Mettere un like a un post o a una foto su facebook ormai è diventata quasi una prassi quotidiana per milioni di persone in Italia e in tutto il mondo, tanto che in molti ormai non ci fanno più nemmeno caso o lo reputano un strumento non significativo. Non la pensa così però il procuratore aggiunto di Brindisi Nicolangelo Ghizzardi che ha deciso di chiamare in giudizio in un processo penale ben sette persone accusate proprio di aver messo un "mi piace" a un post ritenuto offensivo.

Come riporta il Corriere della Sera, infatti, la Procura della Repubblica della città pugliese ha deciso che per il reato di diffamazione aggravata siano chiamati in causa non solo l’autore del post incriminato ma anche chi ha commentato e soprattutto chi ha messo il like come approvazione. La vicenda incriminata risale al 2014 quando su Facebook apparve un commento fortemente critico nei confronti dell’operato dell’allora sindaco della cittadina di San Pietro Vernotico, in provincia di Brindisi, Pasquale Russo, e di alcuni dipendenti municipali accusati di essere fannulloni e assenteisti.

I diretti interessati denunciarono l'accaduto e dopo gli accertamenti del caso la Procura ha individuato i responsabili che il prossimo novembre andranno a giudizio. Si tratta del primo caso del genere in Italia visto che in passato erano stati contestati "like" di alcune persone a un post che si scagliava contro i rom, ma in quel caso si trattava dell'accusa di incitamento all'odio razziale.