16 Marzo 2012
13:51

Ustica, nessun risarcimento ai parenti delle vittime

La corte d’appello ha sospeso l’efficacia della esecutività della sentenza di primo grado che aveva stabilito un maxi risarcimento per le famiglie delle vittime della strage di Ustica.
A cura di Susanna Picone

Lo scorso settembre la sentenza di primo grado del Tribunale di Palermo aveva condannato i ministeri della Difesa e dei Trasporti a versare un maxi risarcimento di oltre cento milioni alle famiglie delle vittime della strage di Ustica, quel disastro aereo del 27 giugno del 1980 che segnò la morte di 81 persone. Ora, la prima sezione civile della Corte d’appello di Palermo, sciogliendo la riserva, ha sospeso l’esecutività di quella sentenza bloccando i risarcimenti alle famiglie, almeno fino al 2015. La Corte, presieduta da Rocco Camerata Scovazzo, ha deciso, infatti, l’interruzione dei risarcimenti fissati in precedenza dal Tribunale motivando la decisione e spiegando che sarà il processo d’appello a stabilire se sussistano i presupposti per un risarcimento e, nel caso, bisognerà poi definirne l’ammontare. La decisione, che certamente è destinata a scatenare l’indignazione e le polemiche dei familiari delle vittime, rimanda il processo d’appello al 15 aprile del 2015, quando dalla strage di Ustica saranno trascorsi ben 35 anni.

Le motivazioni della sentenza dei giudici – I giudici hanno accolto la richiesta presentata dall’avvocatura dello Stato per conto dei ministeri della Difesa e dei Trasporti condannati a pagare e hanno sottolineato che, tra i gravi motivi che giustificano la sospensione della sentenza, va considerato il “grave danno che il debitore potrebbe ricevere dall’adempimento a fronte peraltro di un’impugnazione che non evidenzia profili di evidente infondatezza”.  I ministeri che erano stati condannati a risarcire le famiglie erano stati ritenuti responsabili di non aver garantito la sicurezza del volo e di aver negato ai parenti delle vittime il diretto alla verità sulla strage. Una verità che ancora non c’è e che sarà dunque ricercata durante il processo d’appello: secondo la difesa fu un missile, probabilmente francese, ad abbattere il volo Dc9 Italiva partito da Bologna e diretto a Palermo.

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