Tav, lettera inviata a LTF: “Spenderete i soldi per la chemioterapia”

A cura di D. F.
Immagine
La lettera è stata recapitata stamattina alla società responsabile dei lavori dell’alta velocità. Porta in calce la firma “No Tav” e vi si legge: “Infami, spenderete i soldi per cure chemioterapiche inutilmente per voi e i vostri figli”.

Nella giornata nazionale di solidarietà alla lotta No Tav e agli arrestati con accuse di terrorismo nella sede di LTF – società responsabile del tratto internazionale della Torino-Lione – è stata recapitata una lettera intimidatoria scritta al computer. Vi si legge: "Infami, spenderete i soldi per cure chemioterapiche inutilmente per voi e i vostri figli”. Seguirebbero anche delle minacce e la forma in calce "NO Tav". La busta è affranca ed è stata spedita da Brescia. Nel frattempo in tutta Italia si stanno svolgendo cortei e presidi di solidarietà, con l'obiettivo di allargare la conoscenza e informare i cittadini su una grande opera giudicata inutile e dannosa, specialmente in un momento di crisi economica come quello che il Paese sta attraversando. Le città coinvolte sono almeno 40: quella principale è la manifestazione di Torino, che si concluderà in Piazza Castello. Il dispositivo di sicurezza approntato dalle forze dell'ordine è ai massimi livelli ovunque, in particolar modo dopo l'escalation di atti dimostrativi: nei giorni scorsi, infatti, anonimi hanno imbrattato con delle scritte i muri di Torino e Milano. Nel capoluogo lombardo in particolare sono state prese di mira le sedi di alcuni quotidiani, considerati troppo ostili al movimento.

Tre giorni fa, invece, alla redazione torinese dell'Ansa è arrivata una lettera a firma del Noa, Nuclei Armati Operativi. Nella missiva si legge che i militanti sarebbero pronti "all'azione diretta nei confronti dei mandanti e degli esecutori della strategia repressiva" e si parla anche di un "tribunale rivoluzionario insediato per valutare le responsabilita politiche della repressione in atto nei confronti del movimento no tav in Valsusa", tribunale che "ha emesso la sentenza di condanna a morte" per Giuseppe Petronzi, capo della Digos di Torino, Stefano Esposito, senatore del Pd, e Massimo Matteucci, presidente Cmc, azienda capofila nei lavori al cantiere.

Da parte del movimento No tav non è tardata ad arrivare una presa di distanze dalla lettera minatoria del Noa, giudicata "stranamente" puntuale in quanto spedita a ridosso della manifestazione nazionale: "Rispediamo al mittente (Governo & C.) queste deliranti follie. Nessuno ha alcun titolo e nessuno può permettersi di strumentalizzare il Movimento e tanto meno di pensare di potersi sostituire al percorso di lotta che il Movimento No Tav ha deciso e costruito, collettivamente, nella pratica quotidiana e a viso aperto".

13 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views