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Ritrovate le sorelle scomparse in Abruzzo

Sorelle di 12 e 16 anni ritrovate a Formia, l’avvocato della madre in carcere rimette il mandato difensivo

L’avvocato della mamma delle sorelle di 16 e 12 anni scomparse da una casa famiglia e poi ritrovate a Formia, ha rimesso il mandato difensivo per la donna oggi in carcere insieme al nonno e al compagno.
Alisya e Sarah, le sorelle ritrovate a Formia
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L'avvocato di Valentina D'Acunto, la mamma delle due sorelle scomparse a Civitella Alfedena e poi ritrovate a Formia, dove erano nascoste a casa di una parente della donna, ha rimesso il mandato difensivo. Il legale Giuseppe D'Amici ha rinunciato alla difesa della donna, finita in carcere insieme al compagno e il nonno con l'accusa di aver sequestrato le due sorelline di 16 e 12 anni scomparse per due settimane dalla casa famiglia dove vivevano.

In una nota, l'ex legale della donna ha sottolineato che la decisione è maturata in seguito a "sopraggiunti motivi personali e professionali" che rendono impossibile il prosieguo dell'assistenza legale nel rispetto della deontologia professionale.

Secondo gli investigatori, l'allontanamento delle due sorelle dalla casa famiglia sarebbe stato programmato dalla madre delle minori che aveva fornito loro un cellulare con una scheda intestata a un cittadino pachistano. Il telefono era stato nascosto nel cartone di un pandoro e veniva utilizzato per comunicare con la donna. Una videochiamata tra le ragazzine e D'Acunto ha fatto scattare il blitz dei carabinieri, che hanno eseguito il decreto di fermo per il concreto pericolo di fuga dei protagonisti di questa vicenda. Al momento del ritrovamento, le due minori avrebbero manifestato il proprio dispiacere, sottolineando di voler stare con la madre.

I prossimi passi ora per le due ragazzine riguardano il rapporto con il padre, da ricostruire passo passo. In seguito a una separazione burrascosa, a entrambi i genitori era stata tolta la potestà sulle due sorelle. Recentemente, il papà delle due adolescenti è stato reputato in grado di ricoprire il ruolo genitoriale ed è in questo contesto, secondo quanto ipotizzato dagli investigatori, che è maturata la decisione di D'Acunto di organizzare la fuga dalla casa famiglia.

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