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Aleandro Baldi: “Voglio tornare a Sanremo per i 40 anni di carriera. I programmi revival sono la fine per un artista”

Aleandro Baldi è tornato con “La sintonia” e rifiuta i programmi nostalgia: “Sono la fine di una carriera”. A Fanpage.it, il vincitore di Sanremo ’92 punta sui nuovi progetti e sogna il ritorno all’Ariston per i 40 anni.
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"I programmi come Ora o mai più sono un po' la fine di una carriera", dichiara senza mezzi termini Aleandro Baldi. "Un artista non si deve sentire condizionato da degli ‘out', in qualsiasi modo si vogliano proporre". Il vincitore di Sanremo '92 e '94 si racconta a Fanpage.it, rivendicando la sua carriera presente a testa alta e rifiutando categoricamente l'idea di partecipare a trasmissioni revival: "Ho sempre confidato nei pezzi nuovi, nelle canzoni nuove, perché è assurdo pensare sempre alle cose vecchie". Sul rapporto con Francesca Alotta, compagna del successo di "Non amarmi", Baldi è lapidario: "Sono un po' imprigionato in quel personaggio e sarebbe facile fare un Sanremo di ritorno con lei solo per lo scoop, tipo Al Bano e Romina, ma devo tornare come Aleandro". 

Partiamo dal presente, Aleandro. 

Siamo in tour con "La sintonia", con tutto il disco nuovo, con un ripasso dei vecchi, ma prevalentemente appunto promuoviamo il nuovo disco.

Al di là dei grandi successi, c'è una canzone alla quale il tuo pubblico è più legato?

"Come le stagioni" è sicuramente una delle canzoni più solari che abbia fatto. Anche "Non serve a niente", ma "La sintonia" è una canzone che il pubblico vede gradisce. Me lo dicono sempre durante le serate. È la prima volta in tutta la mia carriera che un disco nuovo viene così ascoltato e apprezzato.

Per un artista che ha avuto un grande successo nel passato è più difficile far ascoltare i dischi nuovi? 

C'è sempre un po' di reticenza, chissà perché. Di solito dicono che vanno ascoltati più volte.

Aleandro Baldi – La sintonia
Aleandro Baldi – La sintonia

Insegni musica ai bambini delle elementari, ti dedichi a progetti terapeutici. 

Non solo i bambini delle elementari, anche i giovani più adulti. Abbiamo fatto un progetto bellissimo a Camaiore per sviluppare nei ragazzi il cantautore, l'armonizzatore, l'arrangiatore, sensibilizzare i giovani in qualsiasi modo. E per quanto riguarda la musicoterapia, si tratta di condividere le emozioni che proviamo a gestirle in maniera diversa, in modo che la persona fruisce di queste emozioni che fruisce di queste emozioni possa attraverso queste emozioni crescere.

Hai avuto testimonianze di miglioramenti concreti di persone dopo le sedute?

Certo, certo. Non parliamo di miracoli, ma c'erano ragazzi con problemi gravi che sono migliorati tantissimo. Le persone anziane che hanno migliorato la loro condizione grazie a, così dissero, energie positive che gli trasmettevo.

Rispetto ad altri artisti della tua generazione, ti si vede poco in televisione. Penso anche a tanti programmi dedicati proprio ai cantanti della tua stagione. È una scelta tua?

Io faccio la mia strada e sto lavorando in questo momento per il 2026, quando festeggerò i 40 anni di carriera. Certo vorrei che qualcuno se lo ricordasse, ma sono fuori da logiche commerciali. Chi vuole che vada in televisione, deve capire che mi serve il progetto giusto. Io non vado in televisione solo per parlare e duettare con "Non amarmi".

Sanremo 92: Francesca Alotta e Aleandro Baldi.
Sanremo 92: Francesca Alotta e Aleandro Baldi.

Non torneresti a duettare con Francesca Alotta? 

Non è quello il ritorno che voglio. La coppia Aleandro Baldi e Francesca Alotta ha fatto quello che ha fatto e probabilmente interesserebbe il giusto, rispetto magari anche ad altre coppie. Non è sul piano dell'amore, ma è sul piano della canzone. Io sono un Aleandro diverso, che magari è meno eclatante di quegli anni, ma è ugualmente artista. Non sopporto neanche di essere chiamato per l'inclusione o per parlare della cecità perché quello è soltanto pietismo. Ho fatto della cecità un valore aggiunto, quindi non è che devo essere chiamato per essere compatito.

Programmi come "Ora o mai più", "Tale e Quale Show" e altri format costruiti sull'idea della nostalgia e del revival non li faresti? 

No, perché ho sempre scelto di non partecipare. Come coach magari va bene perché è una situazione diversa, però come concorrente mai, perché penso che sia la fine di una carriera. È l'out di un artista.  Io ho sempre confidato nei pezzi nuovi, nelle canzoni nuove, perché è assurdo pensare sempre alle cose vecchie. Sì, il tempo passa, il tempo cambia, cambiamo continuamente anche noi e quindi io do molta più fiducia alle canzoni nuove sempre.

Ti piacerebbe tornare a Sanremo 2026 come vetrina per celebrare i tuoi quarant'anni di carriera?

Beh, certo che non mi dispiacerebbe dato che sono nato lì, rifesteggiarlo lì, ecco. Ma sarebbe facile presentarsi a Sanremo di ritorno con Francesca Alotta solo per lo scoop tipo Al Bano e Romina, ma deve tornare Aleandro.

Sarebbe anche un modo per omaggiare Pippo Baudo, che è venuto a mancare nei giorni scorsi. 

È stato un uomo molto capace nella sua professione, è un uomo che ha sempre amato e ha amato fino all'ultimo quello che ha fatto, ha amato ogni momento della sua vita, un uomo competente, un uomo raro, che prendeva sempre le sue decisioni. Questo è un ritratto che è comune, però, era una caratteristica viva e visibile.

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