Quando mercoledì Mattia Landra, apicoltore piemontese di 33 anni, è andato a controllare le sue arnie si è visto crollare all'improvviso il mondo addosso: davanti ai suoi occhi infatti si è parata una scena terribile, con decine e decine di "casette" distrutte e milioni di api morte o fuggite proprio nella stagione della fioritura dell'acacia. Un disastro che – se fosse stato causato da eventi atmosferici avversi – sarebbe stato grave ma accettabile come si accetta una fatalità imprevedibile. Il problema è però che non è stata colpa di vento e grandine bensì di un piccolo gruppo di vandali ancora non identificati.

Mercoledì Mattia, che con il fratello maggiore Daniele  lavora nell’agriturismo di famiglia ‘Al Chersogno' a San Michele di Prazzo (Cuneo), ha pubblicato un video su Facebook per documentare la devastazione. Intervistato da Targato Cn ha poi aggiunto.

"Le gelate di inizio aprile hanno bloccato la fioritura dell'acacia. Ma io non ho problemi a spostarmi e ho portato le api nei tre comuni dove l'acacia si è salvata, nel Canavese: a Caluso, Mazzè e Candia Canavese. Qui è successo il fatto. Io ho dei sospetti su chi sia stato, non è una bravata di qualche ragazzino. Comunque ho sporto denuncia, anche se servirà a poco. Ora ho perso tutto il raccolto dell'acacia e, non avendo più api, anche quello del castagno, che avrei ottenuto qui in valle Maira a inizio giugno. Dal punto di vista economico è un disastro, ma lo è anche dal punto di vista emotivo, perché chi ha fatto un gesto così orribile non ha principi. Le api, poi, sono preziosissime per l'ecosistema. Come si fa a fare del male a questi esseri? Io ho subito un danno, ma in realtà lo ha subito l'ambiente. Ho davvero male al cuore".

Mattia  ha trovato la forza per reagire e ha chiesto aiuto aprendo una sottoscrizione su gofundme. E ha fatto bene: in meno di 24 ore ha raccolti 15 mila euro, con le donazioni che però stanno continuando ad arrivare ed ora superano i 54 mila euro. "Un risultato straordinario – spiega sorpreso l’apicoltore titolare dell’azienda di miele biologico “Jal Vert”-. Non immaginavo così tanta solidarietà e vicinanza. Ho ricevuto telefonate da tutta Italia che mi hanno assicurato un aiuto per la ripartenza. Ringrazio tutti di cuore, non so più cosa pensare di questo mondo". Il sospetto, più che fondato, è che a distruggere le sue settanta arnie siano stati altri apicoltori della zona che non gradivano la sua "invasione di campo".