Cristo si fermò a Eboli, settant'anni fa. E oggi, alle 4:30 del mattino, si è fermato a Khan Sheikhun, alla soglia della città, senza entrare. Per non vedere il vomito e la schiuma sulla bocca dei bambini, probabilmente. I feriti lavati con gli idranti, stesi a terra, con tutti i sintomi di un attacco chimico. E poi le foto che abbiamo visto noi, dei bambini morti per gli attacchi al sistema nervoso.

Facciamo un passo indietro. Da bambini è facile dividere i buoni dai cattivi; da bambini viene naturale dividere il grano dal loglio, anche se non sai cos'è il loglio. Quando sei piccolo non hai dubbi e stai con gli indiani, capisci subito che i cattivi sono i cowboy anche se hanno le pistole cariche, anzi proprio perché hanno le pistole cariche non ti piacciono. Non ti sbagli, quando sei bambino. Intuisci subito, da piccolo, da che parte sta la ragione. Invece quando cresci i cattivi per qualcuno diventano buoni, confondendo il forte con il giusto, ed è quello che è avvenuto per Bashar al-Assad, presidente della Siria, successore del padre Hafiz al-Assad.

Chi è Bashar al-Assad? E' un dittatore che piace all'estrema destra italiana e ai cosiddetti rosso bruni. Bashar al-Assad, però, è un dittatore. Un uomo che con la scusa di combattere l'Isis ha annientato ogni opposizione democratica interna. Chi non è d'accordo con lui, rappresenta un pericolo per la Siria. Un'idea funzionale a mantenere il potere, quest'ultima, anche se il sangue da versare è sempre di più, e oggi è toccato al sangue dei bambini.

Assad, alle 4:30 di questa mattina, non ha usato i muscoli di Braccio di Ferro, la borsetta di Minnie o il mantello di Superman, perché Assad non è un supereroe, e con i bambini non va tanto d'accordo. Assad è un dittatore. I dittatori usano le armi chimiche, e questo ha fatto oggi Assad al suo popolo, e poi da buon dittatore smentisce e ritrae la mano.

E poi bombe sugli ospedali in cui erano stati appena ricoverati i feriti, altri bambini. 60 vittime, o forse più di 100, le cifre sono provvisorie e come dicono sempre in questi casi "destinate a salire". Prima, l'attacco chimico, con armi chimiche vietate da ogni convenzione, contro i civili. Contro i bambini, scusate se li nomino ancora, i bambini, ma li nomino perché non ce ne possiamo scordare, e perché se l'Onu vale ancora qualcosa, se l'Europa vale ancora qualcosa, deve intervenire. Ora.

I bambini più fortunati, in questo momento, hanno una maschera dell'ossigeno più grossa della loro faccia, proprio sulla loro faccia. Sono buffi, i bambini con quel mascherone trasparente colore verde, così grande che quasi gli copre gli occhi; sono buffi ma nessuno di loro sorride. Guardano, in silenzio. Nessun bambino piange. E non è normale, per un bambino, non ridere e non piangere.

E non è normale, per un adulto, vedere i bambini attaccati e non fare niente. Davanti a questo scempio. Che neanche Dio riesce a guardare.