Il grande giorno è quasi arrivato. Dopo settimane di indiscrezioni, trattative con la UE, ipotesi e smentite, ma soprattutto dopo che la Camera dei deputati ha votato con la fiducia un testo praticamente inutile, abbiamo finalmente la possibilità di leggere cosa il Governo Conte ha inserito nella legge di bilancio. Ecco, a dire il vero non siamo ancora in grado di leggere proprio tutto, considerando che i disegni di legge su reddito di cittadinanza e quota 100 pensioni ancora non ci sono, ma almeno conosciamo quelli che dovrebbero essere i saldi definitivi.

E allora un primo bilancio è possibile tracciarlo a partire dall’elenco fatto proprio da Luigi Di Maio su Facebook, in un post con il quale spiega che il 2019 sarà l’anno del cambiamento e quello in cui compiutamente si vedranno gli effetti del “governo del cambiamento”.

Nessun aumento dell’IVA: vero, ma…

Il Governo è riuscito a trovare le risorse per sterilizzare le clausole di salvaguardia che avrebbero determinato l’aumento dell’IVA nel 2019. Dunque, nel prossimo anno non aumenterà l’imposta sul valore aggiunto e quindi Di Maio ha ragione nel rivendicare tale risultato. Il problema è che contemporaneamente l’esecutivo mette nero su bianco nuove pesantissime clausole di salvaguardia, che potrebbero determinare un aumento nell’IVA per il 2020 e il 2021. Dopo aver criticato ferocemente lo strumento delle clausole di salvaguardia, infatti, il Governo mette nero su bianco che se nella prossima legge di bilancio non ci fossero interventi, nel 2020 l’IVA ordinaria passerà dal 22% al 25,2%, quella ridotta dal 10% al 13%. Ma non basta, perché per il 2022 la clausola di salvaguardia applicata vale 28,75 miliardi di euro, dunque l’IVA ordinaria potrebbe salire al 26,5%. Si tratta di cifre superiori a quelle previste dalle precedenti clausole, anche se i 5 Stelle assicurano: “Non ci sarà bisogno di aumentare l’Iva per centrare le previsioni di finanza pubblica, anche perché siamo convinti che le stime di crescita concordate con la Commissione Europea siano molto prudenti”. Intanto…

Aumento pensioni minime e pensioni di invalidità: vero (ma manca testo)

L'aumento delle pensioni minime e delle pensioni di invalidità è collegato all'entrata in vigore delle "pensioni di cittadinanza", ovvero della norma che prevederà l'aumento fino alla soglia minima di 780 euro al mese di tutti gli emolumenti pensionistici.

Reddito di cittadinanza: vero, ma in versione light

Il Movimento 5 Stelle si è presentato in campagna elettorale con una proposta di reddito di cittadinanza che valeva circa 17 miliardi di euro, di cui 2 per la ristrutturazione dei centri per l’impiego. La proposta, che peraltro non è un vero e proprio reddito di cittadinanza, ma una sorta di reddito minimo garantito (o un sussidio di disoccupazione), è poi stata modellata in base alle esigenze di bilancio, fino a scendere a circa 9 miliardi di euro. L’entrata in vigore posticipata ad aprile permetterà un ulteriore risparmio di circa 2 miliardi di euro, dunque la cifra finale sarà di poco inferiore ai 7 miliardi di euro. Come detto, i dettagli del provvedimento ancora non si conoscono, quindi non possiamo con certezza definire la platea dei beneficiari, ma resta confermato che l’importo sarà fino a 780 euro al mese (con la cifra che diminuirà di 280 per i proprietari di casa).

Quota 100 pensioni per superare Fornero: non corretto

L’entusiasmo intorno a quota 100 pensioni, ma soprattutto sul “superamento della Fornero”, non appare giustificato, non solo per la ristrettezza delle risorse a disposizione (dopo la sforbiciata di Bruxelles), ma soprattutto per il limitato orizzonte temporale dell’intervento. In primavera il Governo conta di avviare quota 100 pensioni, con 315mila adesioni (l’85% degli aventi diritto) e una spesa per il 2019 di 4,7 miliardi di euro (8 miliardi nel 2020 e 7 miliardi nel 2021). Contemporaneamente, però, si riduce la rivalutazione delle pensioni, con un sistema su cinque fasce: piena per le pensioni fino a tre volte il minimo (1.530 euro lordi); al 95% sulla quota di pensione tra 3 e 4 volte il trattamento minimo; al 80% sulla quota tra 4 e 5 volte; 60% tra 5 e 6 volte; 50% sopra 6 volte.

