“Avete mai sentito di qualche ebreo che liberato da un campo di concentramento si sia convertito al nazismo e sia tornato a casa in divisa delle SS?”, è il post shock con cui Simone Angelosante, sindaco di Ovindoli, in provincia dell'Aquila, si è scagliato contro Silvia Romano, la cooperante milanese che, liberata e tornata in Italia dopo un lungo rapimento in Somalia, ha ammesso di essersi convertita all’Islam durante la sua prigionia in mano agli integralisti islamici. Ovindoli, che è anche consigliere regionale della Lega in Regione Abruzzo, ha postato sul suo account facebook una nota foto di Silvia Romano sorridente prima del rapimento e riapparsa online in queste ore dopo la liberazione con sopra il logo del Pd e la scritta “Finalmente libera”. Uno scatto usato però per dire ben altro.

Un post che ha scatenato subito una valanga di polemiche, raccogliendo sia messaggi di consenso ma anche numerose critiche. Dopo le polemiche il primo cittadino abruzzese ha ribadito il concetto senza fare passi indietro. "Non mi sembra di aver detto niente di negativo, ho solo riportato un dato storico e oltre tutto non ho fatto nessun nome della ragazza. Ma comunque è una idea che gira sulle radio nazionali", ha spiegato infatti il consigliere regionale leghista, rivelando: "L'ho sentita questa mattina su Radio Maria e non sono l'unico a pensarla così”.

In realtà Angelosante non è nuovo a simili uscite pubbliche che scatenano molte polemiche, quasi sempre a mezzo social. Nel dicembre scorso ad esempio aveva detto che Conte rischierebbe la fucilazione per alto tradimento sul caso Mes mentre nei giorni scorsi parlando dei morti per coronavirus in Abruzzo aveva sostenuto che “se muore qualcuno intorno agli 80 anni o giù di lì, con tutto il rispetto ma…"