MELROSE (FLORIDA) – Lo scorso 26 agosto un trentenne americano, Mark Wilson Jr., ha ucciso a martellate i nipoti adolescenti della compagna, Robert e Tayten Baker, di 12 e 14 anni. L’uomo era stato invitato per una cena casalinga dai genitori dei ragazzi, che volevano presentare ai figli il nuovo fidanzato della zia. Dopo la serata Wilson era rimasto a dormire a casa della famiglia. E, proprio durante la notte, sarebbe avvenuto il brutale omicidio. Il trentenne, entrato silenziosamente nella camera dei ragazzi, li avrebbe uccisi con svariati colpi di martello. Secondo le ricostruzioni della Polizia di Putman County, l’uomo si sarebbe poi ulteriormente accanito sui corpi senza vita, infliggendogli delle coltellate. In seguito all’omicidio, avrebbe lasciato l’abitazione senza che nessuno se ne accorgesse.

Solo la mattina seguente i cadaveri dei piccoli sono stati trovati dai genitori, che hanno immediatamente allertato la polizia. La ricerca del presunto assassino è durata fino alla notte del 27 agosto, quando è stato rintracciato a casa della madre e arrestato.  Il Tribunale della Florida ha emanato nei suoi confronti l’accusa di omicidio di primo grado. Wilson, che, secondo le indagini, era sotto effetto di metanfetamine al momento del presunto omicidio, ha un passato di arresti per droga e violazione di proprietà privata, ma la sua fedina penale non si era mai macchiata di crimini violenti. Intanto, la polizia sta ancora investigando su possibili complici dell'omicidio. "Lavoro nel sistema di giustizia penale dal 1980 e questo è uno degli omicidi più brutali di cui mi sia mai occupato", ha commentato in una conferenza stampa l'avvocato R.J. Larizza, che sta attualmente lavorando sul caso di Melrose.