La pandemia di coronavirus ha costretto moltissime persone all'isolamento. Specialmente tra le fasce più fragili, in primis gli anziani. E così la casa di cura Domenico Sartor, a Castelfranco Veneto in provincia di Treviso, ha messo a punto un sistema affinché i suoi ospiti si possano incontrare con i propri cari, permettendo alle famiglie di riabbracciarsi in tutta sicurezza. Nella Rsa è stata costruita una "Stanza degli abbracci" che consente un contatto tra gli anziani e i loro parenti attraverso un telo di plastica. Le persone rimangono quindi separate e non c'è il rischio di contagio: nel pieno rispetto delle norme sanitarie è però possibile vedere e toccare, anche se attraverso una tenda plastificata, un familiare che magari non si vedeva da diverse settimane.

Uno degli aspetti più tragici dell'emergenza Covid è stata infatti la solitudine in cui si sono ritrovati i pazienti. Sono molti i malati che sono stati ricoverati e non hanno più rivisto i propri cari. Tante le famiglie separate per settimane, o addirittura mesi, senza la possibilità di vedersi e scambiare qualche parole. Figuriamoci toccarsi.

Proprio perché questo non accada, la struttura di Castelfranco Veneto si è messa al lavoro per garantire uno spazio sicuro agli anziani ospiti e ai loro figli e nipoti. La direttrice della struttura, Elisabetta Barbato, ha sottolineato come in un momento come questo sia necessario “poter garantire nuovamente un contatto fisico”, ritenuto “fondamentale, dato che niente è più confortevole di un abbraccio: è un gesto empatico,  aumenta l’autostima, dà energia e permette al nostro organismo il rilascio di endorfine e di ossitocina”. E ha aggiunto: "Noi abbiamo sempre ricercato il benessere fisico, mentale ed emotivo dei nostri ospiti e questa struttura rientra in un macroprogetto più ampio, che vede un nuovo approccio multidisciplinare sviluppato insieme all’Università di Padova".