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Muore a 15 anni investita da moto a Messina, la lettera della coetanea che le ha tenuto la mano: “Non eri sola”

La commovente lettera inviata da una coetanea alla 15enne morta dopo essere stata investita da una moto a Messina. La ragazza era presente sul luogo dell’incidente: “Ti ho preso la mano e l’ho stretta con tutta la forza che avevo. Non potevo lasciarti sola”.
Immagine di repertorio
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"Fino a poche ore fa stavi vivendo una serata qualunque con le tue amiche. Una serata che speravamo sarebbe finita con un sorriso, con un ‘ci vediamo domani', con un abbraccio prima di tornare a casa. Invece il destino ha deciso diversamente. Quando ti ho vista a terra, il tempo si è fermato. C'erano tante persone intorno a te, ma quasi nessuno trovava il coraggio di avvicinarsi. Io non potevo lasciarti lì, da sola".

A scrivere queste parole è una ragazza di Messina che nella serata di ieri, domenica 28 giugno, si è trovata sul luogo dell'incidente in cui ha perso la vita Giulia, 15enne investita da una moto nel quartiere di Torre Faro.

Secondo alcune testimonianze, il giovane a bordo del mezze stava facendo alcune manovre pericolose, forse un’impennata. Il ragazzo alla guida, identificato come un 20enne del posto, è stato arrestato con l’accusa di omicidio stradale.

"Mi sono inginocchiata accanto a te, ti ho preso la mano e l'ho stretta con tutta la forza che avevo. Ti parlavo, anche se non sapevo se riuscissi a sentirmi. Dentro di me pregavo, con gli occhi pieni di lacrime, chiedendo a Dio di non portarti via", prosegue la ragazza che porta lo stesso nome della vittima.

Sul luogo dell'incidente sono rapidamente intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della Polizia municipale di Messina, che hanno eseguito i rilievi necessari per la ricostruzione dell'accaduto. Il 20enne è stato sottoposto agli accertamenti tossicologici e alcolemici, il cui risultato è atteso nelle prossime ore.

"Per un momento – aggiunge ancora la ragazza – mi sembrava che tu fossi ancora lì con me. Sentivo la tua mano rispondere alla mia e continuavo a ripeterti che non eri sola".

"Poi, lentamente, ho sentito quella mano lasciarsi andare, e tutto ciò che avevo attorno a me di colpo svanì, le macchine che passavano, i pianti, le urla.. tutto questo divenne un sottofondo che non riuscivo più a sentire. È una sensazione che porterò dentro per tutta la vita", ha aggiunto ancora. Il testo della lettera è stato pubblicato dal padre sui social.

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