Antonello da Messina, il furto in pochi minuti: le sbarre della recinzione piegate e la porta forzata dai ladri

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Proseguono le indagini per ritrovare le opere di Antonello da Messina trafugate da una banda di ladri nella serata di Ferragosto. Secondo quanto ricostruito, i malviventi si sarebbero introdotti nel museo piegando le sbarre esterne della recinzione e forzando una porta laterale. Il colpo sarebbe durato pochi minuti.

Potrebbe aver agito su commissione la banda di ladri che nella serata di ieri, sabato 15 agosto, si è introdotta nel Museo Regionale Interdisciplinare di Messina e ha sottratto alcune tavole del prezioso Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e una tavoletta bifronte, dello stesso pittore, raffigurante Madonna e Cristo in pietà.

Il furto è stato paragonato, per importanza delle opere, impatto sull'immaginario e l'incredibile facilità con cui sembra essere stato messo a segno, a quello della Natività di Caravaggio, trafugata a Palermo tra il 17 e il 18 ottobre del 1969 e mai ritrovata.

La porta forzata e le sbarre piegate durante la processione della ‘Vara': il colpo durato 2-3 minuti

I malviventi, tre o quattro, con il volto coperto da caschi, si sono introdotti nel museo mentre in città sfilava la Vara, il carro della Madonna dell'Assunta, invocata quest'anno anche per i morti del crollo alla Pistunina.

Sono quindi riusciti a smontare il Polittico e portarne via due tavole, lasciandone altre due davanti all'edificio, e a trafugare la tavoletta bifronte. Un furto non semplice, hanno spiegato gli investigatori che stanno indagando sul caso, perché si tratta di opere su tavola, dunque non avvolgibili.

L'allarme sarebbe scattato intorno alle 21, quando al 112 è arrivata la telefonata di un cittadino che ha segnalato la presenza delle tavole sul viale Annunziata nei pressi del museo.

Immediatamente sono scattate le indagini della Polizia che sta passando al vaglio le immagini dei sistemi di videosorveglianza e ha interrogato i quattro custodi presenti al momento del furto. Stando a una prima ricostruzione, la banda di ladri avrebbe agito in un lasso di tempo fra 2 e 3 minuti.

Per entrare nel giardino del museo, i ladri potrebbero essere passati attraverso le grate del lato che sporge sul viale Annunziata. Due delle sbarre che recintato l'area del museo sono state trovate leggermente piegate, come per consentire il passaggio. Poi per entrare nel museo potrebbero aver forzato una porta laterale.

Allarme e telecamere hanno funzionato, la Polizia indaga sul mancato intervento dei custodi

Il sistema d'allarme e quello di video-sorveglianza, come hanno confermato i vertici del museo e appurato dagli inquirenti, hanno perfettamente funzionato. Ora la Polizia sta cercando di chiarire perché sia stato così facile trafugare opere così preziose senza alcun ostacolo e come mai nessuno sia intervenuto.

L'allarme sarebbe scattato quando la banda ha forzato l'ingresso e rotto i vetri delle teche che custodivano le tavole. In quell'istante nella struttura sarebbero stati presenti quattro custodi e le telecamere di video-sorveglianza avrebbero ripreso ogni fase del furto.

L'ipotesi del furto su commissione per un mercante d'arte, in corso la ricerca delle opere

Chi indaga sta lavorando su diverse piste d'indagine, alla quale collaborano anche i Carabinieri del nucleo tutela patrimonio. Si segue soprattutto, come anticipato, quella del furto su commissione da parte di qualche mercante d'arte.

Subito dopo avere scoperto il furto, la Polizia, già nella serata di ieri, ha effettuato posti di blocco agli imbarcaderi per la Calabria, ma finora i controlli non avrebbero dato alcun esito. Non si sa dunque se la banda sia riuscita a lasciare la Sicilia o se i capolavori trafugati siano ancora nell'isola, nascosti da qualche parte.

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