TORINO – Un trentunenne è morto, oggi a Sestriere in regione Fraiteve, sulle piste da sci. L'uomo, che indossava il casco, è andato a sbattere contro la barriera paravento esterna della pista che porta ai collegamenti tra Sauze e Sestriere. A quanto si apprende, è morto sul colpo a seguito di un trauma cranico e facciale. Sul posto i carabinieri sono impegnati a ricostruire la dinamica dell'incidente.

La vittima si chiama Giovanni Bonaventura, di 31 anni, ingegnere torinese siciliano di origini, è morto sulle piste Sauze e Sestriere, dove il collegamento della «Cresta» sfocia nella 27. Originario di Enna ma da anni residente a Torino, avrebbe perso il controllo degli sci a causa dell'eccessiva velocità. Stava percorrendo la pista ‘Cresta' del comprensorio ‘Via Lattea', quando è andato a sbattere contro una barriera paravento. Il casco è stato recuperato a 200 metri dal corpo. Dalle prime ricostruzioni l’uomo sembrerebbe aver perso il controllo per poi andare a sbattere violentemente contro un paravento, morendo sul colpo per un trauma cranico e facciale. Sembra che non ci siano altre persone coinvolte. I carabinieri sono ancora sul posto e il pm Quaglino ha disposto la rimozione del cadavere. Nella tarda mattinata, quando è successo l’incidente, le condizioni di visibilità erano buone.

La pista sulla quale si è verificato l'incidete mortale "è sicura: regolarmente palinata e con i cartelli che consigliano di rallentare". Così Giovanni Brasso, presidente della Sestrieres spa, la società che gestisce gli impianti del comprensorio sciistico della ViaLattea. "Quella non è una pista particolarmente difficile. Nei giorni scorsi avevamo deciso di chiuderla per il forte vento, ma oggi l'abbiamo riaperta. Non c'erano problemi di visibilità, non c'era la nebbia. Purtroppo – conclude Brasso – gli incidenti capitano. Noi vendiamo divertimento, queste disgrazie non dovrebbero succedere".

Sempre oggi due sciatori sono stati travolti, durante un fuoripista a Roccaraso (L'Aquila), da una slavina che si è staccata da un costone in località Valleverde del Monte Aremogna. Uno dei due è stato estratto quasi subito dai soccorritori, addetti degli impianti di risalita, sciatori della Polizia di Stato e del soccorso alpino della Guardia di Finanza, in servizio sulle piste, mentre l'altro sarebbe rimasto sepolto sotto la neve una decina di minuti prima di essere raggiunto. Le sue condizioni sono apparse inizialmente critiche. Nel frattempo un elicottero del 118 partito da L'Aquila con i cinque componenti l'equipaggio, è arrivato sul posto con il medico del Soccorso Alpino (Cnsas). Lo sciatore è stato rianimato, stabilizzato e trasportato all'ospedale de L'Aquila.