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Uomo cade nel Canal Grande a Venezia e muore, indagini su dinamica dell’incidente e per identificare la vittima

Un uomo senza fissa dimora di circa 50 anni è morto dopo essere finito nel Canal Grande davanti alla stazione Santa Lucia, a Venezia. Indagini in corso per identificare il corpo, al lavoro la Polizia Scientifica. Si ipotizza una caduta o un malore improvviso, mentre sarebbe escluso il coinvolgimento di terzi.
A cura di Eleonora Panseri
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Polizia a Venezia – immagine di repertorio.
Polizia a Venezia – immagine di repertorio.

Dramma a Venezia, nella mattinata di oggi, domenica 26 aprile, dove un uomo è caduto in acqua nel Canal Grande ed è morto sulla riva del piazzale della stazione ferroviaria di Santa Lucia. La vittima è una persona senza fissa dimora di origini serbe, avrebbe circa 50 anni.

L'uomo, secondo quanto è stato ricostruito, era seduto di fronte alla laguna tra il ponte di Calatrava e il terminal lagunare dei treni, davanti al palazzo della Regione. In base ai primi accertamenti, sarebbe scivolato o precipitato dopo essersi sentito male improvvisamente. Non ci sono stati per lui margini di salvataggio dal punto di vista sanitario.

Gli agenti della Polizia Ferroviaria e i colleghi della Polizia Locale di Venezia hanno provveduto a portarlo fuori dall'acqua: constatato il decesso dal medico dell'ospedale, il corpo senza vita adagiato in riva è stato coperto e sono iniziate le operazioni di identificazione.

Alcuni veneziani hanno riferito di averlo visto altre volte aggirarsi per la stazione e spesso sedersi proprio davanti alla riva a osservare le acque del Canal Grande. Fuori dai radar delle forze dell'ordine, non risulta aver mai avuto problemi con la giustizia. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Scientifica per i rilievi del caso.

Sulla scena, di passaggio, si è fermata anche la consigliera di Municipalità di Venezia, Monica Poli, che si è informata subito riguardo all'accaduto. Tutte le indagini per accertare la precisa identità dell'uomo sono adesso a cura della Polizia Scientifica della Questura di Venezia, che ha eseguito i primi esami e rilevato le impronte della salma.

Trattandosi di una persona senza fissa dimora e senza documenti con sé, i reperti raccolti dai poliziotti della Scientifica verranno inseriti all'interno del "Automated fingerprint identification system" (Afis) della Polizia di Stato, un sistema informatico utilizzato dagli agenti per memorizzare, cercare e confrontare rapidamente le impronte digitali e palmari delle persone.

Come anticipato, le circostanze della morte non sono ancora chiare: sul tavolo di chi sta indagando restano diverse ipotesi, dalla caduta accidentale alla possibilità di un gesto volontario o di un malore. Sarebbe invece escluso il coinvolgimento di terzi.

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