Se nel giro di tre giorni Salvini passa da descriverti come "sbruffoncella" a descriverti come "fuorilegge", qualcosa è cambiato. La situazione si è evoluta in maniera lineare secondo le dichiarazioni d'intenti che Carola Rackete , capitana della Sea Watch 3, aveva espresso giorni addietro: ciò che aveva detto avrebbe fatto, ha fatto. Qualcosa è cambiato nel modo in cui Salvini vuole dipingere la realtà, nella realtà che vuole comunicare, che vuole creare per chi lo segue.

Il verbo "sbruffare" non si usa quasi più, ma è da lì che nasce lo "sbruffone", che propriamente sarebbe chi è incline a sbruffare, cioè a spruzzare draghescamente un liquido dalla bocca o dalle narici, come quando ci fanno ridere mentre siamo a mezzo sorso di vino. In generale evoca un tipo di sbuffo che calza particolarmente bene sulla figura del fanfarone, tant'è che lo sbruffare arriva ad essere il raccontare esagerazioni incredibili; e di qui, più precisamente, arriva lo sbruffone, cioè il fanfarone, lo spaccone. Lo sbruffoncello è diminuito dal suffisso, e reso innocuo, adolescenziale. L'uso fatto da Salvini di questo appellativo ci dice forte e chiaro: "Ma che cosa presume di fare questa nullità? Qui si parla con voci nazionali, si parla fra governi, e lei vorrebbe partecipare, questa ragazzina ricca, ma riesce solo a farlo sulla pelle dei migranti". La realtà che dipingeva con quell'epiteto era questa.

Però Carola Rackete ha poi dato una prova da manuale di che cosa sia la disobbedienza civile. A quelli che le chiedevano un commento sul fatto che Salvini l'avesse presa a nemica, rispondeva con un'argomentazione di solito carissima all'industrioso Salvini, che suona all'incirca: "Sto lavorando, qui ho la responsabilità di un sacco di persone, se Salvini vuole essere considerato si deve mettere in fila". La sfida che Rackete ha portato al cattolicissimo Salvini si è rivelata molto più efficace di quanto questo credesse, anzi volesse far credere. Per questo cambia la narrazione: stamani il Cattolicissimo infila un tweet ricco di falsità, in cui campeggia però il nuovo appellativo. Non più comandante sbruffoncella, ma comandante fuorilegge. Lui è lo sceriffo che l'ha inchiodata: ecco la realtà da Far West che vuole creare, che ha creato per chi lo ascolta entusiasta.

Questo è il potere delle parole, che Salvini conosce e padroneggia: non solo descrivere la realtà, non solo penetrarla, ma letteralmente crearla. Ogni volta che una bocca maliziosa e intelligente si apre verso di te, tenta di fornirti una realtà in cui farti muovere, tenta di metterti le pareti e di arredare la stanza della tua mente. Dobbiamo stare in guardia, sia per noi sia per i nostri concittadini che ci possono cascare.