UPDATE ORE 16.15 – Patrizia Damonte, responsabile dell’azienda di trasporti presso cui lavora l’autista del camion “Basko” diventato simbolo della tragedia di Genova, ha smentito a Fanpage.it le dichiarazioni riportate in rete e attribuite allo stesso autista. Luigi Fiorillo, 37 anni, dopo il crollo del ponte Morandi avrebbe parlato solo con le forze dell’ordine.

“A un certo punto è tremato tutto. La macchina che avevo davanti è sparita, sembrava inghiottita dalle nuvole. Ho alzato gli occhi, ho visto il pilone del ponte cadere giù. Ho frenato. Non ho solo frenato, ho inchiodato quasi bloccando le ruote. Istintivamente quando mi sono trovato il vuoto davanti ho messo la retromarcia, come per cercare di scappare da quell’inferno”. Così Luigi Fiorillo, l’uomo che era alla guida di quel camion diventato una delle immagini simbolo della tragedia avvenuta a Genova, avrebbe parlato di quanto accaduto tre giorni fa. Era lui alla guida di quel camion che stava percorrendo il ponte Morandi a Genova e si è fermato a pochi passi dal baratro. È rimasto lì, su quel che resta del ponte crollato a Genova, fino a venerdì mattina quando è stato rimosso. Che Fiorillo, trentasettenne originario di Salerno, sia vivo ha – come lui stesso avrebbe raccontato – del miracoloso. “Sono saltato fuori e ho fatto un passo indietro di un metro, quando ho visto che ero vicino al bordo. Mi sono messo a correre. Ho visto la morte in faccia, mi sono salvato per miracolo”, avrebbe raccontato l’autista del camion. Ai soccorritori l’uomo ha spiegato di aver visto la strada crollare a Genova e inghiottire tutti i veicoli che si trovavano davanti al suo camion.

"La gente correva urlando che era caduto il ponte" – Correndo verso la salvezza Fiorillo ha incrociato tra gli altri Marco Gastaldi, poliziotto della polizia stradale di Ovada che la mattina del 14 agosto era sulla A10 con il collega Antonio Fiore diretto all'ospedale Villa Scassi, dove era stata portata una persona coinvolta in un incidente stradale. I due poliziotti erano lì quando il ponte è crollato: “Eravamo nella galleria – ha spiegato Gastaldi, come si legge sul Corriere della Sera – a un certo punto abbiamo visto le macchine rallentare e poi fermarsi. Abbiamo pensato subito ad un incidente banale e così abbiamo acceso la sirena e ci siamo mossi per andare a controllare”. E ancora ha raccontato: “Ci siamo visti venire incontro la gente che correva, a piedi, urlando che era caduto il ponte. Siamo arrivati fino alla fine, abbiamo visto venirci incontro anche l'autista del camion Basko, ma dovevamo essere sicuri che non ci fosse più nessuno nelle auto, era troppo pericoloso”. Ha raccontato di non aver capito subito che si trattava di una catastrofe simile: “Poi l'abbiamo capito, ma non potevamo non andare. E quanto sono stato sicuro che non ci fosse più nessuno ho guardato verso il ponte spezzato. E ho pregato per chi era finito di sotto”.