Mohammed Cherkaoui, cittadino italiano, è scomparso il 29 settembre 2009 a Sarzana, in circostanze allarmanti. Operaio edile, quando ha fatto perdere le sue tracce si stava recando a un appuntamento con il suo ex datore di lavoro per riscuotere una domma di denaro, circa 9000 euro tra arretrati e liquidazione. Da quel momento, come racconta la moglie, è sparito per sempre.  Il suo cellulare era rimasto accesso fino all'indomani. Un mese dopo, la moglie Zobida ha trovato un biglietto sotto la cassetta della posta con scritto “E’ finita tuo marito è…”.

Nel mirino l'ex datore di lavoro

Su istanza della famiglia la Procura ha aperto un'inchiesta per omicidio, iscrivendo poi nel registro degli indagati, nel 2013, Pierluigi Destri, l'ex datore di lavoro con cui Cherkaoui doveva incontrarsi. Destri, poi arrestato e condannato per il sequestro dell'imprenditore Andrea Calevo, sequestrato il 16 dicembre 2012 a Lerici e tenuto prigioniero nella cantina della villetta di Pierlugi Destri a Sarzana. Destri, tuttavia, ha sempre dichiarato di aver dovuto incontrare il suo ex dipendente per accompagnarlo alla stazione di La Spezia e non per saldare il suo debito.

La moglie: "È morto, vogliamo la verità"

Contro di lui la testimonianza della moglie della presunta vittima,  Zobida Sedki che ha sempre assicurato che suo marito le aveva detto di essere diretto quell'appuntamento per riscuotere il denaro che gli era dovuto. Dopo 12 anni è stata aperta la procedura per la dichiarazione di morte presunta. La famiglia e in particolare la moglie, Zobida Sedki, assistita dall’avvocato Massimo Lombardi, è convinta che non si sia trattato di un allontanamento volontario e coerentemente con l'indagine che è in corso, ha chiesto che venga riconosciuta la sua morte.