Ciao ciao Erasmus, non ci sono più soldi

Addio Erasmus? Il progetto di scambio tra universitari per studiare all’estero rischia di diventare niente più che un ricordo dal momento che il fondo sociale europeo "non ha più un euro". E' questo il grido d'allarme lanciato da Bruxelles  dal Commissione Bilancio del Parlamento europeo, il francese Alain Lamassoure, già qualche giorno fa. «Il Programma Erasmus finirà i soldi dalla prossima settimana, i fondi Ue per Ricerca e Innovazione resteranno senza risorse a fine ottobre». La crisi economica si è abbattuta anche sulle casse Ue, in particolare sul fondo per la Ricerca e Innovazione. In realtà, secondo Lamassoure, l'enorme voragine nel quale sta sprofondando il famoso progetto comunitario (attivo da 25 anni e che ha permesso ad oltre 2 milioni di studenti  di viaggiare in giro per l'Europa) è da attribuire al «comportamento assurdo» dei governi. All'appello mancano le risorse per pagare il 30% delle partenze e i soggiorni per il periodo settembre-dicembre.In particolare, rischiano di non essere erogati 900 milioni di euro per la Spagna, 600 milioni per Italia e Grecia, 400 milioni per la Francia e 150-200 milioni per la Gran Bretagna. In totale e solo nel 2012, il debito ammonta a oltre 10 miliardi di euro.

Una triste notizia che arriva proprio nell’anno in cui l’Erasmus festeggia i 25 anni di vita. Un programma che, oltre a dare la possibilità di vivere al massimo l'esperienza universitaria vera e propria, offre anche l’occasione per imparare a conoscere e a convivere con culture diverse dalla propria. Anche per questo motivo la commissione bilancio del Parlamento europeo «ha approvato emendamenti per evitare i tagli del Consiglio Ue» su quello che Giovanni La Via, relatore del bilancio dell’Ue e parlamentare europeo del Pdl/Ppe, ha definito «un programma molto importante e ha un comprovato successo per aver contribuito alla crescita e al lavoro, non possiamo permetterci il suo fallimento». La relazione sull'esercizio finanziario 2013 sarà votata durante la prossima seduta plenaria a Strasburgo. La speranza è che l'Europa tutta dica sì al prosieguo dell'Erasmus, perché «un euro speso a livello europeo – aggiunge La Via – ha un valore maggiore rispetto a un euro speso a livello nazionale. Nel campo della ricerca, per esempio, un euro investito dal bilancio europeo ha un ritorno di 14 euro».