Inoltre, come spiega il Corsera, ci saranno alcuni paletti per contenere la spesa e chi utilizzerà quota 100 prenderà comunque un assegno più basso:

Il primo deterrente è quello delle finestre: tra il momento in cui si raggiungerà quota 100, cioè 62 anni d’età e 38 di contributi, e il momento in cui verrà effettivamente pagata la pensione passeranno tre mesi, che potrebbero salire a sei se l’afflusso delle domande dovesse rivelarsi superiore alle attese. Per i dipendenti pubblici la finestra sarà già di sei mesi, contenendo anche un preavviso di tre mesi. Altro deterrente è il divieto di cumulo: chi userà quota 100 non potrà arrotondare sommando alla pensione redditi da lavoro superiori ai 5 mila euro lordi l’anno.

Taglio pensioni d'oro: sì, ma a tempo e con l'incognita dei ricorsi

Già detto della rivalutazione parziale delle pensioni più alte, resta da capire la consistenza del taglio delle pensioni d’oro, su cui pende comunque il rischio di ricorsi alla Corte Costituzionale. Le fasce sono cinque anche in questo caso: tra 100mila e 130mila euro annui l’aliquota marginale di riduzione sarà del 15%, tra 130mila e 200mila euro la riduzione sarà del 25%, fra200 mila e 350mila euro sarà del 30%, fra i 350mila e i 500mila del 35% e oltre i 500 mila del 40%. Anche in questo caso la norma sarà a tempo: il provvedimento sarà in vigore per cinque anni.

Esclusione Bolkestein: solo un rinvio

Un emendamento inserisce la proroga delle concessioni per gli stabilimenti balneari per i prossimi 15 anni. Ovvero un rinvio dell’entrata in vigore della direttiva europea Bolkestein di 15 anni. La misura riguarda però solamente i balneari e non anche gli ambulanti, su cui si sta ancora valutando cosa fare. La Corte di Giustizia dell’Ue in passato ha già rimarcato che la proroga automatica delle autorizzazioni contrasta con le regole europee.

Taglio di mezzo miliardo spese militari: vero, ma in 12 anni

Il governo e la componente dei Cinque Stelle parlano di mezzo miliardo di taglio alle spese militari. Nella prima versione della manovra sono stati introdotti tagli per 60 milioni di euro nel 2019 e un totale di 531 milioni tra il 2019 e il 2031. I programmi di spesa dovranno essere rideterminati entro il 30 gennaio. Ma intanto il ministero è pronto a confermare il programma degli F-35, ora apprezzato – dopo anni di critiche – dai Cinque Stelle.

Tempo prolungato nelle scuole: sì, ma non bastano insegnanti e personale

Un emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle alla Camera prevede l’estensione del tempo pieno in tutte le scuole primarie italiane. Per metterlo in atto l’obiettivo è di procedere all’assunzione di circa 2mila insegnanti. Ma, come denunciato dai sindacati, per applicare il tempo prolungato in tutte le scuole ne servirebbero circa 40mila. E mancherebbe comunque il personale Ata.

Taglio del 30% premi Inail per aziende: vero (ma non c'è da vantarsi)

Il governo punta a ridurre del 30% i premi Inail per le aziende, attraverso l’utilizzo dei soldi in più che l’Inail ricava come differenza tra ciò che avanza delle prestazioni erogate e i premi che incassa. Cgil, Cisl e Uil chiedono di ritirare l’emendamento perché con questi risparmi si andrebbero a tagliare i progetti di investimento e formazione in salute e sicurezza del lavoro.

10 miliardi e mezzo per il dissesto idrogeologico: vero, ma gran parte dei fondi c'era già

Per gli interventi in tema di dissesto idrogeologico il governo ha ottenuto la possibilità di applicare la flessibilità da parte dell’Ue. Ma i 10 miliardi di euro di cui parla Di Maio erano in gran parte già stati stanziati dal progetto ItaliaSicura, chiuso proprio dal governo in estate per centralizzare tutto al ministero dell'Ambiente. La manovra, invece, aggiunge lo stanziamento di 800 milioni per il 2019 e di 900 milioni per il 2020 e il 2021. Risorse che si troveranno riducendo il Fondo per gli investimenti delle amministrazioni centrali.

1,5 miliardi di euro per truffati banche: vero (ma piccoli risparmiatori già risarciti)

Già la prima versione della legge di Bilancio, prima dell’intesa con Bruxelles, prevedeva lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per i truffati delle banche. Una somma che servirà per indennizzare i risparmiatori che hanno perso i loro fondi a causa dei crack finanziari. Ma a tra condizioni: il rimborso massimo è il 30% della cifra persa; il tetto rimborsabile è di 100mila euro; per richiederlo è necessaria una sentenza del giudice o dell'arbitro per le controversie finanziarie della Consob. La procedura di rimborso è riservata a chi ha chiesto la liquidazione del danno entro il 30 novembre.

