
La campagna elettorale del referendum sulla giustizia è ormai alle battute finali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di Pulp podcast, il programma condotto da Fedez e Mr. Marra, ha ribadito che quello del 22 e 23 marzo non sarà un voto su di lei. "Se tu oggi voti No solo per mandare a casa la Meloni e ti ritrovi che ti tieni sia la Meloni sia una giustizia che non funziona, non mi sembra un affarone", ha dichiarato.
Fratelli d’Italia ha chiuso la campagna referendaria con un evento al Palazzo dei Congressi dell’Eur, mentre le opposizioni incalzano sul caso Delmastro. La segretaria del Pd Elly Schlein ha chiesto alla premier di chiarire subito la sua posizione sul sottosegretario alla Giustizia per i suoi presunti legami societari con una famiglia legata al clan Senese. "Gli italiani hanno il diritto ad avere una presa di posizione chiara, ma non dopo il referendum. Meloni la smetta di difendere i suoi e cominci a difendere la dignità delle istituzioni", ha affermato. Il leader dei 5S, Giuseppe Conte, ha chiesto le dimissioni immediate di Delmastro.
La Lega annulla tutti gli impegni previsti per domani dopo la morte di Umberto Bossi
A seguito della scomparsa di Umberto Bossi, fondatore della Lega, da via Bellerio fanno sapere che tutti gli appuntamenti previsti per domani sono annullati. "L’intera comunità della Lega è profondamente scossa e addolorata per la scomparsa del fondatore Umberto Bossi e si stringe con affetto e commozione ai suoi familiari":
La Russa dice che la destra è sempre stata rispettosa dei giudici
"L'accusa che c'è chi è contro i magistrati mi colpisce pesantemente. La storia della destra, che è l'unica area che ha scelto di votare in un'occasione un magistrato come presidente della Repubblica che non fu eletto come Borsellino, era l'Msi", "chi la conosce sa che siamo tutt'altro che mangia giudici, siamo i più rispettosi nei confronti della magistratura, questo non ci impedisce di vedere che a fronte di una enorme maggioranza silenziosa di magistrati, che magari ha un motivo di colleganza e non si fa sentire anche per paura qualche volta, c'è una piccola quota di magistrati che fa prevalere il suo orientamento ideologico, culturale, politico e che interpreta il ruolo di magistrati non come pura osservanza della legge ma come interpretazione sotto i dettami di quella impostazione ideologica". Lo dice Ignazio La Russa, presidente del Senato, a Porta a porta, su Raiuno. "Lo dico a mia difesa: a me secca passare per uno che ce l'ha con i magistrati visto che li ho sempre rispettati e ne ho trovati anche molti di sinistra, anche di Magistratura democratica, ma ce n'è una parte che svia il discorso", aggiunge.
Valditara: "Procedimenti disciplinari contro le scuole che hanno violato la par condicio"
"Gli uffici scolastici regionali hanno accertato le segnalazioni che sono pervenute di una propaganda a senso unico nelle scuole. Non è assolutamente consentita una propaganda che voglia indottrinare i nostri giovani, non dimentichiamoci che la scuola deve insegnare lo spirito critico, il pluralismo e inoltre che le scuole sono pagate da tutti i contribuenti. Pertanto, laddove fossero state individuate delle violazioni di queste direttive che diedi a suo tempo con una circolare, verosimilmente gli uffici scolastici regionali avvieranno dei procedimenti disciplinari". Lo dice il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ospite del Tg4. E aggiunge: "Auspico che nelle ore di educazione civica si affrontino queste problematiche. Ma attenzione, non è consentito fare propaganda a favore di uno dei due quesiti"
Tajani: "Solidarietà a Diaco minacciato per aver detto che voterà Sì"
"Sono solidale con Pierluigi Diaco per le minacce e i gravi insulti, anche omofobi, che sta subendo soltanto per aver detto che voterà SÌ al referendum sulla giustizia. La libertà di espressione è l'essenza della democrazia, così come rispettare le opinioni altrui. Chi vota SÌ non deve aver paura di dirlo, anche questa è una forma di giustizia". Lo scrive il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. Da ieri il il conduttore Rai è destinatario di insulti e minacce dopo aver dichiarato la sua posizione a favore della riforma Nordio.
