Elisa Claps, il procuratore Falvo a Fanpage: “Ora accertamenti scientifici sui reperti, ci vorrà ancora tempo”

Da due anni la procura di Potenza è tornata a indagare sull'omicidio di Elisa Claps avvenuto il 12 settembre del 1993. Il suo corpo però era stato trovato solo il 17 marzo del 2010 nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità e il 23 ottobre di quattro anni dopo la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 30 anni di reclusione per Danilo Restivo, già in carcere in Inghilterra per l'omicidio di Heather Barnett, uccisa il 12 novembre 2002 a Bournemouth.
Adesso arriva la speranza di una possibile svolta sul caso. Nel 2024 sono state ripartite le indagini per concorso in omicidio, "gli altri reati che potrebbero essere collegati all'omicidio sono andati in prescrizione, quindi si può indagare solo sul concorso", spiega a Fanpage.it il procuratore capo di Potenza Camillo Falvo.
Per due anni gli inquirenti erano riusciti ad avviare nuovi accertamenti senza che la recente indagine fosse stata resa pubblica. Fino a pochi giorni fa, quando la famiglia della vittima è stata informata degli accertamenti eseguiti. Poi i parenti si sono presentati nell'ultima puntata del programma di RaiTre "Chi l'ha visto?" e hanno rivelato la riapertura del fascicolo.
L'attuale indagine parte da una domanda: Restivo ha agito da solo? Già comunque nelle motivazioni della sua sentenza si legge che il condannato aveva "goduto negli anni, di omertà e complicità, anche solo suggerite dalla paura di sue ritorsioni". Ora a distanza di anni si tornano a fare accertamenti su quello che venne trovato sulla scena del crimine.
Il procuratore Falvo chiarisce: "Si è voluto approfondire, sulla base delle nuove conoscenze tecniche acquisite, la possibilità di individuare altre responsabilità. Si vuole capire meglio come sono andati i fatti e fare piena luce su una vicenda così delicata". E poi precisa: "Al momento sono stati fatti accertamenti di natura tecnico-scientifica sui reperti che avevamo a disposizione. È molto complesso perché questi nuovi esami sono stati fatti a distanza di tempo su reperti acquisiti sulla scena del crimine e tenuti nella catena di conservazione. I reperti su cui abbiamo lavorato sono di natura biologica. Ci vorrà ancora tempo, speriamo ci diano risultati utili per capire meglio quello che è successo". Insomma, si torna a fare accertamenti su tutto quello che era stato repertato, come tracce di DNA e impronte. Del resto, lo si dice da anni, c'è qualcosa che non torna. Non è emersa ancora tutta la verità sul caso. Il procuratore conclude: "Ci sono cose che non tornano, lo scopo di questi accertamenti è quello di dare una verità storica a beneficio della vittima, della sua famiglia e della sua memoria".
Filomena Iemma, la madre di Elisa, al Tg1 ha tenuto a sottolineare: "Non mi arrenderò mai, questo lo devono sapere. La mamma di Elisa non si arrenderà mai. Pur sul letto di morte lotterò per la vera verità". La speranza è che le nuove indagini sciolgano tutti i dubbi sull'omicidio e che eventuali complici vengano consegnati alla giustizia.