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“Tra un anno ci rideremo sopra”: le chat di Franco Vacchina dopo lo schianto in cui morì Matilde Baldi

“Tra un anno ci rideremo sopra”, “Conosci il prefetto di Asti?” e ancora “Come fai a credere che stessi facendo una gara?”. Sono alcuni dei messaggi contenuti nelle chat di Franco Vacchina, agli atti dell’inchiesta sullo schianto dell’11 dicembre 2025 sulla Asti-Cuneo in cui morì Matilde Baldi. Le conversazioni, pubblicate da La Stampa, evidenziano cosa è accaduto nei giorni successivi all’incidente mentre la giovane era ancora ricoverata in ospedale. Sarebbe morta il 16 dicembre.
Matilde Baldi – Franco Vacchina
Matilde Baldi – Franco Vacchina

Nei giorni in cui Matilde Baldi lottava tra la vita e la morte in un letto d'ospedale, dopo il drammatico incidente dell'11 dicembre 2025 sulla Asti-Cuneo, nelle chat di Franco Vacchina si parlava soprattutto di altro. Della Porsche distrutta ("l'incidente di giovedì che ho distrutto la Gt3 nuova") dei contatti da cercare ("Conosci il prefetto di Asti, hai filo diretto?") e delle accuse da respingere ("Come fai a credere che stessi facendo una gara, alle 20.15, con il traffico a palla?").

Sono i messaggi acquisiti agli atti dell'inchiesta e pubblicati da La Stampa a restituire uno spaccato delle ore e dei giorni successivi allo schianto costato la vita alla giovane. Matilde viaggiava sulla Fiat 500 guidata dalla madre quando l'auto venne tamponata. Ricoverata in condizioni disperate, sarebbe morta cinque giorni dopo, il 16 dicembre.

Per quella vicenda Franco Vacchina, commerciante di pneumatici, è indagato insieme a un secondo uomo. Al termine delle indagini preliminari è stato posto agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio stradale e di aver tentato di inquinare le prove. Secondo la Procura di Asti, la sera dell'incidente due Porsche stavano percorrendo l'autostrada a velocità superiori ai 200 km/h, impegnate in una gara culminata nel terribile tamponamento della 500.

Le conversazioni raccolte dagli investigatori coprono proprio i giorni in cui la famiglia di Matilde attendeva notizie dall'ospedale. In una di queste, un amico prova a rincuorarlo:

Tra un anno ci rideremo sopra".

In un'altra, Vacchina liquida quanto accaduto con poche parole:

Sfiga, non mi capacito ancora adesso come sia potuto succedere".

Tra i messaggi emerge anche il tentativo di attivare contatti istituzionali. A un conoscente scrive: "Conosci il prefetto di Asti, hai filo diretto?". In un altro scambio chiede informazioni sui rapporti con il sindaco della città, nel tentativo di capire a chi rivolgersi dopo l'incidente.

Uno dei passaggi che più hanno attirato l'attenzione riguarda però il riferimento alla Porsche distrutta. Invitato a una cena da un amico, Vacchina risponde spiegando di non essere nel periodo migliore:

Per la cena andiamo volentieri, facciamo passare questa settimana. Tra il caos del lavoro e l'incidente di giovedì che ho distrutto la Gt3 nuova sono un po' off".

Un messaggio inviato mentre Matilde era ancora ricoverata in ospedale.

Nelle carte compare anche il racconto di una conversazione avuta da un conoscente con un dirigente della polizia. "Hanno i filmati delle velocità e cosa avete fatto fino all'incidente. Trenta persone sono andate a testimoniare che voi stavate facendo una gara", gli viene riferito. Lo stesso interlocutore aggiunge: "C'è gente che veramente ti vuole morto".

Vacchina continua però a contestare la ricostruzione degli inquirenti.

Tu mi conosci, come fai a credere che stessi facendo una gara, alle 20.15, con il traffico a palla?", scrive a un amico.

Una linea difensiva che ritorna più volte nelle conversazioni finite agli atti.

In altri messaggi si parla anche della strategia da adottare per contrastare le accuse. A Vacchina viene fornito il contatto di un perito e gli viene suggerito che "la cosa importante è dimostrare che la Fiat 500 ha avuto problemi con le cinture e gli airbag".

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