Schlein: "Con la riforma il pm finisce sotto il controllo del governo"
"Il giudice è già terzo nel nostro ordinamento. Però con questa riforma è il pubblico ministero che cambierebbe. Perché un Csm solo per pubblici ministeri rischia di far diventare la categoria molto più autoreferenziale, molto più slegata da una cultura giurisdizionale più complessa, più orientata alla ricerca della verità. Diventerebbe un super poliziotto, una specie di accusatore di professione, e in base a questo si valuterebbero per nominarsi tra di loro. E guardi, lo sa talmente bene anche Tajani, uno dei massimi sostenitori della riforma, che ha già detto che poi bisognerebbe togliere al pubblico ministero la disponibilità della polizia giudiziaria per fare le indagini. È così che il PM scivola sotto il controllo del governo". Lo dice la segretaria del Pd Elly Schlein a ‘Cinque minuti' su Raiuno.
Viminale: "Controlli incrociati per impedire il 'doppio voto'"
Circolare del Viminale per impedire il ‘doppio voto' al Referendum sulla giustizia di domenica e lunedì prossimi. Ad alcune categorie di elettori, che per ragioni di servizio si trovano lontani dal luogo di residenza, "viene data la possibilitàdi votare in sezioni diverse rispetto a quelle in cui sono iscritti. Per impedire i casi di ‘doppio voto', il Comune dove l'elettore ha votato comunica immediatamente al Comune di residenza l'esercizio del diritto di voto da parte dell'interessato, in modo che ciò possa essere annotato nelle liste della sezione di appartenenza". Novità di questa tornata referendaria è che il Viminale, rileva una nota, "per rafforzare il livello di attenzione e mettere in campo misure di prevenzione ancora più efficaci, con un'apposita circolare inviata ai prefetti ha chiesto che ciascun elettore, che voterà in una sezione diversa da quella di iscrizione, venga informato dello scambio di comunicazioni tra gli uffici dei due Comuni e delle sanzioni penali previste in caso di violazione del divieto di ‘doppio voto'".
Fratoianni: "Delmastro totalmente inadeguato, Meloni tace"
"La vicenda che riguarda il sottosegretario alla giustizia Delmastro e altri dirigenti di FdI che si mettono in affari con una diciottenne di una famiglia romana, i Caroccia, condannata per mafia è una vicenda inquietante e molto preoccupante" e "una toppa peggiore del buco" le argomentazioni con cui il sottosegretario prova a difendersi e "preoccupante anche il silenzio di Meloni". Lo afferma Nicola Fratoianni di Avs in un video che appare sui social con 5 domande a Delmastro e a Giorgia Meloni. "Prima questione: come fa il sottosegretario alla giustizia Delmastro – si chiede Fratoianni – a non sapere niente della famiglia Caroccia che è considerata e accusata di essere prestanome del potente boss Senese? Due: anche ammesso che Delmastro non sapesse nulla dei guai giudiziari della famiglia Caroccia, che però era già stata condannata in primo grado per mafia nel 2020, è possibile che non gli sia venuto nessun dubbio quando di fronte al notaio a firmare per la costituzione della società con la maggioranza delle quote si è presentata una ragazza di 18 anni? Tre: immagino che un sottosegretario alla giustizia abbia tutti gli strumenti per informarsi sulle persone che frequenta e sul loro passato, sui loro eventuali precedenti. E allora sorge spontanea una domanda: possibile che non si sia informato su coloro con cui doveva mettersi addirittura in società? Quattro: perché Delmastro non ha comunicato agli uffici della Camera dei Deputati di aver costituito questa società con delle quote di sua proprietà, come é obbligatorio per tutti i parlamentari della Repubblica? E perché ha fatto partecipare alla costituzione di questa società che doveva gestire dei ristoranti a Roma, molto lontano da Biella e dal Piemonte, importanti dirigenti piemontesi dei Fratelli d'Italia? Cinque: da quello che leggiamo dalle inchieste del Fatto Quotidiano e di Repubblica risulta che Meloni fosse a conoscenza di questa vicenda da quasi un mese, cioè da quando i Caroccia sono stati condannati in via definitiva per mafia. Perché non ha detto una parola? Hanno tentato di tenere nascosta questa brutta vicenda?". "Queste sono poche domande, ma credo utili per fare chiarezza su una vicenda così inquietante. A questo punto – conclude Fratoianni – le questioni sono solo due : o Delmastro e Meloni avevano qualcosa da nascondere oppure Delmastro è una persona totalmente irresponsabile e del tutto inadeguata a svolgere il ruolo che ricopre. E questo è un grande problema perché è un viceministro alla giustizia del nostro governo ed è anche anche un fedelissimo di Giorgia Meloni".
