È comprensibilmente in stato di shock e non sarebbe in grado di rilasciare interviste Luigi Fiorillo, l’uomo di trentasette anni che si trovava alla guida di quel camion verde "Basko" diventato simbolo della tragedia di Genova. A precisarlo, smentendo le dichiarazioni riportate in rete e attribuite allo stesso autista, è Patrizia Damonte, responsabile dell’azienda di trasporti presso cui il trentasettenne lavora. Come ha spiegato Damonte, l’autista del camion avrebbe parlato finora solo con le forze dell’ordine e mai con nessun giornalista. Dopo il crollo del ponte Morandi – e dopo che la foto del camion verde "Basko" a un passo dal baratro ha fatto il giro del mondo – alcune dichiarazioni attribuite al trentasettenne erano apparse invece su alcuni quotidiani anche stranieri, come il Daily Mail. Una "fake news", insomma, generata dagli stessi giornali: "Hanno ricostruito un dialogo che lui non ha rilasciato a nessuno", ha precisato Damonte a Fanpage.it aggiungendo che l’uomo in questo momento si sta confrontando col suo avvocato per capire come gestire la difficile situazione, e che appunto non intende rilasciare dichiarazioni ai media.

A fornire qualche informazione sull’autista del camion era stata la stessa "Basko" con un comunicato pubblicato su Facebook, che di fatto conferma che il trentasettenne sopravvissuto alla tragedia non è in grado di rilasciare interviste: “L’autista del camion che è scampato al crollo di Ponte Morandi a Genova è un uomo di 37 anni, italiano, sposato con figli. Stava rientrando da un giro di consegne per i nostri supermercati Basko della riviera di Ponente ed era diretto verso la nostra piattaforma logistica di Genova Bolzaneto”, è quanto spiega nella nota Giovanni D’Alessandro, direttore generale Basko, che prosegue: “L’autista ha dichiarato ai soccorritori ‘Ho visto crollare la strada davanti a me, con tutte le macchine che in quel momento avevo davanti’. Una volta fermato il mezzo, è sceso ed è corso verso la galleria dalla quale era uscito poco prima. Siamo in stretto contatto con la Famiglia Damonte proprietaria della Damonte Trasporti, la società proprietaria del camion, con cui lavoriamo da oltre trent’anni, che ci ha immediatamente rassicurati sulla salute del loro dipendente, comprensibilmente in stato di shock e non in grado di rilasciare interviste”.