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L'omicidio di Elisa Claps

Svolta nel caso Elisa Claps, il fratello Gildo: “La Procura di Potenza ha riaperto le indagini”

La Procura di Potenza ha riaperto le indagini sul caso di Elisa Claps, la 16enne scomparsa a Potenza nel 1993 e trovata morta nel 2010, per chiarire le circostanze del ritrovamento del corpo e i possibili complici dell’assassino, Danilo Restivo. Lo ha rivelato il fratello della vittima a Chi l’ha visto?: “Indagine difficile, ma siamo ottimisti”.
Elisa Claps.
Elisa Claps.
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"La Procura di Potenza, con coraggio, ha riaperto l’indagine in merito alle circostanze del ritrovamento del corpo di mia sorella, ma anche sui punti mai chiariti, ovvero sulle complicità di cui ha goduto Danilo Restivo. E sull’incredibile circostanza che quel corpo sia rimasto lì per 17 anni senza anche nessuno dicesse nulla".

Lo ha rivelato Gildo Claps, fratello di Elisa, la studentessa di 16 anni scomparsa a Potenza il 12 settembre 1993 e trovata morta nel sottotetto della chiesa della Santissima Trinità il 17 marzo 2010, intervenendo in diretta durante la puntata di oggi, mercoledì 1° luglio, della trasmissione Chi l'ha visto?, condotta da Federica Sciarelli.

"Dico ‘con coraggio' perché è un’iniziativa che ci ha lasciato positivamente sorpresi. – ha detto ancora il fratello della 16enne – Sono in corso da mesi accertamenti tecnici, ma non solo. Si stanno considerando anche tutta una serie di dichiarazioni rilasciate pubblicamente all’alba del ritrovamento e nei mesi successivi".

La famiglia della ragazza non si è mai arresa e negli anni precedenti al ritrovamento ha continuato a lottare e chiedere la verità. A trovare il corpo della ragazza nel 2010 fu un giovane operaio che stava svolgendo lavori nel sottotetto della Chiesa.

Gildo Claps insieme alla sorella Elisa (a sinistra) e oggi (a destra)
Gildo Claps insieme alla sorella Elisa (a sinistra) e oggi (a destra)

La morte di Elisa, come fu appurato successivamente, avvenne lo stesso giorno della sua scomparsa. L'assassino fu identificato in Danilo Restivo, 21enne all'epoca dell'omicidio, fin da subito sospettato del delitto poiché con lui la 16enne si era incontrata prima di sparire. Il giovane avrebbe tentato un approccio, respinto, e per questo avrebbe accoltellato Elisa Claps.

Nel periodo in cui la sorte della ragazza era ancora sconosciuta, Restivo, nel frattempo trasferitosi nel Regno Unito, fu sospettato e successivamente condannato anche per l'assassinio di una vicina di casa, Heather Barnett, compiuto il 12 novembre 2002 nella cittadina di Bournemouth.

Oggi è recluso in carcere, dove dal 2011 sta scontando la condanna a 40 anni per l'omicidio di Barnett. Nel 2051, al termine della detenzione nel Regno Unito, lo attende la carcerazione per altri 30 anni in Italia, in esecuzione della sentenza di condanna per l'omicidio di Elisa.

Le indagini sulla scomparsa di Elisa furono trasferite nel 1999 a Salerno (competente per i procedimenti nei quali sono coinvolti magistrati in servizio in Basilicata) dopo le dichiarazioni fatte agli inquirenti da un collaboratore di giustizia di Potenza che chiamò indirettamente in causa il pm potentino Felicia Genovese, titolare delle indagini dalle ore successive alla scomparsa.

"Noi e tutta la città ci aspettiamo ancora la verità completa su questa vicenda, manca sempre un piccolo pezzo. – ha detto ancora Gildo Claps – Ma quello che importa è che qualcuno voglia ancora riscrivere la verità giudiziaria. Quella storica la conosciamo e l’abbiamo raccontata tante volte e anche la gran parte della città sa come sono andate le cose".

Durante la puntata è intervenuta anche la mamma di Elisa, Filomena Iemma, che insieme a Gildo ha sempre chiesto che fosse fatta luce sulle circostanze della scomparsa e sulla morte della figlia.

La donna ha ripercorso i lunghi anni di lotta, ha parlato di tutte le persone a cui si è rivolta e che le hanno rifiutato aiuto: "Ho sempre chiesto la vera verità su quello che è successo a Elisa, in quella Chiesa. – ha detto mamma Filomena – Anche allora ero convintissima che Elisa fosse là dentro".

Gildo e Filomena Claps
Gildo e Filomena Claps

Tornando a parlare della riapertura delle indagini, Gildo Claps ha aggiunto: "È un‘indagine difficile, complessa, ma siamo ottimisti". E ha concluso con un pensiero per le tante famiglie come la sua: "Credo sia un bel segnale anche per le famiglie i cui casi sono ormai sepolti. Non disperate mai, dopo 30 anni una Procura ha avuto il coraggio di riaprire un'indagine".

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