Conte: "Delmastro si deve dimettere"
Il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove "si deve assolutamente dimettere, dimissioni immediate". Lo ha detto oggi il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, durante un punto stampa a margine di un incontro sul referendum, in corso all'Università Statale di Milano. "È impensabile che un sottosegretario, un membro del governo, costituisca a fine 2024 una società che fa affari con la figlia appena diciottenne di un prestanome di un clan mafioso, tra l'altro temutissimo e potentissimo come quello dei Senese, nominandola amministratice" ha incalzato Conte. Il leader pentastellato ha poi rivolto un invito alla premier Giorgia Meloni e "se lei non dovesse rispondere a tutti i giornalisti che in queste ore la intervistano". "Come fa un Presidente del Consiglio a tenere ancora al suo posto un sottosegretario alla Giustizia che si è ritrovato a fare gli affari quando bastava semplicemente andare sul web per sapere chi era, chi aveva di fronte, con chi stava facendo affari, con chi stava costituendo quella società? È una cosa vergognosa". Conte ha poi aggiunto di star preparando "in queste ore la richiesta di revoca della sua nomina a sottosegretario" anche perché Delmastro "è già stato condannato, lo ricordiamo, in primo grado per violazione dei segreti di ufficio". "Il fatto che il presidente del Consiglio possa in queste ore parlare di tutto e non della mala politica, la dice lunga sul fatto che questa riforma serve soltanto a schermare i politici dalle inchieste, come i vari del Mastro e Santanchè" ha chiosato.
Bonelli: "Inarrestabile avanzata del no al referendum"
"Nel Paese c'è una inarrestabile avanzata del No perché c'è, anche, una inarrestabile indignazione degli italiani per quello che hanno ascoltato in questi giorni, in particolar modo dalla presidente del Consiglio, la quale ha detto che se vincerà il no verranno liberati stupratori e pedofili. Questo è indice di una grande debolezza". Lo ha dichiarato a Cosenza Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, a margine di un evento sulle ragioni del No al referendum. "Il vero progetto di questo referendum è avere pieni poteri e controllare la magistratura che, per noi, è un presidio di democrazia nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, tutto ciò che questo governo non sta facendo", ha proseguito. Secondo Bonelli "questa politica della paura sul referendum è un boomerang. Il governo ha avuto quattro anni di tempo per riformare la giustizia e non ha fatto nulla, lasciando gli uffici giudiziari abbandonati a sé stessi, non assumendo magistrati, uditori giudiziari, cancellieri, amministrativi, non digitalizzando e lasciando la Giustizia allo sfascio. L'unica preoccupazione è mettere le mani sulla magistratura".
Tajani riunisce i dirigenti di FI: "Usiamo tutti i mezzi disponibili"
"In questi ultimi due giorni di campagna elettorale è necessario utilizzare tutti i mezzi di comunicazione disponibili, incluse le Tv locali dove possono andare sindaci, assessori e dirigenti locali. Dobbiamo tutti condividere i molti validi contenuti che da settimane pubblichiamo sui vari profili social di Forza Italia. Inoltre, è necessario lavorare fino all'ultimo minuto utile tra la gente con gazebo e approfittando di ogni altra possibile occasione di incontro": così il Segretario nazionale azzurro, Antonio Tajani, quest'oggi in una riunione on line a cui hanno partecipato circa 500 tra dirigenti nazionali e locali di Forza Italia. Nel corso dell'incontro on line Antonio Tajani ha sottolineato anche l'importanza dei rappresentanti di lista, fondamentali per difendere il voto.
Salvini: "Meloni ha fatto bene ad andare da Fedez. Lui mi ha invitato, ci andrò in futuro"
Giorgia Meloni ospite di Fedez? "Ha fatto benissimo ad andarci ma non l'ho vista. Fedez mi ha invitato ad andare al suo podcast, se avrò modo ci andrò in futuro". Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un giorno da pecora, il vicepremier, ministro dei Trasporti e leader della Lega, Matteo Salvini.
