Svolta sul caso della runner Anna Zilio morta nel sonno: aveva una rara cardiopatia

Anna Zilio, l'avvocata e maratoneta trovata morta nella sua casa di Verona il 13 aprile 2025 sarebbe morta nel sonno. La donna sarebbe morta a causa di una rara cardiomiopatia aritmogena biventricolare mai diagnosticata.
Secondo la ricostruzione riportata dal Corriere di Verona, l'autopsia avrebbe ricondotto il decesso a cause naturali. Questo potrebbe portare presto all'archiviazione aperto dalla Procura veronese per omicidio colposo.
Ad attirare l'attenzione degli inquirenti sono state la giovane età della vittima, 39 anni, pochi per ritenere normale il decesso per arresto cardiaco. E anche un altra circostanza ha pesato: la morte di un compagno di squadra avvenuta a poche settimane di distanza con le medesime modalità. I due erano iscritti alla stessa società sportiva, la Km Sport di San Martino Buon Albergo, nel Verones.
Come è emerso durante le indagini, Zilio dopo aver lavorato per qualche tempo come avvocato aveva intrapreso una carriera sportiva di alto livello nelle competizioni podistiche lavorando anche come segretaria per il suo team per il quale si occupava anche di caricare i certificati medici per l'attività sportiva. Anche il suo lo avrebbe caricato lei stessa.
Questo ha destato i sospetti degli inquirenti che hanno avviato un controllo anche sui certificati medici. I certificati di Zilio presenti sulla piattaforma ufficiale della Federazione italiana atletica leggera sono risultati avere le date modificate. Gli agenti hanno quindi controllato lo studio che li avrebbe rilasciati e il medico ha confermato l’autenticità di un documento del 2021, ma ha negato la paternità degli altri, dei quali non c’era traccia nei suoi archivi.
Tra le ipotesi al vaglio della Procura c'era infatti la possibile falsificazione dei certificati di idoneità agonistica, anche perché la donna era stata ferma nel 2021 per motivi di salute, per poi ottenere un certificato di buona salute.
I certificati del compagno di squadra deceduto in circostanze simili a quelle di Zilio, il 48enne Alberto Zordan, invece, non sarebbero stati oggetto di manomissione. La svolta sul caso di Zilio e la conferma del decesso per cause naturali ora potrebbero scrivere la parola fine sull'indagine.