappiamo che è arrivato l'input di non farci partecipare alle trasmissioni Rai e Mediaset". Lo dice il deputato di Futuro Nazionale, Edoardo Ziello, parlando in Transatlantico della coalizione di governo e dell'accusa della presidente del Consiglio di essere funzionale alla sinistra. "Il governo – spiega il vannacciano – dovrebbe piuttosto dare risposte al paese sulle mancate promesse".
Medio Oriente, Meloni dal G7: "Accordo fragile, Israele operi come attore positivo per la pace"
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella conferenza stampa conclusiva del G7 di Evian, in Francia, ha definito positivo l'accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran, sottolineando che "crediamo possa essere un importante quadro di riferimento per la stabilità della regione nel suo complesso: ora è importante lavorare per la sua attuazione a partire dalla necessità di assicurare la sicurezza delle rotte marittime internazionali, la piena libertà di navigazione nello stretto di Hormuz".
Soffermandosi sulle prospettive di pace nella regione, la presidente del Consiglio ha evidenziato la necessità di guardare oltre le soluzioni temporanee in cui "ci aspettiamo che Israele operi come attore positivo nel percorso di pace", ha dichiarato.
La premier ha quindi commentato le recenti dichiarazioni del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir: "Ho letto Ben Gvir che dice che non si sente vincolato da Trump, bisogna fare attenzione a questa dinamica, così come bisogna verificare quanto l'Iran sia sincero nel voler chiudere questa pagina". "C'è una fragilità, che però può portare a una situazione più stabile di quella prima della guerra: dipende da come lavoreremo in questi mesi", ha concluso.
Meloni sull'Ucraina al termine del G7: "Formati inefficaci, serve mediatore da media potenza"
Quella di un mediatore europeo per l'Ucraina "è una materia che va sviluppata all'interno del Consiglio europeo", secondo la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ne parla in conferenza stampa al termine del G7 di Evian.
Sul formato E3 tra Francia, Germania e Regno Unito che ha dato vita a delle polemiche nella politica italiana nei giorni scorsi, Meloni ribadisce: "Continuo a ritenere che questo proliferare di formati alla fine rischi di rendere poco efficace quello che l'Europa può fare, perché sono molti ma nessuno di quei formati alla fine ha l'autorevolezza e l'autorità per parlare a nome dell'Europa nel suo complesso".
In merito alla ricerca di una figura che possa svolgere il ruolo di mediatore tra Russia e Ucraina per un accordo di pace la premer precisa il suo pensiero: "Se si vuole arrivare a un risultato su questo tema, credo che sarebbe molto difficile riuscire a proporre una persona che viene da uno dei grandi Paesi europei; mi rivolgerei verso le medie potenze dell'Unione europea".
G7 di Evian, Meloni: "Lotta all'immigrazione illegale, Africa e Ai sul tavolo merito dell'Italia"
"Mi piace ricordare che tre dei focus che noi abbiamo discusso in questi giorni arrivano dal lavoro della presidenza italiana: segnatamente intelligenza artificiale, partenariati internazionali, che significa prevalentemente Africa, e soprattutto lotta al traffico di esseri umani". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa al termine del G7 di Evian. "È il terzo anno di fila – ha sottolineato la premier – che la questione della lotta all'immigrazione illegale entra nei lavori del G7, cioè il governo dei flussi migratori è ormai un tema stabile di questo formato ed è un lascito della presidenza italiana".
Meloni replica sui femminicidi a Vannacci: "Contenta che ci sia il reato, è libertà delle donne"
"Lo rivendico, poi ognuno è libero di pensarla come vuole, ma sono contenta che ci sia oggi il reato di femminicidio nel nostro ordinamento", dal G7 di Evian la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, commenta le parole di Roberto Vannacci contro il reato di femminicidio. "Questo governo ha fatto una legge per introdurre il reato di femminicidio – precisa Meloni – perché il tema non è se gli uomini o le donne hanno un valore diverso quando vengono uccisi ma è come accade".