Tajani chiede di votare per il sì al Congresso Snals: “Spegnete, è una mancanza di stile”
Interrotto il videomessaggio del vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante il XIII Congresso nazionale dello Snals-Confsal, a Roma, nel momento in cui il leader di Forza Italia ha iniziato a parlare del referendum e ha chiesto di votare per il sì. "Spegnete il videomessaggio del ministro, è una mancanza di stile", ha chiesto dal palco il presidente del congresso Snals Mario Bozzo. A intervenire, subito dopo, è stata la segretaria generale del sindacato, Elvira Serafini: "Non avevamo visto il video. Noi rappresentiamo un sindacato autonomo e nella nostra autonomia abbracciamo tutte le anime, da destra a sinistra. Lo dico e lo ribadisco: noi ci teniamo a quella ‘A' che si identifica autonoma. Ci confrontiamo, costruiamo dei percorsi nella nostra autonomia". Serafini ha poi invitato il pubblico "a calmare gli animi", dopo la disapprovazione per il contenuto del video da parte della platea. "È comunque un ministro della Repubblica italiana, ci piaccia o non ci piaccia lo ringraziamo per il suo mandato ma non per quello che ci è stato comunicato", ha aggiunto la segretaria generale dopo il proseguimento della contestazione da parte del pubblico.
Schlein: "Su Delmastro Meloni prenda posizione prima del referendum"
"Apprendiamo dalla stampa che Giorgia Meloni sarebbe a conoscenza dei fatti" che riguardano il sottosegretario Delmastro "addirittura da un mese. Gli italiani hanno il diritto ad avere una sua presa di posizione chiara, ma non dopo il referendum. La pretendiamo subito", ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.
Il pronostico di Salvini: "Il Sì vincerà con il 54%"
Un pronostico dell'esito del Referendum? "54% sì, 46% no". Cos' il segretario leghista Matteo Salvini a ‘Un giorno da pecora'. "Se vince il sì, dico Forza Inter? No. Sono disposto a rinunciare a un mesetto di primi piatti: dal 23 marzo al 23 aprile, è impegnativo", ha aggiunto.
Schlein: "Meloni da Fedez? Ognuno fa la campagna che vuole"
"Ognuno fa la campagna che ritiene di fare". Lo dice la segretaria Pd, Elly Schlein, quando le viene chiesto della partecipazione della premier Giorgia Meloni alla trasmissione di Fedez in vista del Referendum sulla giustizia mentre lei ha declinato l'invito.
Nordio: "Ma quale sorteggio truccato, la legge è chiara"
"Sono carte truccate quelle con le quali ci fanno queste obiezioni. La legge è chiarissima: per quanto riguarda la Corte disciplinare, il sorteggio avviene in un canestro di magistrati che abbiano almeno vent'anni di esperienza, c'è poi un piccolissimo gruppo di laici nominati dal parlamento: mentre oggi vi è una vera e propria interferenza politica perché i componenti del Csm vengono eletti sulla base dei rapporti di forza dei partiti, noi adottiamo invece il sorteggio e nella legge attuativa esporremo i criteri per comporre questo canestro". Lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un'intervista esclusiva all'Adnkronos replicando alle critiche sul meccanismo del sorteggio previsto dalla riforma.
Nordio ammette: "Errore la citazione sul Csm paramafioso"
"Non cambierei niente anche se probabilmente c'è stato qualche difetto di comunicazione". Lo afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio in un'intervista esclusiva all'Adnkronos riguardo alla campagna per il referendum. "Faccio un esempio: quando ho citato le parole di un pubblico ministero che aveva detto che il Consiglio superiore della magistratura adottava metodi para-mafiosi, quella frase è stata attribuita a me, invece io avevo semplicemento citato il pm, come peraltro risulta dalla stampa di quattro anni fa. Ecco, forse quell'errore di citarlo non lo rifarei", conclude riferendosi alla citazione del magistrato Nino Di Matteo.
