Ore 20.00 – Superstiti: "Aggrappati ai cadaveri per non morire". Alcuni dei 28 superstiti del terribile naufragio nel Canale di Sicilia si sono salvati rimanendo aggrappati ai corpi delle vittime che galleggiavano. È la drammatica testimonianza dei soccorritori che li hanno recuperati in mare. Si tratta in particolare di due uomini ritrovati in mezzo ai cadaveri mentre urlando con le ultime forze per attirare l'attenzione dei soccorritori che perlustravano la zona. Intanto sul caso è intervenuto anche il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, parlando di "tragedia titanica" e chiedendo all'Europa di intervenire. Anche per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella "occorre un'iniziativa umanitaria straordinaria che coinvolga, oltre all'Ue, gli organismi internazionali e le agenzie dell'Onu per politiche che affrontino l'emergenza sin dai Paesi di origine". Anche Washington ha ribadito il proprio impegno a trovare una soluzione diplomatica a livello Onu ala situazione in Libia che "è sempre più insostenibile, anche con gravi riflessi umanitari".

Ore 18.00 – Commissione Ue: "Raddoppiare mezzi e fondi Triton". Dopo la tragedia del Mediterraneo e la richiesta dell'Italia di un impegno maggiore in campo europeo, la Commissione Ue ha presentato un proprio piano di intervento per fronteggiare la crisi dei migranti, compreso un rafforzamento dei soccorsi nel Mediterraneo. Il progetto prevede in tutto dieci punti principali tra cui il raddoppio dei finanziamenti e delle imbarcazioni a disposizione del programma Triton di protezione dei confini. Ad annunciarlo è stato il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziere. Il piano è stato illustrato nel corso della riunione del Consiglio dei ministri degli Esteri e dell'Interno oggi in programma in Lussemburgo. Intanto come ha fatto sapere il presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, un vertice straordinario del consiglio europeo è stato convocato per giovedì prossimo proprio per discutere di immigrazione in Ue.

UPDATE: Maurizio Scalia, procuratore aggiunto di Palermo, ha ribadito quanto dichiarato già qualche settimana fa: "In Libia si calcola che ci siano tra 500mila e il milione di siriani e subsahariani in attesa di fuggire verso l’Europa. È un traffico di esseri umani inarrestabile quello che arriva dalla Libia, soprattutto per il numero di migranti che vogliono raggiungere l’Italia e l’Europa e per la possibilità di facilissimo guadagni. Dalle intercettazioni abbiamo accertato che il prezzo medio per giungere da paesi africani come il Sudan, l’Eritrea la Libia è tra i 4.000 e i 5.000 dollari. Poi, dalla Libia all’Italia il viaggio costa dai 1.000 ai 1.500 dollari. Sono trafficanti in contatto con altri extracomunitari ai quali preannunciano gli sbarchi ai quali vengono forniti i numero di telefono dei referenti sul nostro territorio nazionale”.

E' stata definita la più grave tragedia del mare del dopoguerra ma il rischio, ancora una volta, è che oltre il cordoglio da social network e la retorica di molti politici non cambi praticamente nulla. Il bilancio della strage dei migranti a largo della Libia poteva essere evitata se non fosse stata eliminata l'operazione Mare Nostrum, sostituita con una dal nome befferdo – Triton, Dio dei Mari – che però si prefigge l'unico scopo di pattugliare le acque nazionali senza prestare soccorso laddove sempre più spesso le tragedie si consumato. I numeri dell'ecatombe si annunciano più alti del previsto. Secondo quanto raccontato da un superstite, infatti, sull'imbarcazione erano presenti quasi mille persone: per l'esattezza 700 uomini, 200 donne e 50 bambini. La maggior parte di loro era stipata nella stiva e la loro sorte è stata segnata da subito. Da quando cioè gli scafisti li hanno chiusi all'interno bloccando i portelloni.

 

Mentre proseguono le ricerche di eventuali superstiti prende lentamente forma la dinamica della catastrofe. A quanto pare la barca, piena all'inverosimile ma lunga solo 20/30 metri, si sarebbe rovesciata dopo che i suoi occupanti, vedendo arrivare da lontano un mercantile, si sono affacciati dallo stesso lato, sbilanciano i pesi e provocando il capovolgimento. E' così che, in una manciata di minuti, centinaia di persone sono morte in quella che, ora dopo ora, appare come la più grave tragedia del mare della storia recente. I sopravvissuti tratti in salvo sono 28, le vittime accertate 24. A bordo, tuttavia, c'erano quasi mille persone, tutte salpate da Zuara, in Libia, dopo che il peschereccio era partito dall'Egitto.

 

La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta per i reati di naufragio colposo, omicidio colposo plurimo e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Le indagini sono coordinate dalla Guardia Costiera e dalla Questura di Catania. Ma oltre alle responsabilità giuridiche ci sono quelle politiche, le più gravi. Dopo i 366 morti della strage di Lampedusa ci si attendeva maggiore attenzione verso il destino dei migranti, invece ancora una volta il cinismo ha avuto la meglio. L'operazione Mare Nostrum, che aveva permesso di salvare migliaia di persone, è stata sostituita – grazie al voto favorevole del Parlamento – da Triton, operazione di pattugliamento che non ha finalità di soccorso.