Nel caso del femminicidio, la premier sottolinea che "la motivazione è non accettare la libertà di una donna, non si può chiedere a una donna come me di non considerarlo gravissimo". "Tante battaglie che noi abbiamo fatto anche su altri fronti, cose sulle quali dovremmo essere in teoria anche d'accordo con Vannacci, come alcune degenerazioni legate al fondamentalismo islamico nelle nostre società, il non voler accettare la libertà delle donne, le abbiamo fatte esattamente per la stessa motivazione", prosegue. "Quindi perché il tema della libertà di una donna in alcuni casi funziona in altri casi no? Questo è il motivo per cui l'abbiamo fatto", ha concluso.
Meloni dal G7 di Evian su una missione italiana nello Stretto di Hormuz: "Esclusivamente difensiva"
In merito all'ipotesi di una missione nello Stretto di Hormuz "le condizioni di una eventuale partecipazione italiana noi le abbiamo già dichiarate: chiaramente si parla eventualmente di una presenza italiana in una missione internazionale in uno scenario di pace, missione esclusivamente difensiva con la necessaria autorizzazione del Parlamento". Questa è "la cornice" tracciata dalla presidente del consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa dopo il G7 di Evian, in Francia. Allo stato attuale, aggiunge, "noi non sappiamo se quella missione sarà necessaria domani, quindi stiamo aspettando". E aggiunge: "Ci sono 60 giorni di tempo, vogliamo vedere come va in questi questi 60 giorni e in corsa valutare se e quando sia il caso di partire con una missione".
G7 di Evian, Meloni su Trump: "Niente risate e scherzi, abbiamo parlato dei temi del vertice"
Al G7 di Evian "non ci sono mai stati momenti di frizione e divergenza: ho trovato ci fosse voglia di lavorare insieme, che è la cosa più importante e non è sempre scontata", lo ha detto la premier Giorgia Meloni in conferenza stampa dalla città francese, rispondendo ad una domanda sul rapporto con Trump e i colloqui avuti, e più in generale sul clima al vertice. "Smentisco le ricostruzioni ridi e scherza – ha precisato Meloni – Certo, c'è anche la battuta, ma i temi che abbiamo trattato con Trump sono temi del vertice, e quindi seri". Sul tavolo quindi Ucraina, Iran, immigrazione, "anche guardando al prossimo G7 a presidenza americana".
"Con Trump abbiamo avuto diverse occasioni di confrontarci, l'ultima qualche minuto fa – ha continuato la presidente del Consiglio – Per quello che riguarda il rapporto tra Trump e gli altri leader, ho trovato un clima positivo, e convergenza sui contenuti che è quello che mi interessa". "Dal tema dell'Iran, e si tratta di fissare la pace e i punti del memorandum, ma anche sull'Ucraina, una convergenza non sempre scontata, così come su Indopacifico, resilienza economica, una maggiore autonomia da difendere rispetto alle nostre dipendenze, nel rapporto con l'Africa con una cooperazione non paternalistica ma da pari a pari", ha concluso Meloni.
Meloni chiude a Vannacci: "Già chiara loro indisponibilità, per vincere dobbiamo governare bene"
Se il partito di Roberto Vannacci, Futuro Nazionale, sarà nel centrodestra o meno è "un tema che non mi sono posta: mi pare che il movimento dell'onorevole Vannacci abbia già dichiarato la sua indisponibilità ad allearsi con il centrodestra, il che mi sembra abbastanza in continuità con il lavoro che si sta facendo finora perché quando si vota cinque volte contro la fiducia al primo governo della storia guidato da una persona del centrodestra non si vuole dare una mano". Lo dice la premier Giorgia Meloni nella conferenza stampa finale al G7 di Evian. "Vedo una certa funzionalità per la sinistra in questo, e lo considero abbastanza normale. Considero molto meno normale che si voglia essere funzionali a questo quando ci si dichiara di destra", taglia corto la presidente del Consiglio.