Referendum, Meloni: "Molti più magistrati voteranno Sì di quanti lo dichiarano"
La premier Giorgia Meloni, intervenuta al ‘Pulp Podcast' con Fedez e Mr. Marra, ha detto che la riforma della giustizia "non è contro i magistrati", ma a favore di tutti: "Lei si è chiesto perché ci sono fior fiori di magistrati che stanno combattendo per il Sì con le unghie e con i denti? E perché io so che voteranno Sì molti più di quelli che lo dichiarano? Perché questa non è una riforma fatta contro i magistrati, è una riforma al contrario fatta per tutti i magistrati. Non solo per quelli inseriti in un certo sistema, ma anche per chi magari è stato mortificato e ha visto altri avanzare per logiche che non erano di merito". Secondo Meloni, la riforma valorizza le competenze e l'autonomia dei magistrati, superando favoritismi e sistemi interni che in passato hanno penalizzato il merito.
Referendum, Schlein: "Meloni da Fedez e io no? Ognuno fa campagna che ritiene"
La segretaria del Pd, Elly Schlein, intervistata da Rainews, ha chiarito il suo punto di vista sul referendum sulla giustizia e sulle strategie politiche del momento. Schlein ha spiegato che, se vincerà il Sì al referendum, il suo obiettivo rimane quello di costruire un'alternativa alla destra sui temi concreti degli italiani: "Non partiamo da zero", ha sottolineato, "in queste settimane la destra ha impostato alcune proposte unitarie della nostra coalizione progressista, come già fatto sul salario minimo. Alcune proposte a cui tengo, come il congedo paritario e gli interventi sulla sanità pubblica, non sono state discusse perché bloccate dalla destra". Riguardo alla partecipazione dei leader politici a eventi pubblici, Schlein ha precisato: "Ognuno fa la campagna che ritiene di fare", commentando la scelta della premier Meloni di partecipare al podcast di Fedez mentre lei ha declinato l'invito. Sul merito della riforma della giustizia oggetto del referendum, Schlein ha ribadito la sua contrarietà: "Questa riforma non migliora la giustizia per i cittadini italiani, non interviene sui problemi reali e rischia di spaccare il Consiglio superiore della magistratura. Oggi abbiamo un Csm elettivo e autorevole, domani rischiamo un Csm più debole e politicizzato". Poi, la leader dem ha criticato anche altre riforme che, secondo lei, accentuano i poteri del governo e delegittimano il Parlamento: "Il premierato accentra il potere nelle mani di chi governa e si devono fermare per proteggere gli equilibri istituzionali e i poteri del Capo dello Stato".
Referendum: 1.535 fuorisede voteranno a Torino grazie ad Avs
Al Referendum sulla riforma della giustizia, 1.535 cittadini fuorisede potranno votare a Torino grazie all'impegno di Alleanza Verdi Sinistra. A comunicarlo sono il vicecapogruppo di Avs alla Camera, Marco Grimaldi, la capogruppo Avs in Regione Piemonte, Alice Ravinale, e la capogruppo di Sinistra Ecologista al Comune di Torino, Sara Diena: "Ieri mattina tutte le deleghe dei rappresentanti di lista raccolte nelle settimane scorse sono state consegnate e accettate dalla segretaria generale del Comune", hanno spiegato, "questo permetterà a cittadini che vivono fuori dal loro Comune di esercitare il diritto di voto. In Piemonte sono quasi 1.800, mentre a livello nazionale superano gli 11mila. È evidente che l'esecutivo teme un esito negativo del referendum e ha provato a tagliare fuori dal voto chi vive lontano dalla propria città per studio, lavoro o cura", hanno poi aggiunto, "siamo orgogliosi di aver restituito loro questo diritto e chiuderemo la campagna domani in piazza Santa Giulia insieme a Nicola Fratoianni, Benedetta Scuderi e Rita Sanlorenzo".
