Quasi un anno dopo il colpo di pistola alla testa che l'ha ridotta in coma, l'agente Sissy Trovato Mazza ha subito un delicato intervento di neurochirurgia cranio maxillo facciale. L'operazione si è svolta all'Ospedale ‘Papa Giovanni ‘ di Bergamo, a migliaia di chilometri di distanza da Taurianova, in Calabria, dove Sissy era stata trasferita qualche mese fa. La poliziotta penitenziaria in servizio al carcere della Giudecca, è in coma dal 1 novembre 2016, quando venne trovata riversa in una pozza di sangue nell'ascensore dell'ospedale di Venezia, dov'era andata a controllare una detenuta ricoverata.

Il calvario di Sissy

"Quando ci dissero quello che era successo, un anno fa – dice Salvatore Trovato Mazza, a Fanpage.it – chiedemmo subito ai medici dell'ospedale dell'Angelo di Mestre se l'avrebbero operata, ma ci dissero che non era il caso, che la cosa migliore per mia figlia era che finissero le sue sofferenze"."A un anno di distanza, invece, abbiamo trovato un medico che ha effettuato quell'operazione che serviva a rimuovere i frammenti di ossa nel cranio, che da quando è stata colpita hanno provocato a Sissy febbri continue e atroci dolori". "A detta dei medici – continua papà Salvatore – Sissy era senza speranza destinata a una sorte che sembrava scritta e che non si è compiuta: nonostante le previsioni dei medici mia figlia è ancora viva, ha superato l'intervento e lotta per continuare a vivere".

Per la procura è suicidio

Le indagini sulla tragedia avvenuta nell'ospedale a Venezia conclusero che fosse stata proprio Sissy a sparare quel colpo. Sin dal primo momento la famiglia ha respinto questa ricostruzione: "Suicidio? Come fanno a ricostruire che si è trattato di suicidio se il medico legale ha visitato mia figlia – con la testa bendata – soltanto un mese dopo il colpo di pistola? Come ha potuto stabilire se la traiettoria del proiettile era compatibile con una dinamica di suicidio? Come hanno potuto farlo gli investigatori senza sequestrare l'ascensore?".

Papà Salvatore: "Perché non si vuole indagare?"

Salvatore Trovato Mazza non è l'unico a pensare che si sia trattato di un tentato omicidio. Colleghi e amici hanno testimoniato che Sissy, 28 anni, calciatrice professionista e agente penitenziaria in servizio alla Giudecca dalla nativa Calabria, non aveva mai avuto pulsioni suicide, anzi, aveva molti progetti per il futuro. "Mia figlia amava il suo lavoro, la famiglia, lo sport e ora è in un letto d'ospedale e non sappiamo neanche perché. Ci sono troppe domande a cui non riesco a darmi risposta – conclude Salvatore Trovato Mazza – perché non hanno svolto indagini approfondite in ospedale e sulla vita di Sissy? Perché non hanno sentito noi familiari? Perché i medici non l'hanno operata subito? Forse mia figlia si sarebbe potuta salvare. Perché non vogliono scoprire cosa le  è successo?".