"Penso che il modo migliore per vincere le prossime elezioni sia governare bene, il resto sono alchimie e io non mi occupo di alchimie, io mi occupo di cercare di fare al meglio il mio lavoro perché alla fine di questa esperienza non sarà la mia alleanza con questo, con questo, metto insieme più 1, più 3, più 4, più 5 a farmi vincere o perdere le elezioni, sarà il giudizio che complessivamente gli italiani danno del lavoro che ho fatto e che abbiamo fatto in questi anni", ha continuato Meloni.
Legge elettorale, Tajani: "Io da sempre sostenitore del proporzionale"
"Bisogna dare più rappresentatività ai territori. Io sono sempre stato un sostenitore del proporzionale, quindi credo che – mantenendo le coalizioni – sia una legge elettorale che va nella giusta direzione", lo ha detto il leader di FI Antonio Tajani.
Tajani: "Bene regolamento rimpatri Ue, c'è chi parla e chi ottiene risultati"
"Ci hanno dato ragione con un provvedimento che ci permetterà di contrastare molto meglio l'immigrazione irregolare", ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani a margine del question time alla Camera parlando del regolamento europeo sui rimpatri. "Un conto è parlare di lotta all'immigrazione irregolare e un conto è ottenere risultati concreti. Abbiamo ridotto di oltre il 60% gli arrivi di immigrati irregolari e ora con le nuove norme europee potremo fare ancora di più".
Crosetto ai cronisti: "Strumento Safe non è sostitutivo ma aggiuntivo, altrimenti inaccettabile"
"Ho ribadito che lo strumento Safe non è sostitutivo, altrimenti perderebbe utilità, è concepito, sia a livello di impegni sia a livello europeo, come aggiuntivo; non è accettabile per la Difesa se fosse sostitutivo". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, che al question time in aula alla Camera ha risposto a un’interrogazione di Azione sugli intendimenti in ordine all’aumento delle spese militari, con particolare riferimento all’adesione allo strumento Safe.
Nel merito delle coperture necessarie per i crediti d'imposta legati al programma dell'Unione europea Safe, che fornisce prestiti a lungo termine agli Stati membri per finanziare investimenti in difesa e sicurezza, Crosetto ha risposto così ai cronisti: "Continuate a chiedere a me cose che dovete chiedere a Giancarlo (Giorgetti, ndr), quando ci saranno le condizioni capiremo cosa succede".
Tajani: "Si va verso legge elettorale senza preferenze"
"Io sono sempre stato eletto con le preferenze quindi non mi spaventano, ma mi pare ci sia un accordo complessivo per non inserirle, quindi si va in quella direzione" ha detto Antonio Tajani, a margine del qt alla Camera, sulla legge elettorale. Interpellato sul no della ministra delle Riforma Elisabetta Casellati ha poi aggiunto: "C'è una pdl sostenuta dal mio partito" in cui "non ci sono le preferenze". E a chi gli ha ricordato come Fratelli d'Italia abbia annunciato un emendamento in Aula per introdurre le preferenze ha poi risposto: "L'Aula è sovrana, vedremo quello che succede. Il testo della legge non le prevede e noi siamo d'accordo".
Riforma degli incentivi, Urso: "Nel prossimo Cdm approvazione in via definitiva"
"Nel prossimo Consiglio dei ministri sarà approvata in via definitiva la riforma degli incentivi", a dirlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, rispondendo a un'interrogazione durante il question time alla Camera sulle iniziative urgenti per un piano industriale volto alla risoluzione delle crisi industriali e alla garanzia degli investimenti in ricerca e innovazione.
