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Omicidio Sergiu Tarna, il post di Andrea Vescovo dal carcere: “Sono stato incastrato da una persona maligna”

Dal carcere Andrea Vescovo, accusato dell’omicidio di Sergiu Tarna insieme al vigile urbano Riccardo Salvagno, si sfoga sui social: “Mi avete abbandonato”. Ma non può comunicare con l’esterno da detenuto.
Andrea Vescovo
Andrea Vescovo

"Molte persone quando ero fuori mi chiamavano fratello […] a distanza di 4 mesi vi siete dileguati tutti quanti… Sapete benissimo che sono stato incastrato da una persona maligna, la stessa persona che ha rovinato molti di voi, ma nessuno si è fatto avanti a testimoniare tutto ciò". È il contenuto di un post pubblicato su uno dei profili social riconducibili ad Andrea Vescovo, "Viskio", attualmente nel carcere di Treviso con l'accusa di aver ucciso il 25enne Sergiu Tarna insieme al vigile urbano Riccardo Salvagno.

Raggiunto da Fanpage.it, l'avvocato Fabio Crea spiega: "Si trattava di una lettera inviata attraverso una visita dal carcere, non è in possesso di alcun cellulare o account". E aggiunge: "Ora attendiamo risultati della perizia psichiatrica richiesta dalla Procura".

La notte tra 30 e 31 dicembre Salvagno e Vescovo hanno prelevato Tarna con la forza appena uscito da un bar di Chirignago, a Venezia. I due poi lo avrebbero condotto nella vicina Mira, in una zona rurale non lontana da casa del vigile urbano. Lì Salvagno lo avrebbe freddato con un colpo alla testa con la pistola d'ordinanza, in una vera "esecuzione" come l'ha definita la Procura, lasciando il corpo alle intemperie fino al ritrovamento avvenuto il giorno successivo.

Secondo la confessione rilasciata da Salvagno dopo l'arresto, Tarna sarebbe stato in possesso di un video hot con la ballerina trans Lady Bruneth. Nessuno dei tanti testimoni sentiti in questi mesi ha però mai visto queste immagini, neanche il vigile stesso, il quale però si sarebbe sentito lo stesso ricattato dal Tarna, fino a condurlo nei campi di Mira. Con lui c'era Vescovo, apparentemente estraneo al movente omicidiario.

A fare il nome di Vescovo è stato proprio Salvagno, arrestato per primo dopo una breve fuga all'estero. Da qui, la rabbia del 38enne di Spinea espressa nel post dal carcere. Il post, però, sarebbe frutto di una lettera che il 38enne ha consegnato a una parente durante una visita in carcere, e poi pubblicata. Una necessità di comunicazione che sarebbe nata dal senso di abbandono verso i suoi vecchi amici: "Continuate a nascondervi, continuate a girare la testa dall’altra parte, fate finta di non vedere, di non sapere, di non sentire a me va bene lo stesso, so combattere i demoni anche senza di voi, ma non posso tollerare la vostra indifferenza, la vostra incoerenza, la vostra falsità perciò astenetevi da fare i finti perbenisti".

Il post di Vescovo dal carcere
Il post di Vescovo dal carcere

"Vi ha fatto comodo avermi per i vostri comodi, vi siete nascosti dietro il mio nome a lungo ed ora? Vi siete nascosti come fanno i topi". E infine: "Ci sarà un domani e tornerò più forte di prima e terrò conto di chi c’è stato e di chi si è voltato dall’altra parte! Non lascerò mai più che gente del genere se ne approfitti della mia bontà! Ci sarà un nuovo domani!". Il post si conclude con la firma: "Viskio".

La pubblicazione del post sui social potrebbe costare cara al 38enne visto il divieto di comunicare con l'esterno in un momento delicato come quello in cui si trova attualmente. L'avvocato Crea aveva spiegato che l'uomo ha pregressi di natura psichiatrica e un disturbo di personalità. Prima che ne facesse richiesta, però, è stata la Procura stessa a chiedere di avviare la perizia psichiatrica su entrambi gli indagati. "Salvagno però non ha problematiche di natura psichiatrica", commenta Crea. Il consulente è già andato in carcere per ascoltare entrambi, ma la relazione verrà fornita agli inquirenti il prossimo 9 luglio.

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