Referendum, Meloni ospite a Pulp: "Scarseggiano argomenti contro la riforma, si grida a deriva illiberale"
"Separando le carriere, si supera il rischio di condizionamento dei magistrati. Vuol dire che, come prevede la Costituzione, di cui gli altri si dicono grandissimi custodi, ma non mi pare lo siano così tanto, si rafforza il giudice, che deve essere terzo e imparziale" ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del ‘Pulp Podcast' con Fedez e Mr. Marra, spiegando le ragioni del Sì al referendum sulla riforma della giustizia. "La cosa che mi colpisce", ha aggiunto, "è che, poiché gli argomenti contro questa riforma di assoluto buon senso scarseggiano, si grida subito a una presunta ‘deriva illiberale' o a un attentato alla Costituzione. Dopodiché, ti guardi intorno e scopri che in Europa ci sono almeno 21 Paesi su 27 dell'Unione europea in cui è prevista la separazione delle carriere". Meloni ha poi sottolineato la contraddizione delle critiche: "Allora non capisco più: una vita mi hanno detto che dovevo avvicinarmi all'Europa perché non ero abbastanza europeista. Ora, che sono europeista, mi accusano di favorire una deriva illiberale. Non ho capito: sono tutti illiberali in Europa o siamo noi che siamo rimasti indietro? Io penso che siamo noi che siamo rimasti indietro e che è ora di andare avanti".
Referendum, Ferro: "La riforma della giustizia riguarda soprattutto il cittadino"
"Uno Stato è più forte con una giustizia che funziona e crediamo che questa riforma completi il percorso avviato in passato con la riforma Vassalli e con l'inserimento in Costituzione del principio del giusto processo". Lo ha affermato Wanda Ferro, sottosegretaria all'Interno per Fratelli d'Italia, intervenendo a un dibattito all'Università di Catanzaro in vista del Referendum sulla riforma della giustizia. Secondo Ferro, "è necessario votare leggendo attentamente la riforma, con consapevolezza, senza farsi condizionare da slogan o dal senso di paura non basato sul contenuto della proposta ma su ipotesi fantasiose. Basta slogan: vogliamo una giustizia terza e imparziale". La sottosegretaria ha poi aggiunto che "questa riforma non riguarda solo magistrati, avvocati o addetti ai lavori, ma il singolo cittadino, perché la magistratura può incidere su economia, finanza, famiglia e libertà personale".
Referendum, Grosso: "La riforma della giustizia non riduce gli errori dei magistrati"
Il presidente del Comitato per il No al Referendum, Enrico Grosso, durante il confronto del Corriere della Sera sulle ragioni del Sì e del No, ha spiegato che la riforma costituzionale non incide sugli errori giudiziari: "Gli errori sono fisiologici e nella gran parte dei casi non sono colpa di nessuno. In Italia gli errori giudiziari sono minori rispetto ad altri Paesi, ma una piccola parte rimarrà, così come rimarranno le riparazioni per ingiusta detenzione. Il sorteggio non aumenta la protezione né elimina i comportamenti clientelari, ma toglie trasparenza". Grosso ha poi sottolineato che "ci sono decine di casi di persone ingiustamente detenute perché il processo ha seguito il suo corso, non per colpa del magistrato. Il meccanismo dell’ingiusta detenzione funziona bene; l'alternativa sarebbe abolire la custodia cautelare, ma i cittadini non ne sarebbero contenti". Riguardo alle sanzioni disciplinari, Grosso ha detto: "Sono già pesanti: metà dei processi disciplinari si conclude con una condanna. Non serve una riforma costituzionale, perché il Parlamento può aumentare le sanzioni tramite legislazione ordinaria. La censura preclude incarichi direttivi, riduce stipendio e progressioni di carriera, ma queste misure possono essere gestite senza toccare la Costituzione. Perché, allora, mettere mano all’assetto costituzionale per poche disfunzioni che già oggi hanno strumenti di correzione?"
Referendum, Meloni: "Ho cominciato a fare politica dopo la morte di Borsellino, mi sarebbe piaciuto un dialogo sulla riforma"
Giorgia Meloni, ospite di Pulp Podcast insieme a Fedez e Mr. Marra, raccontando il suo percorso politico, ha dichiarato "io ho cominciato a fare politica quando hanno ammazzato Paolo Borsellino. Si figuri come la penso sui giudici. Mi avrebbe fatto piacere poter avere un dialogo serio sull'interesse della nazione, ma per i dialoghi ci vogliono sempre due".