Crosetto: "Nessun impegno con il segretario Usa Hegseth, pronti ad affrontare gli impegni Nato"
"È stato predisposto tutto ciò che serve per affrontare i temi e gli impegni che noi abbiamo preso in ambito Nato dai nostri alleati, sono state predisposte e viene analizzata ogni giorno le necessità ma ci sono le condizioni per portare le nostre forze armate, la nostra difesa, al livello che è richiesto non soltanto dai nostri alleati ma dal nostro compito principale che è difendere il Paese da ogni possibile eventualità e difenderli per istituzioni". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, rispondendo al question time nell'aula della Camera, rispondendo a una interrogazione sull'aumento delle spese militari in ambito Nato e all'adesione al progetto di acquisto di armamenti a favore dell'Ucraina. "Lo strumento Safe non è sostitutivo delle forme di bilancio, per adesso però è in sospeso – ha precisato Crosetto – Non sappiamo ancora se l'Italia accederà o meno, quando l'Italia aderisse, la difesa è pronta e ha ben chiaro cosa è necessario".
In merito ai rapporti con gli Stati Uniti, l'esponente di governo ha spiegato che con il segretario alla guerra Pete Hegseth, incontrato durante la sua recente visita a Washington, "non ho preso nessun impegno, il ministero della Difesa non prende gli impegni, li prendono i governi e, semmai, i parlamenti".
Riforma della difesa, Crosetto: "Due disegno di legge diversi, il primo in Cdm il prima possibile"
La riforma della difesa è composta da "due disegni di legge diversi", questo è quello che comunica il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante il question time alla Camera. "Speriamo di portare il primo, quello che ha meno problemi di copertura e che è normativo, al primo Consiglio dei ministri possibile", aggiunge l'esponente di governo.
"Sull'altro, che prevede l'aumento di 40mila persone e ha giustamente dei problemi di copertura pluriennali da affrontare nella legge di bilancio, vediamo con la Ragioneria", spiega.
Sanzioni contro Ben Gvir, Tajani: "Non è stata raggiunta unanimità, contatti con Paesi restii"
Durante il question time alla Camera, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani ha definito "vergognose e inaccettabili" le immagini che riportano le violenze subite dagli attivisti della Global sumud flotilla in Israele, "che hanno superato una linea rossa, hanno scosso le nostre coscienze e l'opinione pubblica". Il comportamento del ministro della Sicurezza israeliano, Itamar Ben Gvirr, è stato definito da Tajani "contrario a ogni tutela della libertà umana".
Per questo, spiega, "ho chiesto a Kallas di portare al Consiglio Affari esteri la proposta di sanzioni contro Ben Gvir". "Al consiglio di lunedì – prosegue – non è stata ancora raggiunta l'unanimità necessaria, ma continuiamo a insistere con contatti con Paesi più restii che stanno bloccando le decisione".
Tajani: "Venerdì riapre l'ambasciata italiana a Teheran, oggi parlerò con Araghchi"
"Venerdì riapriranno i battenti della nostra ambasciata a Teheran e anche degli uffici dell'Ice", lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, al question time alla Camera. "La nostra ambasciatrice – ha proseguito – farà rientro nella capitale iraniana insieme a tutti i diplomatici e i funzionari del ministero degli Esteri". Inoltre Tajani ha fatto sapere: "Oggi parlerò con ministro degli Esteri iraliani, Araghchi".
Meloni e Trump scherzano al G7: "Siamo sempre stati amici". Ma Conte non crede alla pace tra i due
Scambi di battute, sorrisi e siparietti nella giornata di ieri tra Trump e Meloni: tutto fa pensare apparentemente a una fase di disgelo, dopo gli scontri a distanza degli ultimi mesi. Ma è davvero così? Il leader del M5s Conte non crede alle apparenze: "Io ho sfruttato la simpatia, cordialità" con Donald Trump "chiedendo per il nostro Paese e ottenendo tante cose, invece qui" Giorgia Meloni, "al contrario, ha sfruttato questo rapporto ideologico destra e destra, americana e italiana, per concedere agli Stati Uniti tutto quello che avevano richiesto. È successo che nel momento in cui poi Trump ha continuato a chiedere, Meloni è stata costretto a venir fuori, a dir no ed è stata mollata", dice ospite di AdnTalks il presidente del Movimento 5 stelle. "Ieri – aggiunge l'ex premier – si è parlato di un grande riavvicinamento, non spetta a me dirlo, vedremo se si recupererà questo rapporto, ma mi sembra che dalle immagini virali che girano che non ci sia tutto questo atteggiamento di apertura e cordialità da parte di Trump, c'è qualche sketch che è abbastanza evidente".
