Terremoto 6.2 in Calabria, l’INVG: “Evento raro a quella profondità. Vi spiego perché non ci sono stati danni”

"Quello di stanotte davanti alla costa calabra di Amantea è stato un terremoto profondo, un evento raro considerata la magnitudo. È da ricollegare al fenomeno della subduzione della placca ionica sotto l'arco calabro. Essendo stato registrato ad una profondità di 250 kilometri è stato avvertito in quasi tutto il Sud Italia ma non ha provocato danni".
Così Lucia Margheriti, direttrice Osservatorio Nazionale Terremoti INGV, ha fatto il punto a Fanpage.it a seguito del terremoto registrato poco dopo la mezzanotte davanti alla costa calabra di magnitudo 6.2, avvertito dalla Campania alla Sicilia e fino in Grecia.
Che tipo di terremoto è stato quello registrato questa notte in Calabria?
"È stato un terremoto che è avvenuto a una profondità rilevante, 250 km di profondità, quindi all'interno di quella che chiamiamo litosfera. Come sappiamo, la crosta terrestre è divisa in placche litosferiche. E in Italia c'è una placca che si chiama Ionica, che è sotto il mar Ionio, che scende e si infila sotto l'arco calabro e va verso verso il Tirreno. Questo fenomeno si chiama subduzione e avviene perché la placca calabra va sopra quella ionica e scende in profondità, rilasciando talvolta terremoti".
È un evento di cui però non si sente parlare spesso….
"Diciamo che i terremoti profondi sono in generale frequenti, ne abbiamo diverse centinaia ogni anno, però di questa magnitudo non sono così frequenti, quindi è stato senz'altro un episodio abbastanza raro. Quando il terremoto è così profondo viene risentito in un'area molto vasta, ma lo scuotimento che produce non è forte perché essendo molto profondo, le onde, quelle a frequenza più alta, si attenuano e non arrivano in superficie, sostanzialmente".
Molti utenti sui social subito dopo la scossa hanno scritto: "Meno male che è stato così profondo". Avevano ragione?
"La profondità elevata fa la differenza per il tipo di scuotimento che poi arriva in superficie. Sappiamo che in Italia un terremoto di magnitudo superiore a 6, se avviene a profondità crostali, quindi se è intorno ai 10 km o anche meno profondo, può provocare danni, mentre quest'ultimo ha provocato degli scuotimenti molto limitati. I più alti risentimenti nella zona della Calabria sono stati di quinto grado, il che significa che magari alcuni oggetti sono caduti, che ci può essere stato qualche piccolo danneggiamento, ma nessun danno strutturale, almeno per quello che abbiamo saputo fino ad oggi".
Ci sono state repliche dopo il terremoto di questa notte?
"Non ci sono state delle repliche e questo non è strano per un terremoto profondo. In generale, i terremoti profondi hanno un andamento diverso da quelli crostali, un po' perché essendo in profondità, le eventuali scosse molto più piccole non le registreremmo, un po' perché in linea generale non sono delle sequenze sismiche, spesso sono dei terremoti isolati, anche se, come dicevo, non sono rari. C'era stato a marzo un terremoto davanti al salentino ancora più profondo, a circa 450 km e con magnitudo di 5.9. In questo caso, si tratta di terremoti che conosciamo, che avvengono e che sono legati proprio a questo fenomeno della subduzione della placca ionica sotto l'arco calabro".
Sappiamo che non è possibile prevedere se ci saranno ulteriori scosse. Voi come INGV state comunque continuando a monitorare la situazione?
"Certo. La sala operativa dell'Istituto Nazionale Geofisica e Vulcanologia è attiva 24 ore su 24 e abbiamo un contatto diretto con la Protezione Civile. Anche questa notte ci siamo riuniti con la Protezione Civile nazionale e con le Protezioni Civili regionali perché la magnitudo era importante e volevamo essere sicuri che effettivamente non ci fosse stato nessun danno. Non c'era stata nessuna segnalazione alle 1:00 di notte quando ci siamo visti con il Capo dipartimento Ciciliano in riunione da remoto. Ma sicuramente si continua monitorare. La Calabria, in particolare, è una regione estremamente soggetta a terremoti, il rischio sismico è alto, il che ci ricorda che dobbiamo essere pronti, che dobbiamo tenere i comportamenti corretti e anche conoscere qual è il piano di Protezione Civile dei nostri comuni e i nostri gli edifici in cui viviamo, in cui lavoriamo, andiamo a scuola, così da poter rispondere a un eventuale scossa nella maniera più appropriata possibile. I terremoti in Italia ci sono e ci saranno sempre però noi possiamo conviverci, possiamo costruire e tenere dei comportamenti che minimizzino poi i danni che che queste scosse possono provocare".