
È un altro Tiziano Ferro quello che si presenta sul palco del Diego Armando Maradona di Napoli rispetto a quello del 2023. Si vede subito: viso diverso, voglia diversa, momento diverso. Quello era un tour rimandato di due anni a causa del Covid, mentre il cantante attraversava un periodo difficile della propria vita, con la separazione dall’ex marito Victor e la questione figli sul tavolo. Oggi, almeno dal di fuori, sembra che Ferro sia in un’altra fase della vita. Se così non fosse, almeno riesce a nasconderlo bene. I cambiamenti si vedono dai dettagli: il palco è diverso, i LED alle sue spalle prendono tutto lo spazio ed è visibile da qualunque posizione, a differenza di quel tour che sembrava, come scrivemmo, un po’ raffazzonato. C'erano anche i line array – il sistema di casse in verticale, che coprivano tutti gli schermi per chiunque fosse posizionato lateralmente.
E proprio per questo ci risultano ancora più incomprensibili le critiche pre-tour sulla scaletta. Il problema, al massimo, sono i concerti nei grandi spazi, ma questo è un altro discorso. A vedere questo spettacolo non ci pare che ci siano molti punti deboli. Il cantante sta festeggiando un anniversario, i 25 anni di Xdono, e per questo ha deciso di celebrarsi e cantare tutte le sue canzoni più famose, dedicando all’ultimo album l’inizio, le prime tre canzoni. Lo abbiamo scritto molto negli ultimi tempi e ne abbiamo discusso anche con lui in un'intervista: il suo catalogo ha costruito un immaginario comune, ha permesso a migliaia di persone di unirsi nelle sue canzoni. Poco male se i numeri in streaming non rispecchiano quelli che erano in un’era pre-Spotify.
Dischi e singoli di platino come se piovesse, album che erano perennemente in testa alle classifiche. Oggi fatica di più e talvolta questa narrazione dei numeri influenza pure la percezione della sua musica. Meno stream e meno primi posti, meno passaggi in radio, ma basterebbe vedere il trasporto del pubblico al Maradona e negli altri stadi per capire che alla fine la passione resta la stessa. E con un Ferro in queste condizioni è normale che il pubblico risponda benissimo. Il cantante voleva che il pubblico si divertisse con una sorta di "This Is" – la playlist che proprio la piattaforma di streaming dedica ai cantanti con i loro successi – e alla fine è il risultato che ha ottenuto.
Come ospite ha scelto Sal Da Vinci, ultimo vincitore del Festival di Sanremo, con cui ha duettato ne "Il regalo più grande" ("l’ha scelta lui" ha detto il cantautore) e poi in "Per sempre sì", con un siparietto che ha visto Ferro scherzare sulla mancanza dell’anello al dito. Lo ha fatto all’inizio ("Io non la faccio perché non ho più la fede al dito") e poi sulla coreografia finale, durante il balletto. Se tre anni fa era un problema, oggi può essere un aneddoto su cui scherzare. Insomma, una canzone di Tiziano Ferro. Un paio di interruzioni per far sì che i paramedici intervenissero per aiutare qualcuno tra il pubblico e poi il concerto è filato via tranquillo.
Dicevamo della scaletta. Qualche settimana prima qualche fan aveva criticato la scelta di fare solo hit e dare poco spazio all'ultimo album, come se avesse meno importanza e come se così si volessero soddisfare solo gli occasionali. A guardare il Maradona pieno, evidentemente, era il pensiero di una minoranza. Anche perché Ferro ha già spiegato che voleva che tutti potessero cantare, insomma, che fosse una festa. In più è normale che la scelta aiuti anche la vendita dei biglietti, e in un momento come questo, con biglietti cari e obblighi di scelta tra un concerto e un altro, far sì che il concerto si trasformi in un'esperienza cementifica il rapporto con i fan.
E così tutti hanno cantato "La differenza tra te e me", "Hai delle isole negli occhi", "Sere nere", "Non me lo so spiegare, "Indietro", "L'amore è una cosa semplice", "Ed ero contentissimo", "Imbranato", "E Raffaella è mia" (con un bell'omaggio a Raffaella Carrà) fino a "Rosso relativo", "Lo stadio" e "Xdono". Insomma, con questo ennesimo tour Ferro dimostra che i numeri hanno sicuramente importanza, ma in questa nuova dimensione discografica il suo patrimonio più grande sono le canzoni. E se una hit fa meno stream di ieri, almeno ci sono decine di migliaia di persone a sera che gli ricordano chi era e, soprattutto, chi continua a essere.