Tenta di investire tre persone su una panchina a Civitacampomarano: erano amiche della ex moglie

Lo scorso 19 maggio ha tentato di investire tre persone sedute su una panchina a Civitacampomarano, piccolo centro del Molise. L'uomo, 60enne di origine marocchine, ora è in carcere: è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip su richiesta della Procura di Larino, al termine di circa dieci giorni di indagini condotte dai carabinieri.
L’ipotesi accusatoria è quella di tentato omicidio e lesioni. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe indirizzato volontariamente la propria auto contro il gruppo, tornando poi indietro e tentando pure una seconda manovra in retromarcia, prima di allontanarsi senza fermarsi. Nessun segno di frenata sarebbe stato rilevato sul posto, mentre sull’auto sono stati riscontrati graffi compatibili con la dinamica descritta.
La prontezza delle tre persone coinvolte, riuscite a spostarsi appena in tempo, ha evitato conseguenze gravi. Tutti e tre hanno riportato ferite lievi, tra cui contusioni agli arti inferiori e un trauma da schiacciamento, e si sono successivamente recati in ospedale per le cure e, ovviamente, per denunciare l’accaduto.
Sul luogo dell’episodio erano intervenuti i carabinieri della stazione di Civitacampomarano e dell’Aliquota radiomobile di Larino. Le testimonianze raccolte nell’immediatezza hanno permesso di identificare rapidamente il presunto responsabile, già noto alle forze dell’ordine e domiciliato a Castelmauro. L’uomo è stato rintracciato nella sua abitazione, dove avrebbe riferito di essere soltanto di passaggio e di avere rapporti tesi con alcuni residenti per vicende pregresse legate all’ex moglie.
Proprio attorno a questo elemento si concentrano gli approfondimenti investigativi: secondo quanto trapela, il gesto potrebbe essere maturato in un contesto di rancori personali e vecchie ruggini, anche in relazione ai rapporti tra le persone investite e l’ex coniuge dell’indagato, che vivrebbe nella stessa area e svolgerebbe attività lavorativa nei pressi del luogo dell’accaduto.
Alla luce degli elementi raccolti e della valutazione sulla pericolosità del soggetto, la Procura ha chiesto e ottenuto la misura cautelare in carcere, eseguita nei giorni scorsi. Il 60enne si trova ora nella casa circondariale di Campobasso, in attesa dell’interrogatorio di garanzia, ancora da fissare.