Violenza sessuale nei confronti della figlia minorenne della sua ex compagna, è questa la pesantissima accusa ipotizzata dalla Procura di Padova nei confronti di Piero Longo, l'ex avvocato di Berlusconi che l’ultimo giorno di settembre era stato picchiato da alcune persone davanti al portone di casa sua nel centro storico della città veneta. Proprio da quell’episodio è nata l’inchiesta della magistratura che ha portato a risvolti inattesi. Tra le persone che lo hanno aggredito mandandolo in ospedale infatti vi era proprio la figlia della ex compagna, oggi 31enne, che dopo l'identificazione ha raccontato di averlo fatto per le violenze subite quando aveva solo 16 anni.

L'aggressione a Longo e gli spari sotto casa

Ad entrare in azione, come accertato dalle indagini della polizia, una coppia di amici della stessa donna che, dopo aver sentito i suoi racconti, avevano deciso di dare una lezione all’avvocato ed ex senatore di Forza Italia. Lo avevano atteso sotto casa: l’avvocato, che era sceso con la pistola sparando anche due colpi in aria a era stato disarmato e poi pestato a calci e pugni. Come ricostruisce il Corriere della Sera, dopo l’individuazione dei responsabili dell’agguato, ora accusati di aggressione e lesini, è emerso il drammatico racconto della donna che fatto scattare il nuovo filone di indagine sul quale però gli inquirenti mantengono il massimo riservo.

La Procura avvia due inchieste parallele

Le dichiarazioni della donna infatti vanno accertate e il fatto che sia passato molto tempo non rende certo facile ricostruire i fatti. “Per l’aggressione l’avvocato Longo risulta persona offesa”, si è limitato a dichiarare il procuratore di Padova Antonino Cappelleri senza voler dare nessun dettaglio sul nuovo fascicolo. Al momento infatti le due inchieste procedono parallele: nella prima ci sono tre indagati che devono rispondere anche di rapina per aver sottratto la pisola a Longo. Tra loro anche la trentunenne la cui posizione però è meno grave non avendo partecipato direttamente al pestaggio limitandosi a fare da palo.

Longo: "Dichiarazioni diffamatorie per giustificare l'aggressione"

"È stato lo stesso avvocato Piero Longo a denunciare tempestivamente alla Procura della Repubblica di Padova le diffamatorie dichiarazioni che si erano apprese da indiscrezioni di stampa propalate da quegli stessi aggressori che, a dire del consulente tecnico medico Dr. Zancaner, avrebbero commesso proprio nei confronti dell'avvocato Longo un tentato omicidio con gravissimi danni fisici", lo afferma in una nota l'avvocato Niccolò Ghedini, difensore di Longo, come parte offesa nel procedimento per aggressione, in relazione alle notizie sull'indagine per violenza sessuale. "Aggressori che – sottolinea Ghedini – pur nella libertà della scelta della linea defensionale e che incredibilmente nonostante l'estrema gravità della condotta sono stati lasciati in libertà dall'Autorità Giudiziaria, stanno evidentemente tentando di giustificare atti di eccezionale violenza e pericolosità con dichiarazioni assurde ed inverosimili, sia per quanto concerne la ricostruzione dell'accaduto, sia in particolare per le asserite ragioni che li avrebbero determinati ad aggredire l'avvocato Longo in ora notturna all'interno della sua abitazione".

"Nessuno ha informato Longo"

Ghedini annuncia che le dichiarazioni "saranno oggetto di tutte le azioni giudiziarie del caso". "Stupisce comunque la notizia di una iscrizione, che nascerebbe da un asserito atto dovuto del tutto opinabile, considerato che, a quanto consta sempre da informazioni di stampa, l'allora minorenne non avrebbe minimamente confermato l'assunto. Il fatto che una notizia che dovrebbe essere coperta da un rigoroso segreto di indagine, sia stata resa nota alla stampa ancor prima che qualsiasi avviso formale sia stata comunicato all'avvocato Longo, è di assoluta gravità. Ed anche ciò sarà prontamente segnalato alle Autorità competenti. È comunque ovvio che tale infondata ipotesi accusatoria non potrà che sfociare in un proscioglimento per insussistenza del fatto. È altrettanto ovvio che saranno esperite tutte le opportune azioni giudiziarie nei confronti di tutti coloro che con qualsiasi mezzo diffonderanno tali diffamatorie notizie", conclude la nota.