Uccise la figlia 13enne, Monica Vinci assolta per totale vizio di mente: disposto ricovero in Rems
È stata assolta Monica Vinci, la donna di 54 anni che il 18 febbraio 2023 uccise con una trentina di coltellate la figlia 13enne nell'abitazione di famiglia a Silì, nell'Oristanese, dove subito dopo tentò di togliersi la vita lanciandosi da una finestra del piano superiore.
La Corte d'assise di Cagliari ha giudicato la donna non punibile per totale vizio di mente. Monica Vinci dovrà restare ricoverata in una residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza, la cosiddetta Rems, per un periodo di almeno 20 anni.
I giudici hanno di fatto accolto la tesi della difesa che aveva sempre sostenuto la gravità dei problemi psichici dell'imputata. Tesi contrapposta a quella della pubblica accusa che sosteneva, invece, una residua capacità di discernimento in Vinci. In aula le due posizioni erano state supportate da perizie di affermati esperti, chiamati a pronunciarsi sulla drammatica vicenda.
In aula, ad ascoltare la lettura del dispositivo, erano presenti il padre della 13enne con i familiari. Soddisfazione per la sentenza è stata espressa da Gianluca Aste, avvocato della difesa.
Secondo le ricostruzioni investigative, il 18 febbraio 2023 la 54enne, da tempo in una condizione di forte disagio psichico, aveva colpito la figlia con numerose coltellate nella loro abitazione e tentato il suicidio.
Stando a quanto era emerso dall’autopsia sul corpo della 13enne, la ragazzina era morta per emorragia a causa delle ferite e delle lesioni riportate agli organi vitali. La vittima era stata colpita con una trentina di fendenti, una decina delle ferite erano da difesa.
A scoprire il corpo era stato Piero, il padre dell'adolescente, accorso dopo essere stato avvertito da alcune persone e dopo aver suonato invano il campanello.
L’ex moglie, dalla quale l'uomo si era separato da tempo, aveva colpito all’addome la figlia con un coltellino svizzero, bloccandole anche le mani con il filo di un caricabatterie per evitare che reagisse.