Bonelli dopo l'assenza di Renzi all'incontro con i leader del campo largo: "Nessun veto"
"Abbiamo già avviato un lavoro comune su alcuni temi fondamentali come il salario minimo, il rilancio della sanità pubblica e il congedo parentale. Stiamo inoltre definendo una proposta condivisa sull'energia. Il confronto tra le forze dell'opposizione procede in modo concreto e nei prossimi giorni proseguirà anche con iniziative pubbliche nel Nord e nel Sud del Paese per discutere con i cittadini quale debba essere la nuova visione dell'Italia". Lo ha dichiarato Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, intervenendo questa mattina a Coffee Break su La7.
"Di fronte al fallimento del governo Meloni, che si avvicina ai quattro anni di legislatura lasciando un Paese piu' fragile sul piano sociale ed economico, è necessario costruire un'alternativa progressista ed ecologista credibile. Da parte nostra non esistono veti nei confronti di nessuno: il criterio e' quello programmatico.- ha spiegato ancora Bonelli – L'obiettivo è costruire un'alleanza larga, capace di tenere insieme culture politiche diverse attorno a priorità condivise come lavoro, sanità pubblica, giustizia sociale, conversione ecologica ed energia pulita".
"È auspicabile che accanto alle forze che stanno già lavorando a questo percorso possa consolidarsi anche un'area civica e moderata. Saranno i soggetti interessati a definire forme e modalità della propria partecipazione, ma è evidente che per battere la destra serve una coalizione ampia, plurale e radicata nella società. Noi continueremo a far crescere Alleanza Verdi e Sinistra, portando dentro questo progetto i temi che per troppo tempo sono stati trascurati: la lotta alle disuguaglianze, la tutela dei più deboli e la transizione ecologica".
Fratoianni: "Perché non c'era Renzi nella foto del campo largo? Perché Pd, M5s e Avs insieme hanno il 42%"
"Perché non c'era Renzi nella foto del campo largo? Perché è normale che le forze politiche che hanno una maggiore responsabilità, anche per una ragione matematica, si assumano l'onere di fare un passo avanti. Pd, M5S e Avs oggi rappresentano circa il 42% dei consensi secondo tutte le rilevazioni disponibili e sono le tre forze più grandi dell'opposizione". Lo ha dichiarato Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana, intervenendo a L'Attimo Fuggente condotto da Luca Telese e Giuliano Guida Bardi su Giornale Radio, all'indomani dell'incontro con Elly Schlein, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli che ha segnato l'avvio del percorso politico comune del centrosinistra. "Questo non significa avere più potere o considerarsi più importanti degli altri. Significa assumersi una responsabilità maggiore. Sono le tre forze che in questi anni hanno costruito una maggiore convergenza su moltissime questioni. Se abbiamo già deciso come arrivare alla scelta del candidato premier? No, non ne abbiamo discusso. È un tema che vedo soprattutto sulle pagine dei giornali. Non credo che sia la priorità degli italiani e delle italiane e, in ogni caso, non è stato oggetto della discussione", ha aggiunto Fratoianni.
