Una grossa operazione di polizia contro l'estremismo di destra è in corso dalle prime luci dell'alba  di oggi, martedì 12 novembre, nel territorio tra Siena e Firenze con decine di perquisizioni a carico di dodici soggetti, tutti accusati e indagati per associazione eversiva. Su ordine della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Firenze, che ha coordinato le indagini, da alcune ore infatti gli agenti della Digos delle Questura di Firenze, in collaborazione con gli omologhi Uffici della Questura di Siena, stanno eseguendo numerose perquisizioni presso abitazioni ed uffici nella provincia di Siena riconducibili alle dodici persone indagate. Il blitz, scattato all'alba, è stato coordinato dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – Ucigos.

I dodici indagati, tutti cittadini italiani residenti nella provincia di Siena e noti per l'appartenenza agli ambienti dell'estremismo di destra, sono accusati di detenzione abusiva di armi correlata alla costituzione di un'associazione con finalità eversiva. La Dda del capoluogo toscano li aveva messi nel mirino già da tempo ma in queste ore è stato deciso di intervenire con le perquisizioni a tappeto a seguito di risvolti importanti nelle indagini a loro carico. I provvedimenti infatti sono stati disposti dalla magistratura dopo alcune rivelazioni e una serie di particolari emersi durante le intercettazioni a cui erano sottoposti gli indagati per presunti fatti eversivi.

Nel mirino anche una moschea da far esplodere col gas

L’inchiesta aveva preso l'avvio da un monitoraggio dei siti di estrema destra sul web in cui gli indagati facevano chiari riferimenti al fatto di voler passare dalle parole ai fatti. La Digos di Firenze quindi ha intercettato le loro conversazioni da cui sarebbe emersa la volontà di costituire una associazione eversiva con tanto di armi pronte ad essere usate. Per i pm toscani, l'idea era di creare una vera e propria struttura paramilitare pronta ad azioni concrete per ogni evenienza. Nel mirino del gruppo ci sarebbe stata anche una moschea di Colle Val d'Elsa, nel Senese. Da alcune conversazioni intercettate infatti  sarebbe emersa l'intenzione di "far saltare" la moschea sabotando una condotta delle tubature del gas. Tentativo mia eseguito perché uno degli indagati sarebbe stato contattato dalla polizia che aveva notato strani movimenti vicino all'edificio.