È stato convalidato il fermo della donna di quarantadue anni che venerdì scorso, 15 novembre, ha tentato di uccidere il figlioletto di quattordici mesi e poi di togliersi la vita. La donna, di Venaria Reale (Torino), assistita dall'avvocato Vittorio Pesavento, ieri non ha risposto alle domande del gip Maria Francesca Abenavoli. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura di Ivrea per competenza territoriale. I fatti risalgono a venerdì scorso, quando appunto la quarantaduenne ha tentato di avvelenare il bambino mescolando un mix di farmaci e candeggina nel biberon. Subito dopo ha cercato di uccidersi ingerendo lei stessa delle sostanze e tagliandosi le vene. Attualmente il bambino è ricoverato all'ospedale infantile Regina Margherita di Torino, da dove fortunatamente arrivano buone notizie. Sveglio e vigile, il piccolo non è in pericolo di vita. È ancora ricoverato per scongiurare dei danni per le sostanze ingerite, ma le sue condizioni a quanto si apprende sono in netto miglioramento.

A dare l'allarme tornando a casa dopo il lavoro era stato il marito – A dare l’allarme chiamando i carabinieri dopo il dramma sfiorato nella casa alle porte del capoluogo piemontese era stato il marito della donna che, tornando dal lavoro, aveva trovato la compagna e il figlioletto privi di sensi. Sotto sequestro è finita l'abitazione dove si sono consumati i fatti. Secondo le prime notizie trapelate dopo l'episodio, pare che la donna soffrisse di problemi di salute mentale dovuti a una grave forma di depressione per la quale era stata anche in cura.