Assunzioni 12.000 persone per pulizie nelle scuole: vero

Si passa dagli appalti di pulizia esterni all’internalizzazione del servizio nelle scuole a partire dal 2020. La pulizia verrà affidata ai collaboratori scolastici, con l’assunzione di 12mila persone: sono infatti 11.857 i posti di collaboratore finora accantonati perché ricoperti da lavoratori delle imprese private di pulizia.

Taglio fondi all'editoria: vero (ma gran parte dei fondi già tagliata anni fa)

Con un emendamento alla legge di bilancio si prevedono tagli ai fondi destinati all'editoria pari al 25% nel 2019, 50% nel 2020 e 75% nel 2021 fino al completo azzeramento dei fondi nel 2022. La norma andrà dunque a colpire tutti quei giornali e media che vengono finanziati con fondi pubblici, ad esempio Avvenire (5,9 milioni di euro di finanziamento pubblico), Libero Quotidiano (3,7 milioni), Italia Oggi (4,8 milioni di euro), il Manifesto (3 milioni), Il Foglio (800 mila euro) nonché le testate delle minoranze linguistiche. La legge di bilancio prevede inoltre un ricalcolo della convenzione tra il Mise e Radio Radicale e il conseguente dimezzamento del contributi finora destinati alla trasmissione delle sedute del Parlamento e qualora questo provvedimento dovesse passare in via definitiva la radio rischierebbe la chiusura.

Abolizione del Sistri per le imprese: vero

Contenuta nel decreto Semplificazione, la norma prevede l'abolizione del Sistri – il Sistema informatico di tracciabilità dei rifiuti speciali e pericolosi introdotto nel 2010 e mai entrato davvero in funzione – a partire dal 1° gennaio 2019, con ritorno ai registri cartacei nell'attesa del nuovo sistema. Il decreto che contiene la norma è stato approvato in Consiglio dei ministri ma deve ora essere convertito in legge entro 60 giorni.

Dimezzamento Imu sui capannoni industriali: vero

Un emendamento alla legge di bilancio propone di innalzare la deduzione Imu sui capannoni industriali da Ires e Irpef dal 20% al 40%. La manovra, però non è ancora stata approvata.

Aumento fondi alla ricerca: vero, ma si parla di 10 milioni su 1,7 miliardi di dotazione

Un emendamento alla legge di bilancio stanzia 10 milioni per il finanziamento degli altri enti di ricerca. Anche in questo caso, essendo parte integrante della manovra, il provvedimento non risulta ancora essere stato approvato. Inoltre, i 10 milioni stanziati non sono esattamente una cifra "monstre" dato che il fondo attualmente in dotazione conta 1,7 miliardi di finanziamento, finanziamento che comunque è insufficiente a garantire il corretto funzionamento degli enti di ricerca pubblici.

1 miliardo di euro venture capital start up innovative: vero

Si tratta di incentivi per Pmi innovative che prevedono una detrazione dall’imposta sul reddito pari al 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1 milione di euro, per le persone fisiche e una deduzione dal reddito imponibile ai fini IRES anche in questo caso pari al 30% dell’investimento, fino a un massimo di 1,8 milioni di euro, per le persone giuridiche. Si attende l'approvazione del decreto attuativo collegato per capire la platea beneficiaria del provvedimento e i paletti di accesso.

6000 euro incentivi auto elettriche: vero, ma sono previsti aumenti per le utilitarie normali

Dal prossimo marzo entrerà in vigore il cosiddetto "ecobonus" per l'acquisto di auto non inquinanti. L'ecotassa prevede sì incentivi fino a 6000 euro per la rottamazione dei vecchi veicoli inquinanti e l'acquisto di auto elettriche, ma le auto elettriche che danno luogo all'incentivo sono molto più care di un'utilitaria normale (i costi si aggirano intorno ai 25-40mila e oltre ad auto). Le utilitarie non elettriche, invece, subiranno rincari dovuti al malus applicato per effetto dell'ecotassa.

1 miliardo in più alla sanità: vero, ma era già previsto dal governo Gentiloni

Per l'anno 2019 è previsto in legge di bilancio un miliardo in più per il finanziamento del fabbisogno sanitario standard a cui concorre lo Stato. Attualmente il fondo consta di 114 miliardi di euro di finanziamento, dunque il miliardo in più porterà l'ammontare del finanziamento a 115 miliardi ed equivale a un aumento dello 0,9% circa. L'aumento, inoltre, era già stato previsto dal governo Gentiloni.

Articolo a cura di Adriano Biondi, Charlotte Matteini e Stefano Rizzuti.