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Tempesta Harry, le previsioni del climatologo Betti: “Piogge e mareggiate intense, seguite le allerte meteo”

La tempesta Harry ha colpito duramente Sicilia, Calabria e Sardegna con piogge eccezionali e mareggiate. Nelle prossime ore il meteo migliorerà, ma resta alta l’attenzione per i rischi residui e la fragilità del territorio. Le previsioni del climatologo Giulio Betti.
Intervista a Giulio Betti
Climatologo del CNR
A cura di Davide Falcioni
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La tempesta mediterranea Harry ha raggiunto il suo apice la scorsa notte, colpendo con particolare violenza la Sardegna meridionale e sud-orientale, la Sicilia orientale e la Calabria ionica. Un evento che, per intensità e persistenza, si colloca tra i più significativi degli ultimi anni nel bacino del Mediterraneo, come ha spiegato a Fanpage.it Giulio Betti, climatologo del CNR, che descrive uno scenario di impatto estremo, soprattutto per quanto riguarda mareggiate e precipitazioni.

"Nella notte l’effetto della tempesta mediterranea ha raggiunto il picco sulle aree più esposte – afferma Betti – in particolare sulla Sardegna meridionale e sud-orientale, sulla Sicilia orientale e sulla Calabria ionica, soprattutto nella sua parte centro-meridionale. Parliamo di un evento che, dal punto di vista sia delle piogge sia delle condizioni del mare, è assolutamente eccezionale".

Secondo le prime stime a disposizione degli esperti, i numeri sono impressionanti. "Sui versanti orientali dell’Etna – sottolinea il climatologo – i cumulati di pioggia hanno probabilmente superato localmente i 500 millimetri. Si tratta di quantità enormi concentrate in un arco di tempo molto breve, capaci di mettere in crisi qualsiasi territorio, anche quelli abituati a fenomeni intensi".

A destare particolare preoccupazione è stato anche lo stato del mare, che nelle scorse ore ha assunto caratteristiche "quasi oceaniche – osserva Betti – con onde che hanno raggiunto gli 8-9 metri e un periodo d’onda superiore agli 11 secondi. Questo significa enormi masse d’acqua in movimento, responsabili di mareggiate violentissime lungo le coste esposte, con un impatto rilevante su infrastrutture, porti e litorali".

Le previsioni meteo per la giornata di oggi

Guardando alle prossime ore, il quadro resta complesso ma in graduale miglioramento. "Nel corso della mattinata e del pomeriggio le precipitazioni continueranno a insistere sulla Sicilia orientale e su tutta la Calabria ionica, risalendo anche verso la parte settentrionale della Calabria – spiega Betti -. Successivamente il sistema tenderà a spostarsi verso est, segnando la fine dell’evento più intenso". Le piogge raggiungeranno anche Basilicata e Puglia, "ma con effetti che non avranno nulla a che vedere con quanto osservato finora nelle aree più colpite".

Il mare, tuttavia, continuerà a rappresentare un fattore di rischio. "Le mareggiate resteranno violente ancora per diverse ore – avverte il climatologo – e tenderanno ad attenuarsi solo nella seconda parte della giornata e poi ulteriormente nella giornata successiva". Una fase delicata, dunque, soprattutto per le zone costiere già duramente provate.

Betti: "Condizioni molto pericolose, seguire le allerte meteo"

Da qui l’appello alla prudenza. "La cosa principale – ribadisce Betti – è seguire in maniera pedissequa le allerte meteo, senza pensare che siano esagerate. Situazioni come questa sono estremamente pericolose. Anche nei prossimi giorni, quando il maltempo si attenuerà, il territorio resterà fragile: coste battute dalle onde, frane, allagamenti, infrastrutture danneggiate. Basta poco per ritrovarsi in condizioni di rischio, anche in assenza di fenomeni meteo estremi".

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Inevitabile, infine, il riferimento al contesto climatico più ampio. "Non stiamo parlando di uragani – chiarisce Betti – perché il Mediterraneo non è un bacino esposto a questi fenomeni. Siamo invece di fronte a una tempesta mediterranea, un evento che è sempre esistito. In questo caso, però, il vortice si è trovato intrappolato e non è riuscito a evolvere verso est a causa di blocchi anticiclonici sull’Europa centro-orientale, scaricando tutta la sua potenza su un’area ristretta". Un quadro reso ancora più critico dalle condizioni del mare, quelle collegate direttamente al cambiamento climatico: "Negli ultimi anni questi sistemi si sviluppano su un Mediterraneo con temperature superficiali dell’acqua superiori alla media, che forniscono ulteriore energia. È una concatenazione di eventi molto sfortunata, probabilmente esacerbata dall’eccesso di energia disponibile".

In questo scenario complesso, Betti sottolinea anche un elemento positivo: "Se non ci saranno vittime o se i danni risulteranno relativamente contenuti rispetto alla violenza del fenomeno, sarà anche grazie a un sistema di allerta che ha funzionato bene. La Protezione Civile e le strutture regionali hanno dato segnali puntuali e tempestivi, e questo ha fatto la differenza".

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