Referendum, Mantovano: "La Costituzione non è un pezzo da museo, voto sì per efficienza magistrati"
Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, interviene al dibattito del Corriere della Sera sul Referendum per la riforma della giustizia: "Dico di votare sì per rispettare pienamente la Costituzione, che non è un oggetto da museo. I padri costituenti hanno previsto procedure per modificarla, rendendola sempre più adeguata alle esigenze di modernizzazione e cambiamento della società", ha spiegato Mantovano. Secondo il sottosegretario, "questa riforma merita il sì perché rispetta lo spirito e la lettera della Costituzione e dei magistrati che aspettano questo cambiamento fondamentale, che darà loro la possibilità di essere più efficienti e di non essere scavalcati da chi è protetto dalle correnti".
Referendum, Usigrai: "La Rai non può diventare cassa di risonanza per posizioni di parte"
L'Esecutivo Usigrai interviene a pochi giorni dal voto sul Referendum sulla giustizia, sottolineando il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo: "Il Servizio Pubblico non può essere usato come cassa di risonanza per posizioni di parte. Assistiamo ancora una volta alla messa in onda di interviste o programmi che non analizzano nel dettaglio gli elementi di una riforma", scrivono in una nota. "Compito della Rai è spiegare ai cittadini cosa succede, non orientare il voto. Non ci stancheremo mai di ribadire che una Rai davvero indipendente è una Rai che sa porre le domande, anche quelle più scomode, senza alcun tipo di sudditanza", conclude Usigrai.
Referendum, Meloni ospite a Pulp: "Riforma giustizia non riguarda la politica ma incide sui cittadini Roma"
"Ho tentato e continuo a tentare di stare nel merito nel dibattito" sul referendum sulla riforma della giustizia "perché ciò su cui noi stiamo votando il 22 e 23 marzo prossimi non riguarda la politica, ma incide sui cittadini e sullo stato della giustizia che si ritrovano in questa nazione". Lo ha detto Giorgia Meloni, ospite a "Pulp podcast", il programma on demand di Fedez e Mr. Marra.
Referendum, Grosso: "Separazione delle carriere non garantisce l'imputato"
Enrico Enrico Grosso, presidente del Comitato per il No, ha criticato la riforma che introduce la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri. Grosso ha infatti spiegato a CorriereTv che un pm completamente separato, culturalmente distinto dal giudice, rischia di perdere la "vicinanza all'idea comune di giustizia" necessaria per svolgere correttamente il proprio ruolo: "Non vorrei mai vivere in un Paese come gli Stati Uniti, dove i pubblici ministeri sono solo accusatori senza attenzione alle garanzie degli imputati", ha poi aggiunto, ribadendo la contrarietà al Sì al referendum.
Iran, Meloni: "Tutti gli scenari sono poco rassicuranti, evidente crisi del diritto internazionale"
Nel corso del Pulp Podcast con Fedez e Mr. Marra, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha detto: "Stiamo vivendo una evidente crisi del diritto internazionale, con decisioni unilaterali che si moltiplicano. Viviamo in un mondo in cui bisogna scegliere tra scenari tutti poco rassicuranti". Sull'accordo nucleare con Teheran, Meloni ha poi precisato: "Io non ho elementi per confermare o confutare quanto sostengono gli americani sull'Iran. Per questo continuiamo a perseguire la strada di tentare di chiudere un accordo per verificare se l'Iran accetta di utilizzare l'uranio solo a scopi civili e non militari". E incalzata su possibili tensioni o conflitti, ha aggiunto: "Qui il punto non è se ti piace la guerra o la pace, ma come gestire responsabilmente scenari così complessi".
Iran, Meloni ospite a Pulp: "Non ho elementi certi sulle tesi Usa, ma puntiamo a chiudere un accordo con Teheran"
Intervenendo al Pulp Podcast di Fedez e Mr. Marra, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato "le difficoltà" nella trattativa internazionale con l'Iran: "Il punto è che io, non essendo stata al tavolo delle negoziazioni, non ho elementi certi né per confermare né per confutare quanto sostengono gli americani sulla presunta impossibilità di chiudere un accordo con l'Iran. Quello che posso dire è che, secondo me, l'unica strada ragionevole tra gli scenari possibili è tentare di chiudere un accordo per cui l'Iran accetti di utilizzare l'uranio esclusivamente a scopi civili, e non militari. Non posso affermare con certezza se ad oggi queste condizioni siano ancora valide, ma è evidente che è questo l'obiettivo che stiamo perseguendo insieme ai nostri partner internazionali, con l’intento di garantire la massima sicurezza e stabilità nella regione".