Piano casa, 1,2 miliardi da Pnrr a Cassa depositi e prestiti per finanziare edilizia sociale
Destinare a Cassa depositi e prestiti 1,2 miliardi di risorse del Pnrr – inizialmente previste per l'efficienza ferroviaria e già riprogrammate – per ampliare l'offerta d alloggi sociali e di abitazioni a prezzi accessibili. Lo prevede un emendamento dei relatori al decreto sul Piano casa all'esame della Camera. La norma autorizza Cdp a costituire un patrimonio destinato denominato ‘Patrimonio casa', con l'obiettivo di sostenere iniziative di edilizia sociale o convenzionata. La rimodulazione dei fondi del Pnrr è però in attesa del via libera europeo e per questo l'emendamento stabilisce la cornice normativa per l'utilizzo delle risorse in arrivo e prevede inizialmente che il Mit trasferisca a Cassa 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.
Nordio torna sul 'patentino antifascista': "Mai lodato Mussolino, volevo abolire Codice Rocco"
"Io volevo abolire il codice Rocco. Vent'anni fa ho presieduto la commissione per farne uno nuovo, rimasto nel cassetto. Abbiamo dato precedenza al referendum. E temo che in quest'ultimo anno la riforma radicale sarà impossibile. Ma spero di intervenire". A dirlo in un'intervista al ‘Corriere della Sera' è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a proposito del ‘patentino antifascista' richiesto agli editori da ‘Più libri Più liberi'.
"Abbiamo dato precedenza al referendum. E temo che in quest'ultimo anno la riforma radicale sarà impossibile. Ma spero di intervenire". L'Anm e il Pd obiettano che il libro della giustizia più importante è la Costituzione. E che dopo gli interventi della Consulta del codice fascista resta solo il guscio. "È una balla colossale – prosegue Nordio -. La parte generale che disciplina la struttura del reato e delle pene, colonna portante del codice, è inalterata. Ed è proprio quella che costituisce l'aspetto più significativo dell'ideologia fascista. La persona non è considerata un cittadino ma un suddito al servizio di uno Stato etico, come teorizzato da Hegel e da Gentile. E quindi le scriminanti, come la legittima difesa, l'adempimento di un dovere, l'esercizio di un diritto, sono cause di ‘non punibilità'. Come dire: io sono indulgente e non ti punisco. Invece il reato in questi casi non deve sussistere. Ed è qui che vorrei intervenire".
Meloni parla di "censura". "Peggio – afferma ancora il Guardasigilli -: è un errore inescusabile. Si comincia a bruciare i libri e si finisce per bruciare gli uomini, diceva Heine. Chi fa propaganda per la ricostituzione del partito fascista va censurato e, al limite, punito. C'è già la legge Scelba. Ma una cosa è esporre le idee, una cosa è tenerle per sé, senza essere obbligato a ripudiarle per partecipare a un evento culturale. Massimo Cacciari è molto più severo di me nel criticare questa schifezza".
Quanto ad una possibile revisione del reato di femminicidio, Nordio risponde che non sono previsti mutamenti. "È come il genocidio. Non è un omicidio ordinario. Ha il connotato di una odiosa aggressione alla donna, in quanto tale. Come il genocidio lo è nei confronti di un popolo, in quanto tale".
La carta d'identità cartacea sarà valida fino alla scadenza del documento: lo ha deciso il Cdm
Prolungata in extremis la validità delle carte d'identità cartacee. Per loro era stato deciso uno stop al prossimo 3 agosto: da quella data l'unico documento di identità valido sarebbe stato la Carta d'identità Elettronica (CIE), la cui emissione tuttavia in alcuni comuni procede a rilento. Di qui la decisione di ieri del Consiglio dei Ministri secondo cui le vecchie carte non ancora scadute mantengono la propria validità fino alla naturale scadenza, anche oltre il termine del 3 agosto, "per determinate finalità e nei rapporti con la pubblica amministrazione e con i soggetti che erogano pubblici servizi". Laddove il Comune non riesca a fornire una Carta d'identità elettronica, ad esempio ai titolari di carte scadute, i comuni potranno inoltre rilasciare un documento di identità provvisorio.