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Violentata davanti al figlio di 4 anni dal muratore che le ristrutturava casa: condannato a 4 anni, pm ne chiedeva 10

La sentenza di condanna del tribunale di Biella nei confronti del muratore di 28 anni accusato di aver violentato una 46enne davanti al figlioletto di 4 anni della donna mentre le stava ristrutturando la casa nel giugno dello scorso anno.
A cura di Antonio Palma
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Immagine di repertorio
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Quattro anni e otto mesi di carcere, è questa la sentenza di condanna emessa in primo grado dal tribunale di Biella nei confronti del muratore egiziano di 28 anni accusato di aver violentato una 46enne davanti al figlioletto di quattro anni della donna mentre le stava ristrutturando la casa nel giugno dello scorso anno.

Una sentenza di condanna particolarmente mite, pur tenendo conto dello sconto di pena per il rito abbreviato chiesto dall'uomo. Lo stesso pm che rappresentava l'accusa, infatti, aveva chiesto al giudice una condanna a ben più pesanti dieci anni di reclusione. La giudice per le indagini preliminari però è stata di diverso avviso e ha condannato l'imputato a quattro anni e otto mesi di reclusione, comprensivi però dello sconto di un terzo di pena per il rito abbreviato che l'uomo aveva chiesto a inizio procedimento giudiziario a suo carico.

Sui motivi della decisione ovviamente bisognerà attendere ora il deposito delle motivazioni della sentenza. Le stesse che attenderanno anche gli avvocati difensori dell'uomo e della donna, che si era costituita parte civile nel processo, così come il PM titolare delle indagini per capire se fare ricorso in appello contro la sentenza di primo grado.

Il caso della 46enne milanese aveva fatto molto scalpore all'epoca dei fatti dopo che l'uomo venne arrestato dalla polizia a seguito di una fuga. Secondo quando ricostruito dalle indagini, la donna lo aveva assunto per ristrutturare un immobile che aveva da poco acquistato a Biella dopo averlo conosciuto tramite social. Lui pare avesse già tentato avance ma la donna già in quell'occasione avrebbe rifiutato ogni approccio. Il giorno dell'aggressione, il 7 giugno dello scorso anno, la vittima era arrivata al mattino nell'appartamento della cittadina piemontese col piccolo per controllare lo stato dei lavori accorgendosi di numerose mancanze.

A quel punto avrebbe redarguito il muratore innescando però la sua reazione brutale. La donna sarebbe stata sequestrata nella stessa casa chiusa a chiave e infine aggredita sessualmente davanti al figlioletto più volte e per diverse ore. Solo nel primo pomeriggio avrebbe convinto con uno stratagemma l'uomo ad uscire con lei per mangiare, facendogli credere di essersi innamorata e voler vivere insieme. Arrivati al bar del supermercato vicino, la donna era riuscita ad avvicinare le bariste e poi una guardia giurata facendo scattare l'allarme.

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